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Inaugurata la mostra per i 100 anni di Fabbri

Del: 07/06/2005

 

Inaugurata dal Presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini e aperta al pubblico fino al 30 giugno la mostra "1905 - 2005 Cento Anni Fabbri: 28 artisti interpretano un’azienda", allestita alla Fondazione del Monte di Bologna.
L’esposizione vede al centro dell’attenzione l’oggetto-simbolo dell’azienda, quasi un’icona nazionale, lo storico vaso di amarene bianco e blu creato negli anni ’20 dal celebre ceramista Riccardo Gatti di Faenza.

28 artisti di fama internazionale si sono divertiti a reinterpretarlo con tecniche diverse - pittura, scultura, installazione, fotografia, e altrettanti linguaggi - dall’ironico all’iperrealista, dal classico al provocatorio.
Il risultato: 28 opere d’arte assolutamente originali.
La mostra espone anche per la prima volta al pubblico un’opera realizzata nel 1957 da un giovane Renato Guttuso, testimonial per il Carosello Fabbri "Un pittore alla settimana".
In questo episodio si rintracciano le radici di quel connubio Fabbri - arte oggi ripreso e sottolineato dalla mostra.

L’operazione, curata da Maurizio Sciaccaluga e illustrata da un catalogo edito da Skira, ha visto all’opera gli artisti Dario Arcidiacono, Matteo Basilé, Corrado Bonomi, Stefano Cagol, F.lli Calgaro, Lorenzo Capellini, Antonella Cinelli, Giacomo Costa, Aldo Damioli, Enrico T. De Paris, Fulvio Di Piazza, Pablo Echaurren, Giosetta Fioroni, Roberto Floreani, Maurizio Galimberti, Omar Galliani, Federico Guida, Marco Lodola, Nino Migliori, Aldo Mondino, Gianmarco Montesano, Luigi Ontani, Fabrizio Passarella, Alex Pinna, Leonardo Pivi, Giorgio Tonelli, Dany Vescovi, Corrado Zeni.
In esposizione anche un’originale opera di Cuppone e Lunardon dal titolo "Five/sex", in cui il vaso di Amarene Fabbri si sposa con il vetro soffiato a lume in due colori.

Il connubio arte - amarena ha origini antiche.
Il vaso fu un regalo che Gennaro Fabbri fece alla moglie Rachele per ringraziarla del fatto che la sua ricetta a base di amarene, la "Marena con frutto", fosse stata l’origine di un nuovo prodotto di successo. Il vaso, dapprima richiesto al celeberrimo artigiano bolognese Angelo Minghetti, fu presto sostituito da quel contenitore a corpo sagomato in bianco e blu, originale creazione del grande ceramista Gatti di Faenza, che riprendeva forma e decori dall’arte cinese nel disegno "alla porcellana" caratteristico degli antichi ornati di origine orientale.

La preferenza per il geniale artista faentino non fu casuale visto che la sua produzione si distingueva per l’elevata qualità e la costante inclinazione alla sperimentazione e alla ricerca: tradizione e innovazione sono alla base anche del famosissimo vaso bianco e blu, destinato a divenire simbolo privilegiato del suo stesso prodotto.

 

 
 

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