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Emergenza in India e Sri Lanka

Del: 14/01/2005

A tre settimane dal terribile maremoto che ha devastato diversi Paesi che si affacciano sull’Oceano Indiano, si delineano in modo più preciso le caratteristiche dei progetti di emergenza del Cesvi a favore delle popolazioni colpite.
Nel frattempo si pongono le basi per i futuri interventi di post-emergenza da attuare nel medio-lungo periodo.
Cesvi è operativo in India e in Sri Lanka con progetti di aiuto agli sfollati e di assistenza sanitaria. L’obiettivo in India è assistere per tre mesi 2.500 famiglie sfollate (13.000 persone) a Nagapattinam, il distretto del Tamil Nadu più colpito dallo tsunami.
Sulla base delle esigenze emerse dalla popolazione locale, che non vuole allontanarsi dai villaggi per timore di ruberie e perdita del proprio territorio, l’intervento del Cesvi si sta concentrando sull’allestimento di tende all’interno dei villaggi stessi, a fianco alle abitazioni distrutte.
In particolare, l’area d’azione riguarda il villaggio di Tranquebar/ Tarangambadi, completamente distrutto dall’onda che ha ucciso 2.500 persone su 6.000 residenti.

Tutti i materiali necessari per affrontare la fase di prima emergenza sono acquistati direttamente sul mercato indiano: 2.500 tende, 11.000 taniche e i materiali necessari per la costruzione di strutture igieniche e latrine temporanee.
Per l’intera operazione, il Cesvi deve sostenere un costo per ogni sfollato di circa 30 euro.

Oltre all’acquisto dei materiali, questi fondi servono anche al finanziamento delle attività di prevenzione sanitaria necessarie per scongiurare le epidemie. Nella zona è già operativa una clinica mobile, finanziata da Cesvi specializzata nella cura di traumi fisici e soprattutto psicologici provocati da catastrofi naturali.

Tutte le attività sono coordinate dall’operatore del Cesvi Leonardo Niccolai e realizzate in collaborazione con le ong locali Desh e Don Bosco, che si stanno occupando anche di raccolta e riconoscimento dei cadaveri, distribuzione di cibo e vestiti.

Tutte le informazioni sui progetti di emergenza in Asia sono sul sito  del Cesvi 
 

 
 

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