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Quando manca il lavoro arriva il reddito minimo garantito?

Quando manca il lavoro arriva il reddito minimo garantito?

In risposta ai cambiamenti nella società prodotti dall’innovazione tecnologica, il reddito di cittadinanza prende la forma di una contromisura adatta a risolvere il problema della disoccupazione e valorizzare lo status di cittadinanza. D’altra parte, sono numerosi gli oppositori che dubitano sia un passo utile:  rischioso e controproducente, è il risultato di una società che non è più possibile controllare ma alla quale ci si deve piegare accettando “contratti sociali” come questo al posto di incrementare il lavoro, che legittimano lo status quo e cancellano l’opzione della trasformazione pubblica. In sintesi, le diseguaglianze sono viste come problema di distribuzione e  il trasferimento di denaro appare la via più semplice rispetto al cambiamento di un tessuto sociale raggiunto tramite impegni costanti e mantenuti nel tempo.
Ieri Mark Zuckerberg si è espresso a favore riguardo la tematica, considerando il reddito di cittadinanza la soluzione a un mondo in cui il lavoro scarseggia sempre più a causa dell’avvento della tecnologia e dell’intelligenza artificiale.
Se i posti di lavoro vengono a mancare, secondo il CEO di Facebook, il reddito di cittadinanza diventa un vero e proprio strumento di sicurezza sociale, specialmente perché, secondo la sua visione, è finanziato da risorse naturali ed esclude quindi l’aumento delle tasse.
Zuckerberg ha fatto riferimento al progetto intrapreso dall’Alaska prendendolo come esempio da seguire, dove il Fondo Permanente di Stato prende le entrate petrolifere dello stato e paga i dividendi ai suoi cittadini.
Sono diversi i sostenitori del reddito di cittadinanza, soprattutto nel panorama della tecnologia.
Il fondatore e CEO di Tesla e SpaceX, Elon Musk, ha infatti affermato: “I robot tolgono lavoro, si introduca il reddito di cittadinanza”

In Silicon Valley era stato Paul Graham, fondatore dell’acceleratore di startup Y-Combinator, a pensare a un sistema che garantisse un reddito universale minimo (Universal Basic Income). Lo scorso Aprile Graham ha intrapreso un progetto pilota a Oakland, una delle città simbolo della disuguaglianza sociale, fornendo un reddito compreso fra i mille e i duemila dollari al mese per sei mesi l’anno a un campione di cento famiglie, con l’obiettivo di capire cosa succede quando le persone hanno un reddito garantito.

In una modalità simile, il fondatore di E-bay, Pierre Omidyar, sta finanziando un progetto di 12 anni in Kenya, durante i quali pagherà 75 centesimi di dollari quotidianamente a seimila abitanti di quaranta villaggi rurali: valore equivalente a metà del reddito giornaliero medio in Kenya.

In Italia si è espresso a favore Beppe Grillo: il Movimento Cinque Stelle ha però apportato delle modifiche al concetto di reddito di cittadinanza. Per il M5S l’assegno deve arrivare ai 780 euro mensili ed è dedicato a chi rientra in una soglia che indica il rischio di povertà: il reddito in questo caso non è universale e si può così, perdere.

La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha affermato che è “ il primo intervento per costruire una vera cittadinanza europea”. “Si tratta”, considera la Boldrini, “di affermare in concreto che nessun cittadino nell’Unione, in caso di necessità, viene lasciato solo, mettendo a disposizione risorse minime ma sufficienti a non fargli perdere la dignità”.

In alcuni paesi il reddito di cittadinanza è quasi una realtà. A Utrecht, nei Paesi Bassi, viene versata una quota mensilmente sotto forma di esperimento socioeconomico in corso su una parte di popolazione con l’intento di estenderlo e renderlo universale.

Oppositori come Matteo Renzi, sostengono invece che per combattere la povertà bisogna puntare sull’occupazione e sul suo incremento. Secondo l’ex premier “Il reddito di cittadinanza devasta l’articolo 1 della Costituzione. Noi siamo per il lavoro che è dignità e non assistenzialismo”.
Una tematica ricorrente a sfavore del reddito di cittadinanza, è l’impossibilità di ricoprire quest’ultimo a livello economico dalla maggior parte degli stati europei.

