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Aziende italiane e high tech

Del: 15/04/2005

Le giovani imprese dell’alta tecnologia (NTBF – New Technology Based Firm) ricoprono un ruolo fondamentale nelle moderne economie industrializzate: aprono nuovi segmenti di mercato e stanno diventando il motore primario della crescita occupazionale. Sulla scia dell’esperienza americana, anche l’Europa ha cominciato a investire nel consolidamento e nel rilancio delle NTBF.
E in Italia? Qual è la situazione del nostro Paese rispetto a questo fenomeno?
Un’idea chiara la fornisce il secondo rapporto sulle giovani imprese italiane ad alta tecnologia dell’Osservatorio RITA (Ricerche sulla Imprenditorialità nelle Tecnologie Avanzate), presentato a Milano in occasione del convegno “Le ‘gazzelle’ italiane dell’high tech: opportunità e ostacoli allo sviluppo delle nuove imprese ad alta tecnologia”.

Questo studio, gestito dal Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, si basa su un campione di circa 2000 aziende distribuite su tutto il territorio nazionale: si tratta di imprese di successo che in pochi anni dalla nascita hanno saputo conquistare una leadership internazionale.
Queste “gazzelle” sono dislocate principalmente al Nord: solo in Lombardia ha sede il 30,3% delle NTBF italiane. Due terzi delle imprese high tech italiane operano nei servizi; più modesta è la partecipazione nelle biotecnologie, nella farmaceutica, nella chimica e nei nuovi materiali.

Tuttavia, le “gazzelle” italiane prese in considerazione hanno mostrato una performance innovativa modesta: solo il 7.3% ha ottenuto uno o più brevetti e solo il 3,4% ha partecipato a un progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea.
Il periodo 2000-2003 è stato irto di difficoltà per le NTBF italiane a causa della cosiddetta “bolla Internet” e di condizioni macroeconomiche sfavorevoli. Ne deriva un aumento dei tassi di cessazione di attività (7,6% nel biennio 2002-2003). Non sono mancati esempi di finanziamento pubblico: tra i settori più supportati quello dei componenti elettronici (76,9%) e quello delle biotecnologie (75%).

Date le numerose potenzialità delle giovani imprese dell’alta tecnologia, diventa indispensabile agevolare il loro sviluppo migliorando l’eco-sistema che le circonda, in modo da fornire nuovi impulsi all’economia dello Stato.
                                                               Federica Mazza

 
 

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