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L’azienda è in barca

Del: 09/12/2004

Il fenomeno delle crociere è uno dei più interessanti nel panorama turistico.
Nell’ultimo decennio infatti, la crescita degli operatori in questo ambito è stata in forte controtendenza con le sorti non altrettanto fortunate di nomi prestigiosi legati al turismo tradizionale.

Questo vale a pieno titolo per i vacanzieri, ma cosa succede in azienda?
Scegliere una nave da crociera come sede per congressi, incentive e lanci di prodotto è un’idea attualmente poco sfruttata, di grandissimo fascino e dal ritorno assicurato.
 
Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento progressivo del numero di viaggiatori sulle navi.
Tale crescita è dovuta sicuramente al minor prezzo rispetto a una decina di anni fa, ma anche ad una serie di elementi che hanno comportato il successo di questo tipo di vacanza.
La vasta scelta degli itinerari, ad esempio: oggi è possibile scegliere tra molte destinazioni diverse a bordo di navi di indubbio charme; queste imbarcazioni, a differenza dei tempi passati, si fermano spesso nei porti, consentendo piacevoli e interessanti escursioni in paesi dal fascino ammaliante come Grecia, Turchia, Spagna, Canarie per rimanere nel Mediterraneo o i mitici Caraibi e i fiordi norvegesi per chi vuole qualche cosa di ancora più chic.
A questi itinerari marittimi bisogna inoltre aggiungere le altrettanto esclusive e intriganti crociere fluviali: sul Nilo, sul Danubio, da Mosca a San Pietroburgo, etc.

Negli ultimi anni è soprattutto cambiato lo spirito che esiste all’interno di queste enormi organizzazioni galleggianti (le nuove ammiraglie COSTA contengono più di 3.000 passeggeri); queste crociere non sono più la vacanza degli anziani, dei neo-sposi e dei single.

La vita a bordo della nave è quanto di più divertente si possa immaginare: cocktail bar, piscine, palestre, teatri, cinema, ricchi buffet, casino, sale giochi, internet point, spettacoli ogni sera, animazione discreta, sale per il gioco delle carte, biblioteca... praticamente un piccolo paese, molto mondano, che naviga alla velocità di 20 nodi; il mal di mare, sconfitto da sofisticate tecnologie che permettono la stabilità quasi assoluta della nave, è solo un ricordo del passato.
Organizzare un meeting a bordo è particolarmente facile, se si tiene conto dell’unico fondamentale vincolo: le navi non si fermano mai.
365 giorni all’anno sono in movimento (anche la manutenzione viene fatta in viaggio!). L’unico limite quindi è quello di avere a disposizione una settimana per lo svolgimento dei lavori, cosa non sempre possibile.

Esistono altre soluzioni che possono rappresentare un buon compromesso: una è rappresentata dalle minicrociere, disponibili solo in alcuni periodi dell’anno, e della durata di 3 o 4 giorni.
Questa opportunità, relegata fino al 2003 a poche occasioni, è diventata invece molto più accessibile nel 2004 e nel programma 2005. L’altra soluzione è invece quella di utilizzare la nave solo per mezza giornata, durante lo sbarco e imbarco dei passeggeri.

Un aspetto è da tenere in grande considerazione: l’organizzazione a bordo della nave è necessariamente molto strutturata e il rapporto personale/passeggeri favorevole al massimo confort.
Tuttavia, tutte le soluzioni adottate dalle compagnie sono calibrate su una utenza vacanziera e non aziendale.

Diventa a questo punto molto importante una figura di coordinamento della vita a bordo che abbia il ruolo di rispondere alle esigenze personalizzate del gruppo aziendale, che dia valore all’esperienza comune e renda più facile e piacevole la vita a bordo; senza dimenticare che la "bella figura" la deve fare sempre e comunque la azienda che porta le persone e non la compagnia di navigazione.

                                                             Michele Bresciani
                                                                        Presidente Farm Traveller


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