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RFId, questo sconosciuto

Del: 15/04/2005

Guarda il servizio sul convegno "RFId tra presente e futuro"

Si fa sempre più parlare in questi mesi di Rfid, acronimo di ‘Radio Frequency IDentification’, un sistema automatico di identificazione e acquisizione dati, attraverso il quale vengono trasmessi gli stessi tramite onde radio o impulsi elettromagnetici.
Fino ad oggi questa tecnologia è stata utilizzata principalmente con funzioni di antitaccheggio e di controllo da parte delle aziende, in quanto impedisce di proporre come originale merce non dotata dell’apposita etichetta “intelligente”, registrata della casa produttrice. Gli studi tuttavia sono in continua evoluzione e il tema delle tecnologie RFId è al centro di un ampio dibattito che riguarda le sue implicazioni sulle imprese, sui consumatori e sulla società.

A fare il punto della situazione, il convegno “RFId tra presente e futuro”, organizzato dal Politecnico di Milano, durante il quale sono stati presentati i risultati dell’Osservatorio RFId, che ha fotografato la situazione del nostro Paese, fornendo utili indicazioni sullo stato dell’arte e sui trend previsti per il prossimo futuro. Dallo studio è emersa l’esistenza di diversi gradi di maturità nell’applicazione di questa tecnologia; tra gli ambiti ormai consolidati il controllo dell’avanzamento di produzione, mentre restano ancora sperimentali le applicazioni nella logistica di magazzino e nel trasporto merci; del tutto futuribili invece applicazioni RFId di supporto alla gestione dei punti vendita, la tracciabilità delle merci nel largo consumo e le applicazioni volte a potenziare le funzionalità di prodotto.

Ma perché il nostro Paese non si dimostra sensibile a queste tecnologie, che porterebbero concreti vantaggi nell’ottimizzazione
della filiera del lavoro?
“La scarsa conoscenza delle soluzioni tecnologiche, il debole coinvolgimento dei vertici delle imprese e scarsa spinta da parte delle organizzazioni e delle associazioni di categoria- ha affermato il prof. Umberto Bertelè, responsabile dell’Osservatorio- sono le cause che spiegano la diversa velocità di adozione dell’RFId. Una delle principali barriere alla diffusione di questa tecnologia è anche la tutela della privacy dei consumatori e dei lavoratori, ma grazie agli ultimi provvedimenti in materia si stanno avviando modelli per una corretta gestione dei dati forniti dal sistema”.

Fra le applicazioni di maggior successo, la logistica di magazzino, che grazie all’RFId può godere di notevoli benefici (maggiore produttività nell’identificazione delle unità, accuratezza nell’identificazione della merce, totale automazione nella lettura dei codici identificativi), con un’immediata ricaduta in termini di efficienza di gestione dei riapprovigionamenti.

Uno degli ambiti ancora poco sfruttati è la gestione dei punti vendita, che ipotizza di utilizzare l’RFId sui singoli prodotti, in modo da aumentare l’efficacia dei processi operativi e creare nuove opportunità di interazione coi consumatori, riducendo inoltre la possibilità di furti e contraffazioni.

“In questo settore nei prossimi due o tre anni- conclude Bertelè- si concentrerà gran parte del potenziale più innovativo legato alle tecnologie RFId: all’estero già sono attivi applicazioni di pagamento elettronico via carta contactless o telefonino e di CRM nei punti di vendita delle case di moda o nei supermercati. Il nostro Paese deve prendere maggiore consapevolezze delle potenzialità che questi sistemi offrono in termini di reali benefici alle nostre imprese.”

                                                            Rossella Ivone

Approfondisci la ricerca sul sito dell’Osservatorio, clicca qui!

 
 

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