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I guru del marketing a Milano

Del: 03/03/2005

WBF, atto secondo. A settembre Milano sarà ancora lo scenario dell’appuntamento con i guru dell’economia mondiale. Abbiamo fatto il punto sulla prossima edizione con Gianfranco Chicco, Business Manager Italia di HSM Group la società che organizza l’evento.

Perchè avete deciso di ripetere il World Business Forum e quali sono le aspettative per quest’anno?
La scelta di ripetere Milano è stata quasi automatica dopo il successo del 2004. Lo scorso anno i nostri obiettivi in termini di adesioni erano stati raggiunti già a giugno e la risposta del pubblico durante la manifestazione è stata meravigliosa. Un esempio: i nostri eventi sono “World Class”, cioè partecipare al WBF a Milano, New York, Francoforte, Chicago o Madrid è lo stesso (la qualità, il livello dei relatori e dei partecipanti, i servizi, gli sponsor). Alla fine del congresso viene distribuita una scheda di valutazione, a cui di solito risponde il 20% della gente. In Italia la risposta è stata del 40%. Più dell’ 88%  di chi ha risposto ha visto superate o pienamente soddisfate le proprie aspettative. Sono numeri che parlano da soli.

Chi sono i leader che prenderanno parte alle due giornate? Quali i temi affrontati?
Per l’edizione 2005 abbiamo coinvolto grandi leader mondiali.
Henry Kissinger, terrà un intervento sul tema della “Prospettiva Globale”. Sembra una moda parlare di globalizzazione, ma l’Italia è in una posizione difficile (la concorrenza dell’Est europeo, dell’Asia, la contrazione delle esportazione per l’euro forte...) e bisogna capire in profondità quali sono tutte le forze in gioco per andare avanti con successo.
Jack Welch, parlerà invece di “Strategia”. Credo che dopo la sua partecipazione al WBF 2004 ci sia poco da aggiungere sui suoi interventi. La gente ha apprezzato particolarmente l’interazione con il pubblico in maniera diretta e profonda. Lui è un grande leader, che ammette di non sapere tutto, ma che sa fare le domande giuste. Kenichi Ohmae invece interverrà su “Strategia & Cambiamento”: le strategie non possono essere costanti; non è la stessa cosa competere nel mondo di oggi rispetto agli anni ’90. Quello che sappiamo di strategia deve essere rivisto, aggiornato, messo in discussione. Il top management deve diventare il catalizzatore del cambio.
John Davis affronterà il “Family Business”: dove se non in Italia ci sono tanti imprenditori e tante aziende di famiglia? Come gestire l’impresa familiare e la famiglia mirando alla crescita e al successo? Come sviluppare la generazione successiva e creare leader, manager ed azionisti efficaci?
Gary Hamel poi parlerà di “Resilience”, un termine che viene dal mondo dell’ingegneria e definisce la capacità dei materiali di riprendere le sue caratteristiche originali (forma, posizione). In termini economici si può parlare di “capacità di recupero”, ed è questo il concetto che Hamel estrapola al business per costruire il massimo vantaggio competitivo in un mondo che cambia troppo in fretta.
Ad affrontare il tema del Sales Management, Ben Shapiro, con un intervento che sarà incentrato su come aumentare le vendite in un mercato in rapida evoluzione e che strategie utilizzare per velocizzare il processo di vendita. 
Il pubblico analizzerà insiema a William Ury l’anatomia del processo di negoziazione per sviluppare strategie vincenti: il caso Fiat/GM è un chiaro esempio dell’importanza della negoziazione nel mondo degli affari.

Qual è il valore aggiunto che i guru hanno danno agli interrogativi dei parecipanti?
I guru non ti dicono “tu, domani devi fare questo per migliorare il tuo business”. Forniscono nuove idee, punti di vista, tendenze che il manager deve sapere cogliere ed adattare alla sua realtà.
È questo il punto di forza di un evento internazionale di questo tipo, insieme al networking che crea. Non c’è una soluzione unica agli interrogativi posti dai manager e ognuno dei relatori lo scorso anno ha dato le risposte in base al proprio stile. Considerate come esempio il contrasto tra quello detto da Michael Porter e quello di Jack Welch sulla strategia: ognuno ha fornito il proprio punto di vista, in base alla sua esperienza e allo stile del suo management.

Nessun relatore italiano e il ritorno di Welch: la scelta è espressione delle preferenze dei partecipanti? Quali i temi che lo scorso anno hanno sucitato maggior interesse?
La scelta degli speaker è una combinazione di quello che succede nel mondo insieme alle preferenze locali. Dalle schede di valutazione del 2004, non c’è stato un tema più interessante in assoluto rispetto agli altri, ma la soddisfazione di aver esplorato vari temi ugualmente importanti: Leadership, strategia, marketing, cambiamento, risorse umane. Un presidente o un amministratore delegato non può permettersi di lasciare uno di questi al caso. Tutti devono essere sviluppati insieme. Questa –secondo noi- è una caratteristica in più del WBF.

                                                                Rossella Ivone

 
 

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