Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

E-generation o I-gnorantation?

Del: 21/01/2005

Guarda il servizio sull’evento e il parere degli esperti!



Come possono le aziende comprendere i linguaggi giovanili per una coerente comunicazione d’immagine e di prodotto?


Neologismi, velocità, immediatezza della parola come dell’immagine, del colore, della musica, destrutturazione del linguaggio, nuovi codici di comunicazione: questi gli argomenti al centro del workshop organizzato da StudentiMediagroup in collaborazione con IED, Istituto Europeo di Design.

E-generation o I-gnorantation?”, un titolo volutamente provocatorio, scelto per confrontarsi su un tema complesso e sempre attuale: quello del linguaggio e del modo di esprimersi degli adolescenti. Un argomento che, attraverso gli anni, continua a mantenere alto l’interesse di sociologi, linguisti, comunicatori e anche aziende perché ripropone, generazione dopo generazione, tematiche nuove e stimolanti.

Ma all’inizio del terzo millennio i giovani non
rappresentano solo una fascia della popolazione, non fanno più solo tendenza, essi stessi sono le tendenze, sono il mercato.
Il workshop ha fornito un confronto approfondito sui nuovi “codici di comunicazione” delle nuove generazioni, che si servono sempre più di un linguaggio magari sgrammaticato ma autentico, composto da neologismi, veloce, immediato, ancora poco conosciuto.

“Parlare oggi di un linguaggio giovanile è improprio- ha affermato Mario Abis, presidente di Makno Consulting- nella società dei linguaggi e dell’informazione i giovani si distinguono proprio per le loro differenze di comunicazione: ogni giovane si costruisce una sorte di bricolage emotivo ed intelligente in cui il corpo parlante si correla con gli sms, il vestito con il luogo assunto come veicolo simbolico, un gergo di gruppo con la gestione rappresentativa di codici mitici. Il bricolage si accompagna con forme sempre più ricche ed evolutive di lessico e una riduzione, al contrario, della complessità sintattica, che viene sostituita dalle combinazioni alfanumeriche del linguaggio tecnologico. Meno semantica e più forme sincretiche “portate” dalla tecnologia, meno linearità e più molteplicità (il multitasking) di piani e leve comunicazionali.
Questa dinamica centrata sulla tecnologia, che fa insieme al linguaggio la comunicazione, mette in crisi la tradizionale dicotomia media e messaggio: è il media che “costruisce” il linguaggio.”
Per parlare ai giovani non occorre dunque- come nel passato- individuare semplicemente il loro gergo e le “loro” parole d’ordine: occorre entrare in questa multidimensionalità e comprendere l’investimento affettivo ed emotivo che seleziona l’uso dei diversi media.

“È effettivamente il primo gruppo di esseri umani che, a livelli di massa, oltre a consumare testi, video e documenti multimediali, insieme li produce quotidianamente – ha concluso Enrico Maria Melic, di Studenti Media Group- È cresciuta in questi una babele di linguaggi che, oltre a promettere un discusso rinnovamento della lingua italiana, fiorirà in una società più orizzontale composta da consumatori super-informati.”

Mediatate aziende, meditate…..

 
 

Business Video