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Marketing del futuro

Del: 21/02/2005

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Lo scenario del marketing è in continua e rapida evoluzione, cambiano i consumatori e cambia il modo di approcciare i mercati sempre più saturi.

Vendere e comunicare con i clienti oggi non basta più, mentre stabilire relazioni costanti al fine di fidelizzarli diventa un asset fondamentale per le aziende.

Far leva su un marketing che punti più sulla relazione personale tra azienda e consumatore, che abbandoni la mera logica dei numeri per introdurre una componente umana e non direttamete misurabile è una delle strategie vincenti su cui le nostre aziende dovrebbero riflettere: questo uno dei temi affrontati durante il Workshop Marketing Ambrosetti dedicato a “Le nuove frontiere del marketing”.

Esperti di marketing a livello internazionale si sono confrontati con la platea sull’evoluzione degli scenari e sullo spostamento del baricentro dal protagonismo dell’azienda verso il consumatore.

“Il consumatore è sempre meno stabile e attratto dai trend, interessato a investire anziché a spendere- ha spiegato Giampaolo Fabris- per conquistarlo le aziende devono avvicinarsi a lui in modo intelligente, offrendo un servizio differente dai competitors, stabilendo rapporti forti, a cominciare dal punto vendita”.

Cuore propulsivo degli acquisti, il punto vendita assume dunque una centralità di cui mai prima aveva goduto: non solo luogo di compra-vendita, ma strumento per comunicare i valori della marca in modo coerente e continuativo, in maniera tale che il brand entri in interazione simpatetica con il consumatore.

Sull’importanza del packaging nella relazione tra azienda e consumatori è intervenuto invece Lars Wallentin, già Vice President Marketing and Communication Nestlè Corporate, che nella sua accesa relazione ha coinvolto i presenti, sottolineando l’importanza del sogno e della sorpresa nell’incontro fra prodotti e acquirenti; Wallentin ha poi mostrato esempi vincenti di packaging, dalla birra Heienken, le cui confezioni sono realizzate in tre maniere differenti a seconda del canale di distribuzione, ai Tic Tac, dall’acqua Evian al Tonno Esselunga, la cui “T” richiama la coda di un pesce.

"Il lavoro del marketing è cambiato molto- ha commentato Alessandro Turra- responsabile practice marketing di Studio Ambrosetti- perché è fondamentalmente mutato il mondo di riferimento e soprattutto la logica con cuoi si parla di marca".

La battaglia del marketing si gioca sullo scontro fra brand- ha affermato Dominique Turpin Professore di Marketing presso l’IMD, che ha presentato i sette principi fondamentali per la costruzione di un brand forte: stabilire un’identità chiara, supportarlo in maniera continua, essere consistenti ogni momento, avere un contatto con i clienti, difendere l’unicità del brand in modo proattivo, far diventare ogni dipendente un ambasciatore del marchio e non autocompiacersi dei successi.

Per gestire la crescita di un brand (che è un asset valutabile, in quanto stimola la domanda addizionale e i profitti e incoraggia la fedeltà dei consumatori) è necessario essere critici sui questi fattori, ha spiegato Tom Blackett di Interbrand: Quali segmenti contribuiscono alla crescita di un marchio? Quali sono i drivers del brand value? Quali sono i punti focali che contribuiscono alla creazione di brand value? Come si possono tracciare le attività di branding per accrescerne il valore?

A commentare la propria strategia di marketing, in momento molto delicato non solo per il mercato ma anche per l’azienda, è intervenuto Lapo Elkann, brand manager di Fiat Auto che ai nostri microfoni ha spiegato le linee guida della casa torinese nel prossimo futuro.

                                                                      Rossella Ivone

 
 

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