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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Dinamiche del mercato pubblicitario

Del: 24/11/2004

Saranno le telecomunicazioni, le banche, le auto e i retailers i big spender nell’advertising del 2005: questo il quadro che emerge dalle stime presentate da Nielsen Media Research nell’Ad Ex Meeting 2004.

A differenza di quest’anno, dominato solo dai primi tre, anche la distribuzione, dopo la frenata di quest’anno (-0,4%), tornerà a dominare la scena pubblicitaria del nostro Paese, la quale, in linea con la tendenza mondiale, ha registrato una crescita negli investimenti pubblicitari.

Nonostante la ripresa tuttavia, emerge forte il gap dimensionale che ci separa dai cugini europei: solo il 13% del totale è adducibile agli investimenti del Belpaese. La causa è da ricercare nel limitato numero di advertiser, 15.800 contro i 41.000 di Regno Unito e i 40.000 della Spagna.

Un mercato esiguo e poco flessibile il nostro, eppure caratterizzato da una doppia velocità: se le prime 400 aziende infatti hanno investito in comunicazione pubblicitaria il 12% in più rispetto all’anno precedente, le altre 15.400 invece hanno registrato un aumento solo del 6%, a testimonianza delle grandi differenze che dominano il nostro sistema Paese.

Sostanzialmente stabile lo scenario dei top brand 2004, che vede una sola grande novità, l’entrata fra i primi tre di Tim, che scalza Mulino Bianco dal secondo posto, mentre sul podio continua a domminare la FIAT e al terzo posto, resiste anche Vodafone.
Fra i mezzi più amati dagli investitori italiani, la radio registra un più 21% rispetto al 2003, mentre la televisione resta il mezzo più utilizzato per fare pubblicità, a differenza degli USA dove la stampa ha sorpassato la tv.

Sebbene i mezzi classici continuano a dominare lo scenario pubblicitario, a piccoli passi però le aziende stanno iniziando a accorgersi anche di altre forme di mezzi, tra cui internet, digitale terrestre, MMS, pay tv, a testimonianza che il mercato è maturo e aperto verso innovative forme di media, come confermano le stime per l’anno a venire e l’attenzione crescente dei big spender, da sempre alfieri di tendenze e trend futuri.

                                                           Rossella Ivone

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