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La parola ai copy e agli art

Del: 02/03/2005

"La parola ai copy e agli art” è la seconda tranche dell’indagine che l’Art Directors Club Italiano sta conducendo sui rapporti tra manager e creativi, con l’obiettivo di capire le ragioni della caduta di qualità della comunicazione commerciale italiana.
Nella prima tranche, a maggio 2004, l’ADCI aveva chiesto ai manager delle aziende di dare un voto alla Pubblicità e ai creativi che la producono.
Un giudizio che ha sollevato perplessità e dibattito nel settore, in quanto raggiungeva appena la sufficienza: un misero 6+.
“Più di 200 questionari compilati sono vero successo” sottolinea Gianguido Saveri (Segretario e resp. Rel. Esterne e Uff. Stampa ADCI e responsabile dell’iniziativa) “soprattutto se consideriamo che il questionario, di ben 40 domande, richiedeva dai 20 ai 30 minuti per essere compilato”.
Mario Scolari dell’Istituto Teseo, che ha condotto l’indagine su incarico dell’ADCI, è dello stesso parere.
Infatti, osserva che i creativi non hanno mai visto di buon occhio le Ricerche.
“Evidentemente l’argomento trattato era di grande interesse per tutti gli art director e i copywriter contattati” continua Scolari “e ci ha permesso di selezionare un panel qualificato, composto principalmente da creativi che lavorano per medie/grandi agenzie. I dati sono molto interessanti, soprattutto per quanto riguarda il giudizio sulla qualità della Pubblicità, che i creativi giudicano in modo più negativo di quanto l’abbiano giudicata i mktg manager nella prima parte dell’inchiesta".
Il 25 febbraio, l’ADCI ha organizzato un piccolo evento per presentare i risultati dell’indagine e discuterne tra manager, creativi e giornalisti, come è avvenuto a luglio 2004 per la presentazione dei primi risultati.

 

 

 
 

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