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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

L’Adv Online nel 2004

Del: 01/12/2004

Anche per il 2004 QMark- Web Market Research, l’istituto  specializzato nelle ricerche di mercato online, in collaborazione con Slash - Interactive Media Center, ha promosso l’osservatorio IMR sul tema della pubblicità online.

L’Osservatorio IMR - Interactive Media Report nasce nel 2002 con l’obiettivo specifico di individuare, sia all’interno della domanda sia all’interno dell’offerta, le modalità di fruizione e di gestione dei media interattivi e dei new media, le potenzialità e la propensione di utilizzo, i vantaggi e i limiti, le aspettative e le opinioni, le esigenze e il grado di soddisfazione, i criteri di scelta e quelli di valutazione.

Il rapporto oggetto di questa edizione è, di fatto, la seconda release dell’indagine condotta nel 2002 su cosa pensano i manager dell’advertising online, indagando su temi quali gli investimenti, le finalità della pubblicità online e gli strumenti ritenuti di maggiore interesse.
La ricerca ha visto coinvolti più di 100 manager, di cui il 35% donne, toccando 32 province italiane.
Principale evidenza emersa è il maggior utilizzo che le aziende hanno fatto di Internet nel raffronto con il 2003: aumenta infatti di 12 punti la percentuale di chi destina a questo mezzo dal 2,5 al 10% dell’ investimento pubblicitario complessivo.
Per quanto riguarda la preferenza accordata dalle aziende ai diversi media, il rapporto ha messo in evidenza che internet (in ogni sua forma) e il direct marketing tradizionale sono ai primi due posti nel rank degli strumenti più utilizzati e crescono nel confronto con il 2003.
E’ estremamente interessante notare come, nel 2001 internet fosse al 4° posto nel media mix pubblicitario con un peso del 42%; segnale inequivocabile della maggior accettazione da parte dei manager di questo canale come valida fonte di contatto e interazione con i consumatori/clienti.

Il principale obiettivo che si vuole conseguire con questa forma di comunicazione, secondo gli intervistati, è l’acquisizione di nominativi per costruire un ricco database di contatti subito seguito dalla necessità di incrementare la brand awareness.
Un altro dato incoraggiante che emerge dall’indagine è che il 90% delle aziende ha un proprio sito e che il 71% ha utilizzato internet per comunicare. Anche in questo caso il raffronto con il 2001 è molto interessante poiché la percentuale di chi aveva utilizzato il web per comunicare era, allora, del 65%.
Insieme a internet, crescono molto l’investimento in direct marketing e le promo-sponsorizzazioni: segnale evidente di bisogno di "vicinanza e interattività" con i propri clienti/consumatori.
Il 25% degli intervistati non ha utilizzato la Rete come strumento di comunicazione; ciò nonostante, prevedono in larga parte che Internet entrerà a far parte degli investimenti in comunicazione della loro azienda.

Per quanto Internet sia una voce ancora “piccola” nei budget pubblicitari delle aziende, chi lo utilizza si dichiara soddisfatto o molto soddisfatto dell’investimento.
La ricerca ha stigmatizzato un punto di forza generalmente riconosciuto alla pubblicità via web: la capacità di profilare e raggiungere target molto specifici e verticali oltre a una buona misurabilità.

I manager intervistati hanno individuato, per contro, il punto debole di Internet nella ancora scarsa conoscenza delle sue potenzialità che li porta inevitabilmente a considerarlo un mezzo "difficile" da utilizzare al meglio.
Proprio questo rappresenta il punto cruciale della ricerca: infatti le aziende dichiarano di gestire in autonomia, tramite figure interne, il budget della comunicazione interattiva ma, allo stesso tempo, la ritengono un mezzo almeno in larga misura da conoscere più a fondo nelle sue potenzialità.
Sarebbe logico quindi che si rivolgessero a strutture specializzate, così come già avviene per gli altri investimenti in comunicazione (dalle Pubbliche Relazioni in avanti): cosa che avviene solo in minima parte anche se il trend è in crescita.
Le agenzie specializzate a loro volta devono essere in grado di fornire un servizio migliore in quanto non eccellono per quanto riguarda il livello di soddisfazione riportato da coloro che a queste strutture si appoggiano.

 
 

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