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Sistema moda, rilancio possibile

Del: 04/05/2005

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Milano
e la moda: come sta cambiando il rapporto tra la città e uno dei suoi comparti strategici? E quanto la qualità del made in Italy può essere catalizzatrice di nuovi mercati?

Se n’è discusso durante Milano di Moda, la prima conferenza strategica del settore, che si è tenuta il 2 e 3 maggio nella città meneghina.

Ottimistici i giudizi degli operatori: secondo le loro analisi, nel 2005 e nel 2006 il sistema tornerà a livelli promettenti, dopo le difficoltà degli ultimi anni, con un tasso di crescita annua intorno al +7,4%.

Rispondere alla crisi sul lato delle esportazioni è la scommessa più ardua per le nostre imprese: globalmente l’andamento dell’export nel 2004 si è chiuso a -1,2%, con una contrazione soprattutto nei mercati consolidati: Ue-15 (-3,2%), Nord America (-4,7%), Giappone (-6,3%).
I nuovi mercati hanno invece fatto segnare risultati più confortanti: Cina (+14,5%), India (+9,1%), Russia (+8,3%) e Paesi dell’Asean sono stati tra i big spender per la nostra moda.

Le maggiori difficoltà sono state riscontrate nell’abbigliamento
(-1,1%), nell’oreficeria (-0,9%) e nelle calzature, mentre segnali di ripresa si intravedono per alcuni comparti storici, come pelletteria (+15,7%), industria serica (+10,4%), laniero (+4,2%) e occhialeria (+1,2%), che hanno avviato politiche volte a coniugare tradizione italiana e innovazione, marketing e creatività.

Qualità del made in Italy e attenzione alle esigenze dei mercati giovani, considerati come opportunità e non solo come potenziali concorrenti, sono le chiavi di volta per il rilancio del sistema moda, che finora- escluse poche eccezioni- ha puntato poco su strategie di marketing e politiche di branding ad ampio respiro.

“Il sistema milanese deve giocare la carta dell’innovazione strategica, con l’obiettivo di aumentare l’appeal nei confronti dei consumatori di tutto il mondo. In primis con l’innovazione di prodotto: ci vogliono nuovi Grandi Creatori- ha affermato Santo Versace, vice presidente dell’associazione Altagamma di cui fanno parte 58 imprese, operanti in diversi settori produttivi - ci vuole pensiero strategico. L’economia, l’impresa vivono e prosperano solo se c’è innovazione. In alternativa c’è solo il declino”.

Nella ricetta per tornare a crescere, dunque la concezione dei prodotti, un’attenta analisi logistica con processi di delocalizzazione, il rafforzamento strategico del marketing, della comunicazione e della distribuzione, sono tasselli imprescindibili per le nostre imprese, che il cui saldo fra import ed export è calato del 9% dal ’99 al 2004, come hanno sottolineato le ricerche presentate durante gli stati generali della moda italiana.

Per approfondire i dati emersi e le analisi di Banca Intesa, Università Cattolica e Iulm, clicca qui!

                                                                    Rossella Ivone

 
 

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