In Svizzera è stato bocciato nel 2016 con il 77% di no, sia per ragioni finanziarie che legate al mercato del lavoro, considerando il nuovo contratto sociale pericoloso e utopistico: si è preferito infatti seguire le indicazioni di imprenditori e della maggioranza dei partiti.
Nel 2017, gli unici programmi di reddito di cittadinanza ben consolidati e continui ad un reddito base sono il Fondo Permanente di Alaska negli Stati Uniti e Bolsa Familia in Brasile.
L’Alaska ha un approccio nuovo al reddito di base, che è il Permanent Fund Dividend (PFD). Esiste un fondo in cui va una parte delle entrate annuali derivanti dal petrolio statale: tale denaro viene distribuito ai cittadini in un dividendo che ammonta a circa mille dollari pro-capite.
Con un finanziamento da risorse naturali non serve l’aumento delle tasse, ed è ciò a cui auspica Zuckerberg. In Brasile il tasso di povertà è diminuito a seguito dell’introduzione del sistema di welfare Bolsa Familia: un programma governativo decentralizzato, messo in atto attraverso le istituzioni locali. Lanciato nel 2003 dal presidente Lula, è la sintesi dei diversi programmi settoriali già in vigore: Bolsa Escola, Bolsa Alimentação e Auxilio Gas, tutti basati su incentivi economici condizionati.
Le famiglie in stato di povertà ricevono aiuti finanziari ed esse a loro volta devono garantire scolarizzazione e vaccini ai propri figli, incentivando così l’utilizzo dei servizi sanitari. Studi recenti hanno riportato che c’è stata una notevole riduzione di povertà tra il 2003 e il 2005 e che attualmente, il mercato del lavoro è migliorato e, conseguentemente, anche i guadagni reali sul salario minimo.

Bolsa Familia si propone di diminuire la soglia di povertà sul breve e sul lungo termine, rispettivamente mediante erogazione di sussidi pubblici e, valorizzando il capitale umano attraverso un trasferimento condizionato di denaro: piccole somme di denaro con la condizione di assicurare l’accesso ai servizi scolastici e sanitari.
Si tratta del programma più vasto nel genere ad oggi: si estende su più di cinquemila municipalità e nel 2011 ha coinvolto 13,4 milioni di famiglie con un budget pari a 11,4 miliardi di dollari.

Tuttavia, molti altri paesi hanno testato o iniziato a pianificare esperimenti di reddito base, tra i più recenti emerge il Canada: a Ontario si sta implementando un processo di reddito base  con un programma triennale di 150 milioni di dollari locali. Quattromila cittadini selezionati, fra i diciotto e i sessantaquattro anni aventi in comune un reddito basso. La cifra ammonta a circa 16.989 dollari l’anno, tuttavia, il reddito può avere delle variazioni: a chi ha un salario proprio viene decurtato dal salario minimo una parte equivalente al 50% dei guadagni personali. Eight, un’organizzazione non-profit  ha lanciato un progetto in un villaggio a Fort Portal, Uganda, nel gennaio 2017, fornendo reddito per 56 adulti e 88 bambini su un periodo di due anni. Sono cinquanta i villaggi a poter beneficiare del sostegno. In Finlandia un esperimento di reddito di cittadinanza incondizionato è una realtà del biennio 2017 2018 sempre limitato però, a un campione di duemila persone. Del resto bisogna sottolineare la differenza tra reddito di cittadinanza, universale e incondizionato e, reddito minimo, che è condizionato e soprattutto selettivo. Quest’ultimo è una realtà appartenente a molti paesi europei, seppur ogni nazione differisca legislativamente, esclusi Italia e Grecia e, assicura un’integrazione di reddito affinché non si sfiori mai la soglia di povertà.
Le alternative al reddito di cittadinanza provengono dalle proposte dello studioso Anthony Atkinson che a loro volta si basano sui principi del filosofo belga Philippe Van Parijis racchiusi nella sua opera “Libertà reale per tutti”.
Atkinson mirava dunque a un “reddito di partecipazione” a causa dei problemi legati a cittadinanza e residenza e, sulla base di un contributo nella società (studenti, lavoratori autonomi o dipendenti, stagisti e anche disoccupati in cerca di lavoro).
Nella sua ottica, il reddito di cittadinanza ha diversi punti critici, uno dei quali è di natura etica: le persone non devono ricevere denaro in forma assistenzialistica bensì sulla base del contributo nella società, un criterio che va aldilà dei concetti di occupazione e disoccupazione.

Pubblicato il 11 luglio 2017

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