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Periodici, languono gli investimenti

Del: 07/12/2004

Guarda le interviste ai protagonisti del convegno!

Le testate periodiche sono lo strumento ideale per sviluppare i consumi perché hanno un’elevata influenza sulle vendite, sia nel breve che nel medio termine.

E’ questo il messaggio emerso al convegno “Periodici: l’informazione che resta. Efficacia e innovazione di un medium fondamentale”, organizzato a Milano da FIEG, Federazione Italiana Editori Giornali.

La diffusione delle testate è capillare e in crescita nel tempo: le circa 4.500 testate del settore contano un totale di 1,5 miliardi di copie diffuse ogni anno, mentre i lettori di periodici sono circa 34 milioni, ovvero circa due terzi della popolazione totale, 700.000 in più rispetto a tre anni fa: di questo però sembra che le aziende sembrano non accorgersi, visto che gli investimenti sulla stampa periodica languono, al contrario di quanto succede invece per la tv.

Eppure, la pubblicità funziona meglio sui periodici che in tv: secondo una ricerca svolta in laboratori europei e statunitensi, la comprensione di spot e annunci stampa genera, in termini di ricordo, risultati superiori del 20% rispetto all’esposizione a due spot in Tv.

A confermare questa tesi, Paolo Landi, direttore pubblicità Benetton Group, che ha sottolineato come la sua azienda spenda il 60% degli investimenti in advertising su carta stampata e il restante 40% nell’affissione, escludendo quindi il piccolo schermo “poco incline a permettere un dialogo continuativo con il consumatore”.

Di parere opposto Daniele Bondì, Ad di Unilever Bestfoods Italia, che durante il convegno Fieg ha spiegato come finora l’azienda, in linea con la tendenza del comparto alimentare, abbia investito poco su stampa (meno del 10%), in quanto l’affollamento induce “a sfogliare piuttosto che a leggere un periodico. Ma sfogliare non basta”.

Non un mezzo, ma un partner irrinunciabile i giornali invece per Michele Norsa, Ad Valentino, in quanto –afferma- la stampa periodica è in grado di accompagnare i successi del brand nel tempo proponendo uno stile di vita e presentando trend e modelli di comportamento, come attesta il successo di femminili e maschili lifestyle, auto, moda.

L’impostazione che vede tra loro i mezzi contrapposti non ci fa fare molta strada - ha affermato Maurizio Costa, a.d. Mondadori-. Tuttavia, l’argomento della sudditanza della stampa alla tv va considerato. Bisogna dialogare con gli investitori e riqualificare l’offerta, trovando un equilibrio tra qualità dell’offerta e situazione di mercato in cui il valore economico della pagina pubblicitaria è basso.

“Negli ultimi tre anni è più che raddoppiato rispetto al periodo precedente il numero delle nuove iniziative e di rinnovamento di testate esistenti- ha concluso Boris Bianchieri, presidente della Fieg- la specializzazione è stata esaltata dall’interesse verso nuovi temi e contenuti, anche se finora il dialogo far editori, centri media e investitori è sembrato assente e di ciò non ne hanno di certo beneficiato gli investimenti. La vivacità della nostra stampa periodica è un dato di fatto e dopo questo convengo non si potrà più ignorare”.

                                                          Rossella Ivone

Approfondisci i contenuti della ricerca Fieg nell’allegato.

 
 

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