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Cambiano i comportamenti di spesa

Del: 09/06/2005

I consumatori asiatici sono i più ottimisti del mondo mentre la maggior parte degli europei continua ad avere una visione negativa del futuro, secondo quanto rilevato dalla nuova indagine sulla fiducia dei consumatori effettuata a livello mondiale da ACNielsen.

L’indagine ACNielsen Consumer Confidence Survey, ha misurato il grado di fiducia dei consumatori, le intenzioni e le abitudini di acquisto, nonché le principali preoccupazioni del momento. Lo studio ha coinvolto più di 21.100 consumatori in 38 Paesi.

Interessanti i dati emersi dall’indagine: in relazione alla nostra realtà, emerge la fotografia di un consumatore che, pur vivendo contesti macroeconomici simili a quelli di altri cittadini europei, si mostra più preoccupato; i recenti messaggi d’allarme sulla fase di recessione e i dubbi sulla stabilità politica accentuano il clima di inquietudine già rilevato a fine 2004.

Dall’indagine risulta che la percezione dell’andamento dell’economia locale negli ultimi sei mesi è negativa e gli italiani – ora in linea con gli europei – ritengono che la situazione sia sensibilmente peggiorata (70%).
Le prime preoccupazioni per il futuro risultano l’economia (da 21% a 27%), la sicurezza del posto di lavoro (da 21% a 22%) e la stabilità politica (12%), con una sensibile crescita rispetto ai risultati della scorsa indagine: nel 2004, infatti, l’apprensione degli italiani in merito alle dinamiche della politica era solo del 2%.

Questo generale clima di incertezza e la carenza di progettualità impattano sui comportamenti di consumo: l’utilizzo del denaro dopo aver soddisfatto i bisogni primari subisce un ridimensionamento.

Si assiste, in generale, a una diminuzione della discrezionalità di spesa e a una minor tendenza al risparmio: mentre nel 2004 gli italiani che investivano il denaro disponibile in diverse forme di risparmio erano il 42%, oggi il dato si ferma al 31% allineandosi alla media europea. La minor tendenza al risparmio è accompagnata dalla razionalizzazione di alcune voci di consumo. Secondo l’indagine, infatti, dopo aver soddisfatto i bisogni essenziali sono meno gli italiani che spendono il denaro in: vacanze (-5%), nuove tecnologie (-5%), intrattenimento fuori casa (-9%).
In aumento, invece, il ricorso al credito al consumo e ai finanziamenti personali (pagamento dei debiti da 21% a 22%).

Il deterioramento della progettualità ha frenato gli investimenti a lungo termine: ben il 50% degli italiani sostiene che rimanderà le spese di particolare impegno economico, il 21% vi rinuncerà del tutto e il 20%  affronterà le spese per la casa o l’acquisto di una macchina o di grandi elettrodomestici, soltanto a fronte di finanziamenti agevolati o con pagamento a rate.

La ricerca ACNielsen ha, infine, evidenziato un dato importante: l’Italia, rispetto agli altri Paesi Europei, è la nazione che maggiormente pratica una spesa ragionata, ovvero si attiene ad un budget prefissato. Ben l’85% degli italiani sostiene di pianificare i propri consumi anche se, talvolta, le spese eccedono il budget stabilito.
In particolare gli italiani (29%) fanno la spesa in diversi punti vendita per approfittare delle offerte speciali e si dicono attenti alle promozioni (il 50% degli italiani guarda con attenzione le promozioni sui volantini – il 45% cerca di comprare il più possibile prodotti in offerta).

Tuttavia, emergono i primi segnali di insoddisfazione e il generale clima di incertezza investe anche lo shopper guidato dalla spesa ragionata, sempre più disorientato dall’affollamento promozionale (32%) e crede sempre meno nell’effetto risparmio (il 16% sostiene che nonostante le promozioni spesso si spende di più del previsto e il 14% è convinto che le promozioni siano solo metodi per spingere l’acquisto di prodotti inutili).

Approfondisci la ricerca nel documento allegato!


Allegati:
Worldwide Consumer Confidence Survey

 
 

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