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Il caso Petsmart

Del: 15/04/2005

Torniamo a parlare di marketing tribale e di casi di successo nel Retail, dopo il successo della scorsa settimana.

Il mondo degli animali e della loro cura ha un peso importante nella vita di molti americani.
Basti pensare a una sostanziale differenza linguistica con l’Italia: da noi ci sono i “padroni” di cani, gatti, ecc., negli USA si parla di “pet parents”, veri e propri genitori degli animali.
Chiaro segnale che oltre oceano esiste un maggior senso di responsabilità, di passione, e di investimento emotivo (e anche economico) verso gli animali. Petsmart è una catena nata meno di 20 anni fa (1987): oggi conta su 700 superstore negli Stati Uniti e in Canada, ed è diventata il leader nel campo di “prodotti, servizi e soluzioni per i bisogni degli animali domestici”.

La catena è riuscita ad attirare velocemente la tribù dei pets parents creando subito un’identità in cui al centro, prima della vendita, c’è la passione e l’amore. I punti vendita, superstore di ampie superfici, sono dotati di spazi interni per l’addestramento, dove si svolgono i corsi della Petsmart University, e gli incontri della community dei clienti. Il negozio da punto vendita diventa punto d’incontro, in cui i pets parents possono scambiarsi opinioni, esperienze, dubbi, e socializzare sulla base della passione comune.
Il punto vendita è inoltre un luogo di cura, e questo posizionamento è ben visibile già dall’esterno: in vetrina non sono esposti i prodotti, bensì le aree del salone di bellezza interno, che con 15$ garantisce un trattamento completo: bagno, shampo con condizionatore, messa in piega del pelo, taglio unghie, e perfino lavaggio dei denti con prodotto rinfrescante per l’alito.

I parrucchieri dei pet
Il biglietto da visita di Petsmart diventa quindi il modo con cui gli animali vengono curati e coccolati. Nei negozi esite un servizio veterinario interno; inoltre Petsmart ha acquisito una quota del 31%, del Pet Hospital, una clinica veterinaria che offre cure a prezzi ragionevoli.
Quasi rivoluzionario è poi il fatto di allestire un’area per l’adozione degli animali abbandonati: il retailer – si potrebbe pensare – rischia di cannibalizzare le proprie vendite!
Invece questo servizio diventa la testimonianza tangibile di un approccio sinceramente vicino ai problemi degli animali, dimostrato anche dal supporto a varie associazioni e iniziative “animaliste” (35 milioni di dollari donati nel 2003).

L’ultima frontiera dell’innovazione per Petsmart: i Pets Hotel, in genere collegati al punto vendita, veri e propri alberghi a cui affidare gli animali quando ci si assenta. Numerosi servizi, un alto livello professionale, un staff che ama gli animali, equilibrato rapporto prezzo qualità: dopo una fase test l’azienda ha recentemente annunciato che svilupperà questo concept con numerose nuove aperture. 

                                                                 Fabrizio Valente
                                                                   Partner Kiki Lab 
                                                                    www.kikilab.it


Approfondisci i punti che hanno fatto di Petsmart un caso vincente!


Allegati:
Il successo di Petsmart

 
 

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