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        <description>Sezione FOCUS ON</description>
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        <dc:creator>Antonino Pintacuda</dc:creator>
        <title>Online Gaming in Italy </title>
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        <description>Non più vizio proibito di giocatori incalliti ma forma &amp;#039;ragionevolmente
 matura&amp;#039; di entertainment, come ha dichiarato Andrea Rangone, 
Responsabile Scientifico Osservatorio Gioco Online, presentando i dati 
della Ricerca 2012-2013 della School of Management del Politecnico di 
Milano che fotografa lo stato del Gioco Online in Italia. Con un giro d&amp;#039;affari di 750 milioni di euro e 800mila giocatori attivi al mese, il Gioco Online italiano cambia faccia e passo. Con la legalizzazione di slot e l&amp;#039;imminente ampliamento del palinsesto anche il gaming online italiano sterza verso una dimensione più europea, sulla falsariga delle celebri scommesse d&amp;#039;Oltremanica sui colori sfoggiati da sua Maestà Elisabetta II. Si potrà scommettere su tutto, eccezion fatta per le questioni di politica nazionale. Quello con la Dea Bendata è un appuntamento perfettamente legale per una spesa media inferiore ai 50 euro per due giocatori su 3. La spesa cresce complessivamente del 2% e tutto il mondo del gaming tricolore si scopre sempre più social, crescendo sui nuovi device e sui social più frequentati.Questo il quadro complessivo che emerge dalla ricerca presentata oggi al Campus Leonardo del Polimi e promossa congiuntamente con l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e Sogei, la società in house di ICT del Ministero dell’Economia e delle Finanze, partner tecnologico dei Monopoli nel comparto del gioco. La Spesa dei giocatori online sfiora nel 2012 i 750 milioni di euro. In crescita a del 200% la Spesa per i Casinò game che balza da 49 a 147 milioni di euro, grazie al recupero di gioco che si rivolgeva a siti illegali, registrano invece un calo quella per il Poker e quella per le Scommesse sportive: la prima si riduce del 7% scendendo sotto i 350 milioni , la seconda del 20% fermandosi a 170 milioni di euro. Una diminuzione del 20% viene anche riscontrata dalla Spesa per Bingo, Scommesse ippiche e Concorsi a pronostico online, mentre una lieve crescita del 7% caratterizza gli Skill game a torneo: Blackjack, Scopa, Burraco, Sette e mezzo ecc., che sfiorano però appena i 12 milioni di euro.“L’offerta italiana di giochi online si mostra come una delle più ricche e complete nel panorama europeo” sottolinea Andrea Rangone “Tuttavia la penetrazione della sua Spesa rispetto alla Spesa totale (online + offline) raggiunge il 4%, restando marginale e ponendosi tra le più basse in Europa”. Il Gaming arranca rispetto ai Digital Content (+25% nel 2012 per un mercato compessivo di 1 miliardo di euro) sia nei confronti dell’eCommerce B2c, che nel 2012 è aumentato del 19% raggiungendo&amp;nbsp; un valore di oltre 9,6 miliardi di euro. Tra i mercati transazionali, il Gioco è l’unico ad avere ridotto la sua crescita dal 2011 al 2012, passando dal +7 al +2%. L’eCommerce B2c è invece cresciuto con un tasso in linea rispetto a quello registrato nel 2011, mentre i Digital Content hanno accelerato la propria crescita, che nel 2011 era stata pari al 2%. Proprio verso i canali di diffusione dei Digital Content – Social Network, Smartphone, Tablet – si stanno dirigendo le iniziative degli operatori del Gioco Online per comunicare efficacemente i rischi della ludopatia in ottemperanza al Decreto Balduzzi sia&amp;nbsp; per associare il gaming ai nuovi device. Le pagine Facebook degli operatori sono cresciute del 50% e i profili twitter sono praticamente raddoppiati: Raddoppiano anche le app e i Mobile site. Per i tablet siamo ancora all&amp;#039;anno zero, solo 27 le app sviluppate per le tavolette digitali da 12 operatori. “L’innovazione resta&amp;nbsp; il primo strumento su cui puntare per una crescita del mercato del gioco online” ha sottolineato Rangone. La comunicazione e il marketing rappresentano una imprescindibile occasione per sdoganare definitivamente l&amp;#039;immagine&amp;nbsp; del mondo del gaming: “In questo settore, ormai maturo, la competizione è, infatti, particolarmente accesa. Gli operatori, nel tentativo di incrementare la loro quota di mercato, dovranno anzitutto identificare idee progettuali innovative provenienti da altri settori Business to consumer. Ad esempio dall’eCommerce B2c possono portare nuove soluzioni soprattutto in ambito marketing &amp;amp; comunicazione” aggiunge il Responsabile dell&amp;#039;Osservatorio. Un mercato che sta radicalmente cambiando con la fuoriuscita naturale di alcuni player e la riorganizzazione di altri con operazioni di Merger &amp;amp; Acquisition. Un mercato in rapida crescita è il continente sudamericano come ha sottolineato durante la tavola rotonda Barbara Beltrami, Country Manager Italy di Pokerstars (A.P.).&amp;nbsp;&amp;nbsp;</description>
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        <dc:date>2013-04-09T23:00:00+01:00</dc:date>
        <dc:source>MyMarketing.Net</dc:source>
        <dc:creator>Antonino Pintacuda</dc:creator>
