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Dalla metereologia al marketing

Del: 27/03/2002

Come e dove iniziano, e finiscono, i confini di scienza e di professione del marketing nell’italia di oggi.

La richiesta di affidabilità di prodotti previsionali ottenuti in maniera oggettiva, sia in campo economico che meteorologico, è in costante crescita.
La quantificazione dei fenomeni e dei processi tende infatti ad invadere non solo questi campi ma ogni altra disciplina scientifica, allo scopo di simulare gli eventi con modelli numerici per ottenere scenari proiettati nel futuro.
In meteorologia tale tendenza è stata accelerata negli ultimi decenni dallo sviluppo di tre settori tecnologici fondamentali: l’avvento dei satelliti meteorologici, con un salto di qualità del sistema osservativo globale; la crescente efficienza dei sistemi di telecomunicazione, con l’accentramento di enormi quantità di informazioni; l’aumento della potenza dei sistemi di calcolo, con l’applicazione di modelli numerici estremamente complessi e avanzati.
In pochi campi però i prodotti dei sistemi di calcolo possono sostituire completamente l’esperienza individuale. In meteorologia, per esempio, è il revisore che osservando l’evoluzione del tempo ed elaborando criteri di analisi e di valutazione basati su modelli concettuali, acquisisce quella professionalità che è l’unica a garantire la compiutezza delle informazioni prognostiche.
Ciò risulta particolarmente importante quando le informazioni devono sostenere scelte operative o di pianificazione nei più svariati campi di attività dell’uomo, dall’agricoltura all’assistenza al volo, dal trasporto terrestre a quello marittimo, dalla tutela dell’ambiente al miglior impiego del tempo libero.
(Sergio Borghi)

Modelli meteorologici ogni volta più aderenti alla realtà, risorse computazionali sempre più potenti e meno costose e, non ultimo, conoscenze acquisite dagli operatori del settore, permettono oggi di prevedere le condizioni future del tempo con una percentuale di errore davvero bassa.
Ne conseguono almeno tre importanti riflessi sul modo di “fare” marketing e, più in generale, business.
In primo luogo, si è creata un’importante area d’affari, ancora da sviluppare, riconducibile al bisogno di sicurezza presente nella collettività: prevedere in modo attendibile il manifestarsi di calamità naturali costituisce un’opportunità davvero rilevante che di per sé giustifica specifiche iniziative economiche, anche con il sostegno di finanziamenti pubblici.
In secondo luogo, la più efficace capacità di prevedere le condizioni meteorologiche è direttamente utilizzabile nella realizzazione di una serie di attività, come se fosse un vero e proprio fattore della produzione; si pensi, ad esempio, al valore di una tempestiva informazione meteorologica per lo svolgimento di manifestazioni all’aperto, di attività cantieristiche, di lavori agricoli e, ancora, per la pianificazione della produzione e della distribuzione di prodotti stagionali.
Infine, le previsioni del tempo rappresentano un’opportunità – forse solo in parte sfruttata dai media tradizionali e telematici – di creare specifici “contenitori” che rendono i connessi spazi pubblicitari particolarmente interessanti per la comunicazione d’impresa. In sintesi, l’interesse collettivo per attendibili previsioni meteorologiche è oggi un fenomeno sociale così rilevante che è riduttivo considerarlo “semplicemente” un fattore della produzione e/o un contenuto di alcune trasmissioni.
Come è avvenuto in altri ambiti – tipicamente lo sport e la musica – le “previsioni del tempo” offrono oggi l’opportunità di comunicare con la domanda in modo innovativo e soprattutto efficace.
(Angelo Di Gregorio)

Il tempo: un concetto astratto, ma anche un soggetto attivo nella nostra vita.
Perché il tempo non rappresenta soltanto un termine meteorologico che ci accompagna giorno dopo giorno, scandendo i ritmi del quotidiano sulla base delle stagioni, del bello e del brutto, del freddo e del caldo.
Il tempo rappresenta infatti anche un qualcosa che può condizionare il nostro domani, che può cambiare radicalmente il nostro modo di porci nel mondo degli affari.
Viene quindi da domandarsi: un secondo, una esitazione, una decisione affrettata o non presa quanto possono pesare sul nostro domani?
Nel racconto di molte storie d’impresa viene evidenziato il ruolo svolto dal tempo, ma mai viene data una risposta al come rendersi o non rendersi conto di effettuare una scelta giusta nel momento giusto, oppure una scelta giusta nel momento sbagliato, o ancora una scelta sbagliata nel momento giusto o addirittura una scelta sbagliata nel momento sbagliato.
Dalla porticina di servizio del marketing entra, sia pure timidamente e al limite della percezione, anche questo. In una visione sempre più dilatata fra chi si è fatto portabandiera della old economy e chi si è lanciato nell’avventura della new economy, dove la capacità di comunicazione letteralmente galoppa per cercare nuovi sbocchi nel mondo del commercio.
Ma il vecchio e il nuovo, sempre, si trovano a far di conto con il tempo. Lo dimostrano alcuni aneddoti legati alla vita di grandi protagonisti che hanno contribuito a trasformare quella che era soltanto un’Italietta nell’Italia di oggi.
(Mauro Castelli)

E’ disponibile la documentazione a supporto.
 
 

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