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Osservatorio Findomestic 2004

Del: 11/01/2005

I beni durevoli restano l’unico pilastro di crescita della spesa delle famiglie italiane, il comparto in generale tiene o registra punte di aumento del 23% per i forni a micro onde, del 116% per i DVD, del 99% per gli schermi a retro proiezione e del 58% per i componenti satellitari.

In crescita gli acquisti di auto di media cilindrata, bene il diesel, anche nel segmento delle piccole, che si assesta al 25% del totale auto; in aumento gli acquisti di moto sopra i 250 cc (+17%). Il pessimismo degli italiani sul presente e sul futuro cresce e si assesta tra i valori più alti d’Europa, l’inquietudine viene in taluni casi sostituita dal sentimento di rivolta.

Sono questi i principali risultati emersi nel corso della presentazione dell’undicesima edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in in Italia e in Europa.

La percezione media dei cittadini europei, italiani in testa, sulla situazione del proprio paese è peggiorata rispetto ad un anno fa: il giudizio medio espresso dai cittadini europei in merito alla situazione attuale della propria nazione è passato da 5,10 a 4,71, con un dato medio di 4,97, comunque in discesa rispetto al 2003.

Tutti gli altri paesi, a parte il Regno Unito che presenta un lieve incremento ed il Belgio che ostenta un permanente ottimismo, mantengono il livello di giudizio decretato nel 2003 oppure scendono.

L’Italia, come il Portogallo, registra una decisa flessione: da 5,24 a 4,79. Anche il pessimismo dei cittadini europei è in aumento: solo un europeo su tre è ottimista sul futuro in generale, la maggioranza degli intervistati (37%) mostra invece inquietudine, gli entusiasti scendono e rappresentano solo il 4%.

Tra i paesi più ottimisti emerge ancora il Regno Unito in cui la quasi metà degli intervistati si definisce ottimista e solo il 19% inquieto. Scendono invece grandi paesi come Spagna, Francia e Germania, ma il pessimismo si riscontra in maggior misura in Italia e Portogallo dove gli inquieti rappresentano la maggioranza della popolazione Certamente questo clima non può non avere influenza sui consumi in generale e gli unici che sembrano tenere sono quelli di beni durevoli.

Esaminando il settore dell’auto si osserva come per questo settore Findomestic preveda una leggera crescita dell’immatricolato che torna a segnare una cifra positiva (+0,7%) dopo anni di incrementi negativi.
Analizzando l’andamento per classi di cilindrata si nota un cambio radicale nelle preferenze dei consumatori nell’ultimo quadriennio: il segmento 1301/1550 continua a crescere vertiginosamente, mentre il segmento fino a 1050 crolla, gli altri segmenti sono stabili.

Il consumatore italiano è dunque passato dall’acquisto massiccio di auto di piccola cilindrata a quello di auto di media cilindrata. Da segnalare una notevole preferenza anche per il diesel che sta prendendo piede anche nelle medie e piccole cilindrate e che ora è il 25% del totale del parco auto circolante.

Cresce infatti la voglia di utilitarie a gasolio, più piccole e più economiche. Se si osserva l’Italia nel contesto europeo, si può notare come in Europa nel corso del 2004 per ogni 100 famiglie siano state vendute 8,5 auto nuove; in Italia questo valore è pari a 10,4; il che ci pone ai primi posti come livelli di vendite dopo Spagna, Belgio e Regno Unito. Spostando l’attenzione ai motoveicoli si registra un incremento del 3% dell’immatricolato e del 7% del parco circolante.

In quest’ambito va comunque registrata la performance negativa dei ciclomotori (-11% ) e delle moto da 51cc a 251cc (-5,9%), mentre crescono significativamente le moto di grande cilindrata da 251cc a 750cc (+ 17%) e quelle oltre 750cc con un incremento del 7%. Il confronto europeo è eclatante: a fronte di un tasso medio di 0.70, in Italia il valore raggiunge 1,89, ossia più del doppio seguita da lontano da Francia Spagna e Belgio.

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