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Accessibilità dei siti web

Del: 03/02/2005

Qual è l’approccio del mondo associativo e imprenditoriale italiano nei confronti dell’accessibilità?
Per fotografare la situazione attuale e delineare un possibile scenario futuro, PDC ha realizzato 118 interviste ai responsabili delle aree Comunicazione e Internet di alcune delle più rappresentative aziende nei settori del credito, della grande distribuzione, dei trasporti, dell’energia, dei servizi, dell’editoria online, e di importanti associazioni no-profit.
Dall’insieme dei dati emerge uno scenario che fa pensare a un’attenzione crescente per questo tema e a una rapida evoluzione della situazione.
Due sono le sfere di interesse: da un lato l’esigenza di rendere disponibili a tutti le risorse e le informazioni esistenti in Rete, dall’altro la necessità – per le aziende e le associazioni – di entrare in contatto con tutti i potenziali utenti.

Il primo dato interessante emerge dalla fotografia del campione: solo l’8% dispone di un sito web accessibile, il 27% non sapeva cosa fosse l’accessibilità prima dell’intervista, mentre il 65% ne era informato. Eppure la maggior parte delle aziende intervistate ha dimostrato grande interesse nei confronti dell’accessibilità.

Sono le associazioni no-profit i soggetti che hanno prima di tutti compreso le potenzialità dell’accessibilità e che continuano a mostrare maggiore interesse a realizzare in futuro progetti di questo tipo, affiancati dal mondo del credito, per una naturale propensione a consentire al più vasto pubblico possibile di entrare in contatto con loro, se pure per diversi motivi.
Il 43% delle aziende e associazioni che hanno un sito accessibile, infatti, ha scelto di realizzarlo per la propria specifica tipologia di utenza, il 25% per una strategia aziendale legata al ritorno di immagine e il 13% per una scelta etica.

Se gli Stati Uniti sono i pionieri dell’accessibilità nel mondo, l’Italia si posiziona infatti ai primi posti in Europa per l’attenzione a un tema così delicato come la fruibilità del web per tutti.

benefici per chi possiede un sito accessibile sembrano innegabili. Ad affermarlo è il 64% del campione.
A dimostrazione del fatto che un sito web accessibile è innanzitutto un sito ben progettato, più leggero da caricare e più semplice da navigare per tutti, indipendentemente dal fatto che si serva, o meno, di ausili particolari.

NOTA Per maggiore chiarezza si fornisce una definizione dell’accessibilità, secondo quanto afferma il W3C, ente internazionale di riferimento del settore. L’accessibilità degli strumenti informatici fa riferimento a interfacce e sistemi di navigazione fruibili da parte di chiunque, indipendentemente dal mezzo utilizzato, sia esso un browser, uno screen reader o un browser testuale. Per questo un sito accessibile è navigabile da utenti che presentano disabilità fisiche o cognitive e che utilizzano supporti come screen reader o tastiera Braille, ma anche da persone che utilizzano tecnologie obsolete (connessioni lente, vecchi browser) o, al contrario, particolarmente avanzate (palmari, gprs, umts, web tv).
 
 

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