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Advertising emozionale

Del: 03/02/2005

Negli ultimi anni si è registrato un incremento del consumo di prodotti di tipo edonistico in cui le componenti multisensoriali, fantastiche ed emotive dell’esperienza individuale svolgono una funzione fondamentale.

Gli spot- è stato ripetuto da più parti- devono comunicare emozioni : queste infatti non costituiscono una dimensione a se stante che agisce a livello inconscio o irrazionale, ma svolgono una funzione chiave nel guidare il percorso narrativo verso una percezione.

La ricerca di “sveglie emozionali” è quindi al centro dell’attenzione dei responsabili della comunicazione e del marketing delle imprese, come ha sottolineato uno studio 1to1lab.
L’emozione e il coinvolgimento emotivo dei consumatori sono gli aspetti più critici della comunicazione perché nessun messaggio pubblicitario di per sé è privo di emozioni che, a seconda della natura dello spot comunicano dei messaggi e influenzano gli atteggiamenti dei consumatori.

Anche se non vi è ancora una teoria delle emozioni unificata e condivisa è stato ormai dimostrato che esistono otto tipi di emozioni primarie (paura, collera, tristezza, disgusto accettazione, sorpresa, gioia e aspettativa), che tendono a combinarsi variamente tra loro per produrre un numero quasi infinito di emozioni secondarie che ognuno sperimenta quotidianamente.

Lo schema delle emozioni di Plutchik (1980) è quello più utilizzato e ha consentito, a partire dal 1986, una prima ondata di studi sulle pubblicità televisive miranti a misurarli e a valutarli nella loro globalità, non solo emozionale.
Tali studi hanno evidenziato che la maggior parte degli spot televisivi si concentrano solo su tre emozioni primarie: gioia (36%), accettazione (32%) e aspettativa (31%).

Mancano del tutto le emozioni negative. L’importanza di una dimensione emotiva, quale fattore rilevante al fine di rafforzare con compiutezza la relazione tra consumatore e marca/prodotto è già stata riconosciuta dall’emotional marketing. A monte sta la considerazione del cliente come “persona” e la volontà di soddisfarne non solo i bisogni, ma soprattutto i suoi desideri.

Tutto sta nello sfruttare questa dimensione emozionale in modo coerente e armonioso, nell’ambito di una logica di dialogo aperto con il consumatore.
Di emotional marketing si è parlato nel corso di una tavola rotonda “Il marketing incontra le emozioni” organizzato da 1to1lab, in cui si è parlato del rapporto tra il marketing e le emozioni e dei nuovi modelli interpretativi per accrescere l’efficacia delle strategie commerciali, distributive e di marketing.
Come ha affermato Enrico Valdani nel corso della tavola rotonda le imprese che vinceranno sono quelle che capiranno la strategicità del cliente.
Il mercato infatti ormai è una commodity, tutti i prodotti sono considerati non fondamentali, per essere diversi si deve necessariamente lavorare sull’esperienzialità: solo su questo tipo di valore aggiunto si può sperare di creare un vantaggio competitivo.

Interagire i consumatori, far vivere loro un’esperienza unica, a cominciare dallo spot, è una strada fondamentale per mettere in moto le sveglie emozionali e….i consumi!

                                                              Rossella Ivone

Approfondisci i risultati emersi nell’allegato!


Allegati:
Il marketing delle emozioni

 
 

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