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1 Euro per un giorno di vita

Del: 17/11/2004


Il primo dicembre è la giornata mondiale dedicata alla lotta all’Aids: una giornata per non dimenticare che ancora oggi 42 milioni di persone, adulti e bambini, convivono con questa terribile malattia.


Una giornata nata anche per valorizzare esperienze positive di lotta all’Hiv, fatte di risultati concreti e di duro lavoro quotidiano, e per raccontare storie di coraggio, di speranza e di grande dignità.
Di tutte le vittime dell’Aids, 29 milioni vivono nell’Africa a sud del Sahara. 20 milioni è il numero di morti di Aids in Africa negli ultimi 10 anni, 3 milioni nel solo 2003.

Di fronte a queste cifre allarmanti, il CESVI, organizzazione non governativa impegnata da vent’anni in progetti umanitari in tutto il mondo, nel 2001 ha deciso di intervenire nell’Africa sub-sahariana con il progetto “Fermiamo l’Aids sul nascere”.

L’iniziativa, partita dal piccolo ospedale rurale di
Saint Albert in Zimbabwe, mira a prevenire
la trasmissione del virus Hiv dalle mamme sieropositive ai neonati
attraverso un programma di prevenzione, cura farmacologica, sostegno psicologico alle donne e assistenza alimentare ai bambini.

Esiste un modo semplice per sostenere la lotta del CESVI contro l’Aids in Africa: basta un SMS.
Dal 15 novembre al 20 dicembre 2004 tutti i clienti TIM, Vodafone e Wind possono donare un Euro inviando dal loro cellulare un semplice messaggino, con o senza testo, al numero unico 48582.

Un Euro garantisce un giorno di terapia antiretrovirale a una mamma africana sieropositiva: un giorno di cura, un giorno di vita.
È un gesto semplice e quotidiano che può aiutare il CESVI a salvare tante mamme e bambini africani, aggiungendo nuove pagine ai risultati straordinari già ottenuti dal progetto “Fermiamo l’Aids sul nascere” in Zimbabwe: 110.000 persone coinvolte in incontri di educazione e prevenzione nei villaggi, 17.381 donne testate, 1.816 mamme trattate con il farmaco antiretrovirale nevirapina, 1.438 operatori sanitari formati, 1.600 bambini sani e ormai fuori pericolo di contagio.
Non solo: il progetto è oggi attivo nelle periferie degradate di Cape Town in Sudafrica, in quattro strutture sanitarie nella regione di Kinshasa, in Congo, e in altri 10 ospedali dello Zimbabwe.
Sempre in Zimbabwe, ad Harare, il CESVI ha creato nel 2004 un grande Centro di accoglienza per i ragazzi di strada e gli orfani dell’Aids.
In Sudafrica, il CESVI si occupa del sostegno psicosociale ai sieropositivi anche attraverso la terapia narrativa e la costruzione delle Memory Box: le “scatole della memoria”, fatte di cartone e riempite di scritte, disegni, foto e oggetti, si collocano a metà strada fra un diario e un testamento.
Sono uno strumento fondamentale per affrontare la malattia ricostruendo la propria identità e valorizzando tutte le tappe della propria vita.

 Dal 1 all’8 dicembre, il CESVI espone le più belle memory box – per la prima volta in Italia – in una piccola mostra presso la Sala alla Porta Sant’Agostino, a Bergamo Alta.

 
 

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