Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL

Sistema moda: non capisco e non mi adeguo

Del: 09/06/2005

Ho passato molti anni in giro per il mondo, ma sempre con l’orecchio attento a commenti della stampa sui temi che mi stanno a cuore: arte e moda.
In quest’ultimo settore, di recente, il clamore sollevato da tuttologi privi di conoscenze specifiche si è fatto addirittura assordante.
La minaccia o l’opportunità cinese, a seconda dei punti di vista, la mitica innovazione, il made in Italy - la sua rintracciabilità o irreperibilità -, sono tutti diventati argomenti equiparabili ai discorsi sul campionato di calcio al bar dello sport dove, con tutta probabilità, vi è maggior know- how della materia trattata.

Cerchiamo allora di delineare in sintesi alcuni punti chiave necessari per fare chiarezza:

» Il settore del tessile-abbigliamento è storicamente quello di transizione da una società agricola ad una industrializzata; l’Italia fino al 1960 è stata infatti una società in cui la maggioranza degli abitanti era ancora dedita all’agricoltura.

» Bravi sono stati gli imprenditori italiani a trasformare questa attività in un’industria importante che comunque a livello produttivo non può rimanere, tranne che per settori di nicchia e/o di particolare qualità, in un paese che si rivolge sempre più al settore dei servizi avanzati.

» Non è vero che gli italiani sanno fare le cose meglio degli altri; ad esempio, la maglieria in Italia è nata anche grazie al contributo tecnico-industriale tedesco (inizio anni ‘60 nel carpigiano/reggiano oggi ancora area di eccellenza): fino ad allora la maggioranza delle ragazze di Carpi facevano le mondine e non capisco perché le mondine vietnamite non possano diventare brave come quelle di Carpi. Del resto, qualcuno gridò allo scandalo per il calo di qualità, quando nelle migliori boutique italiane furono messi in vendita a prezzi altissimi Calvin Klein, Ralph Lauren e Donna Karan rigorosamente fatti in Cina?

» Il made in Italy è un valore aggiunto per qualsiasi prodotto finché regge l’immagine di un sistema-paese che è formato da tante cose come arte, architettura, design, cinema, cucina ed altro. Quando è nata l’immagine Italia i nostri designer erano all’avanguardia ed al centro dell’attenzione mondiale: le mitiche tv della Brion Vega o le Olivetti lettera 22, peccato che oggi gli oggetti del desiderio siano altri… magari i cellulari e i televisori al plasma della samsung, non a caso, oggi, in Oriente “tira” la Corea del Sud: vanno di moda i cantanti, i film, alcuni stilisti, le auto e i cellulari coreani.


                                                                  Sergio Fintoni*

*
autore del libro ’Produrre e distribuire moda. Sourcing e delocalizzazione in un contesto globale: dove, come, con chi’ (FrancoAngeli 2005).

Approfondisci tutto l’articolo nell’allegato!


Allegati:
Sistema moda

 
 

Business Video