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Parola d’ordine bellezza

Del: 13/05/2005

L’aspirazione alla bellezza ha sempre motivato l’uomo che esprime in ogni sua manifestazione e principalmente in ogni forma d’arte la sua continua ricerca estetica.

Ma in un mercato saturo come il nostro il valore aggiunto che può sostenere il prodotto è anche – e talvolta soprattutto – il valore estetico.

Spesso infatti la fascinazione estetica è per il consumatore la principale molla d’acquisto ed è per questo motivo che riscontriamo in ogni settore merceologico una grandissima attenzione ai nuovi materiali e alle diverse nuances di colore che si declinano su di essi.
I nuovi colori sono inoltre molto caratterizzati e caratterizzanti e alcuni lo sono al tal punto da identificare una stagione.
Questo induce due grandi vantaggi commerciali: da un lato il forte appeal che hanno sul consumatore/consumatrice nell’immediato e dall’altro il fatto che “invecchiano” rapidamente lasciando spazio a nuovi colori magari spalmati sullo stesso oggetto.

In alcuni casi si potrebbe addirittura pensare a “collezioni” impostate esclusivamente sulla non ripetibilità e originalità del colore!
Oltre alla grande attenzione che si presta alla ricerca di materiali e di tecniche di colorazione forse il protagonista assoluto di questa incessante ricerca estetica è il design che si sta orientando sempre più marcatamente a tutti gli oggetti del quotidiano, per rendere anche - e principalmente - “bello” ciò che nasce come funzionale.

E visto che nel nostro paese la cultura del bello è sufficientemente diffusa il passo successivo è la democratizzazione del bello, quindi il mass-market. Tutto ciò orienta attitudini e comportamenti tali da indurre sociologi e istituti di ricerca a studiare con maggiore attenzione anche quel fenomeno - un tempo esclusivamente privato e narcisista – che prende il nome di “desiderio di bellezza” e che oggi assume valori e significati inattesi.

Emerge che oggi la bellezza viene vissuta anche come un catalizzatore sociale, un momento “socializzante” che investe il piacere di “trovarsi e ritrovarsi” e di consumare “tempo di qualità” ora che il tempo sta diventando, anche a livello cosciente, uno dei nuovi parametri del lusso.

In ogni caso nella sfera aspirazionale collettiva il desiderio di “consumare” bellezza è sempre più presente e S.p.a., hammam e centri benessere sono il nuovo vero miraggio della nostra middle class.

E come sempre quando più un fenomeno socio-comportamentale si diffonde e coinvolge grandi numeri tanto più si fanno strada nuovi miraggi e nuove aspirazioni, ma di questo parleremo nel prossimo articolo.

                                                    Maria Grazia Longhi
                                       presidente Demetra Image Consultant
 
 

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