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I manager e l’RFId

Del: 15/04/2005

Guarda il servizio sul convegno "RFId tra presente e futuro"


Il potenziale sviluppo della tecnologia RFId (Radio Frequency Identification) è stato l’oggetto dell’annuale indagine di Deloitte durante SAP Forum: dall’analisi dei dati (sono stati raccolti circa 200 questionari) emerge che il 61% degli intervistati ritiene che questa tecnologia abbia sviluppi potenziali alti o molto alti nei prossimi 5 anni, ma un sostanzioso 36% crede comunque in uno sviluppo medio di questa tecnologia.

Il questionario ha voluto sondare la percezione delle aziende circa
lo sviluppo applicativo di questa tecnologia nel nostro Paese, approfondendo poi gli impatti, i vantaggi potenziali, i limiti operativi
e lo stato dell’arte circa il suo utilizzo.

L’indagine si inserisce tra le attività che Deloitte sta portando avanti in merito a questa innovativa tecnologia, che utilizza la radiofrequenza per l’identificazione automatica degli oggetti con etichette intelligenti dotate di chip (smart tags) che si attivano senza necessità di alcun contatto fisico o visivo ed operano senza necessità di alimentazione.

L’adozione dell’RFID consente di riprogettare le logiche di movimentazione e controllo dei materiali e dei prodotti. Relativamente agli impatti di questa tecnologia nei diversi ambiti aziendali, circa il 75% degli intervistati ritiene alto o molto alto l’impatto sulla logistica (intesa come ricevimento e stoccaggio materiali e come spedizione e distribuzione prodotti), il 56% alto-molto alto l’impatto sulla produzione, mentre il 59% ritiene di importanza medio-alta l’impatto sui servizi after sales (customer care, gestione garanzia e interventi manutenzione).

Quindi mentre l’impatto sulla parte operativa dell’azienda è ben chiaro agli intervistati, rimangono ancora dubbi sui vantaggi nelle aree commerciali a causa del fatto che sono di secondo ordine come priorità di implementazione. I vantaggi che la tecnologia RFID può portare nelle aziende che la implementano sono numerosi, e fra quelli elencati sono risultati particolarmente evidenti la riduzione dei tempi di produzione dell’informazione (76% di risposte molto alte-alte), l’aumento dell’affidabilità delle informazioni e l’aumento del livello di servizio (entrambi attestati sull’80% di risposte molto alte-alte).

I vantaggi relativi alla riduzione dei costi del personale sono ancora poco chiari rispetto agli altri, con una percentuale di risposte maggioritaria intorno alla risposta Medio-Alta (72%).
I fattori limitanti dell’RFID sono stati ben percepiti dal campione intervistato, che non ha mostrato una preferenza per uno in particolare. La mancanza di standard consolidati è stata evidenziata come di media importanza dagli intervistati (per il 70%).
Tutti gli altri (scarsa chiarezza delle informazioni veicolate dai vendor, costi elevati, limiti tecnici e complessità di integrazione nei processi di business) sono stati valutati pariteticamente, attestandosi su un valore alto-molto alto in termini di importanza.

L’indagine di Deloitte porta infine un ultimo interessante dato sullo stato di attuazione e di interesse verso la tecnologia RFID: il 17% degli intervistati si sta già muovendo operativamente, o perché già la utilizza o perché già impegnato in un progetto pilota.
Il 68% costituisce il mercato potenziale perché conosce la tecnologia (avendo risposto stiamo valutando se realizzare un progetto pilota, ci interessa la tecnologia ma non la stiamo valutando e non l’abbiamo ancora valutata) e la loro prossima sfida potrebbe essere rappresentata da studi di fattibilità come passo successivo verso una concretizzazione delle decisioni. Un ultimo 5% ha già valutato la tecnologia e l’ha scartata per la propria azienda (il mancante 10% costituisce risposte non pervenute).

“La risposta fornita dal 68% degli intervistati è interessante” dice Massimo Bonacci, Partner di Deloitte e Responsabile dell’area Supply Chain Management, “fa capire quanto ancora il mercato sia embrionale ma di grande potenzialità. Sarebbe inoltre interessante capire il tipo di studi di fattibilità condotti dal 5% delle aziende che afferma di aver già valutato questo tipo di tecnologia e di averla scartata per la propria azienda. Essendo infatti ancora agli inizi, almeno in Italia, bisogna stare attenti alla qualità delle valutazioni fatte per non precludersi importanti vantaggi competitivi in futuro”.

Apporfondisci il questionario Deloitte nell’allegato!


Allegati:
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