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Il futuro del direct marketing

Del: 09/03/2005

Tutti voi come possessori di un telefono cellulare oppure in qualità di titolari di una linea telefonica avrete ricevuto in questi giorni una lettera da parte del vostro gestore circa la costruzione di un unico archivio elettronico per i nuovi elenchi del telefono.

Infatti il Garante della Privacy in data 15 luglio 2004, ha emesso un provvedimento che aveva come oggetto, tra le altre cose, la regolamentazione della pubblicazione dei dati sui nuovi elenchi telefonici, preannunciando l’invio di un modulo al quale i destinatari dovranno rispondere esprimendo la loro volontà oppure il diniego di rendere pubblici i propri dati, potendo anche decidere, quali dati fornire sui vari tipi di elenco telefonico e per quali utilizzi.
In particolare la domanda numero 5 sta suscitando molte polemiche.

Il quesito è stato così formulato:
VUOLE RICEVERE PUBBLICITA’?
Lei ha il diritto di dire SI o NO all’invio di pubblicità, promozioni, offerte commerciali ecc. all’indirizzo o al telefono che compaiono sull’elenco telefonico. Se lei dirà NO i nuovi elenchi non potranno essere utilizzati per inoltrare posta al suo domicilio oppure per permettere a chiunque di chiamarla per telefono per fini promozionali, pubblicitari o commerciali, ricerche di mercato, sondaggi, ecc.

Stiamo oggi assistendo ad una spaccatura; da una parte le associazioni dei consumatori plaudono a questa iniziativa, mentre dall’altra, le diverse associazioni del marketing diretto protestano, ritenendo il provvedimento in questione, lesivo del comparto e che potrebbe de facto se non “far scomparire”, ma senz’altro ridimensionare un settore molto importante nell’economia del Paese.

Ogni nuovo provvedimento che opera in senso restrittivo rispetto ad una situazione preesistente deve essere “digerito” e questo richiede solitamente del tempo.

Probabilmente in una prima fase, tutti gli operatori del direct marketing cercheranno di analizzarne le ripercussioni sui loro modelli di business. Nel frattempo gli investitori pubblicitari potrebbero decidere di riversare sui media digitali una parte più consistente rispetto al passato dei loro budget di comunicazione e di marketing, come già sta avvenendo nei mercati più evoluti.

A tal proposito, occorre dire che per quanto concerne la disciplina della privacy, il comparto della pubblicità e del marketing on line sembra dimostrarsi molto preparato, poiché da tempo opera con una logica rigorosamente permission based.

Il 2005 potrebbe quindi essere l’anno in cui nuovi operatori del marketing diretto si avvicinano con maggiore decisione ai media digitali, creando le basi per un nuovo sviluppo della pubblicità e del marketing on line, questa volta però su basi più solide.
Negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Francia, la pubblicità on line ha ripreso la sua corsa.

                                                                   Maurizio Goetz
                                        Consulente di Marketing Digitale 
                          Consigliere Direttivo Associazione Italiana Marketing
                                                             m.goetz@infinito.it

E in Italia cosa sta succedendo? Per approfondirlo, leggi l’allegato!


Allegati:
Il futuro del direct marketing

 
 

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