        <title>Gardaland and the Magic of Madagascar</title>
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        <description>Leoni, pinguini e ippopotami si aggirano tra i viali di Gardaland insieme al draghetto Prezzemolo e ai suoi amici del Fantasy Kingdom. Nel parco italiano sbarcano infatti i simpaticissimi anti-eroi della serie Madagascar, protagonisti di Madagascar Live! It&amp;#039;s Circus Time, lo spettacolo dal vivo che rappresenta il fiore all&amp;#039;occhiello della stagione 2013.Un&amp;#039;altra partnership internazionale amplia quindi il ventaglio dell&amp;#039;offerta del parco italiano che torna in comunicazione con uno spot ad hoc puntando a confermare le performance dello scorso anno con una serie di offerte speciali indirizzate alle famiglie, ponendo soprattutto l&amp;#039;accento sulla convenienza. Lo spot della stagione 2013 inizia con un libro magico che si apre per svelare la novità dell&amp;#039;anno. Proprio la partnership con i protagonisti di un blockbuster del calibro di Madagascar – che solo in Italia ha incassato con il terzo capitolo delle avventure di Alex e Co. 21 milioni e 910mila euro – significa riconoscere un trend in crescita che lega sempre più a doppio filo i parchi di divertimento al mondo del cinema. Lanciato in anteprima con un treno d&amp;#039;epoca che da Milano è arrivato a Gardaland con oltre duecento tra bambini e genitori, selezionati dai Servizi Sociali - Settore Minori e Famiglie - del Comune di Milano, il nuovo spettacolo coinvolge, sorprende e diverte. Un tripudio di luci e colori che porta tutta la magia del circo a Gardaland con dei dettagliatissimi costumi realizzati tra gli Usa e l&amp;#039;Italia. Alex, Gloria e i Pinguini sono perfetti sin nei più piccoli dettagli, i costumi dei personaggi secondari sono rigororsamente made in Italy. Le canzoni sono cantate tutte dal vivo per due repliche al giorno con un terzo spettacolo nei giorni di maggiore affluenzaIn occasione della conferenza stampa abbiamo intervistato Luca Marigo, Direttore Marketing e Vendite di Gardaland.Dopo quella con l&amp;#039;Era Glaciale, un&amp;#039;altra importante partnership internazionale arricchisce l&amp;#039;offerta di Gardaland. Quali sono gli obiettivi di questa stagione?La novità di quest&amp;#039;anno è proprio lo spettacolo dal vivo di Madagascar Live Show, realizzato in collaborazione con DreamWorks. È uno spettacolo dal vivo in esclusiva, solo per noi a Gardaland. Una grande iniziativa di cui siamo orgogliosi. Il nostro obiettivo è di mantenere lo stesso numero di presenze registrato dal resort nel 2012; all&amp;#039;incirca: 3 milioni.Parliamo della pianificazione pubblicitaria dello spot, che già va in onda sulle principali reti: quanto sarà pianificato, e in che tagli?Siamo andati in campagna televisiva con uno spot dedicato alla novità Madagascar Live Show, siamo partiti il 24 di marzo per due settimane, quindi fino al 6 di aprile sulle principali reti nazionali tematiche destinate a un target-famiglia con bambini dai 4 ai 14 anni, quindi c&amp;#039;erano tutte le principali emittenti, oltre che i canali generalisti di Mediaset, Canale 5 e Italia 1. Dopo questo primo flight andremo ancora on air in giugno, probabilmente nella seconda parte del mese di giugno, quando chiudono le scuole e aumenta il volume d&amp;#039;affari per Gardaland.Dopo il riuscitissimo flash mob di Halloween, sono previste altre operazioni del genere?Cerchiamo sempre di tenere vivo il parco, attraverso delle iniziative innovative e che vadano a colpire anche il target dei giovani, per cui probabilmente ad Halloween ci saranno altre sorprese.Prezzemolo è stato protagonista di numerose campagne pubblicitarie, anche con partnership con brand italiani. Ne sono previsti, a stretto giro di posta, altri?Prezzemolo continua ad essere la nostra icona, la nostra mascotte, che noi curiamo con grande affetto e con grande amore, ed è il nostro portavoce sui social network, su facebook, ma non prevediamo di utilizzarlo come testimonial nelle nostre campagne pubblicitarie. È il nostro portavoce all&amp;#039;interno del parco, amato da tutti gli ospiti, in particolare dai bambini.Antonino Pintacuda(foto di Michela Martini)</description>
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        <title>Alcantara Dialogues/Connect4Climate: Re-Think, Re-Design, Re-New</title>
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        <description>[In allegato il programma completo]Sarà il ministro dell’Ambiente Corrado Clini a inaugurare martedì 9 aprile alle 17 il padiglione Connect4Climate/Alcantara al Temporary Museum for New Design i Dialoghi Alcantara/Connect4Climate: Re-Think, Re-Design, Re-New organizzati da Connect4Climate (C4C) – l&amp;#039;iniziativa promossa dalla World Bank - e da Alcantara.&amp;nbsp; Spazio anche ai tempi della sostenibilità ambientale nella prestigiosa cornice della settimana del Design di Milano. L&amp;#039;inedita partnership tra l&amp;#039;azienda produttrice del materiale unico utilizzato dai brand del lusso e C4C è all&amp;#039;insegna di un impegno condiviso per la sostenibilità per vivere consapevolmente i cambiamenti climatici. I dialoghi si svolgeranno nel padiglione di 300 metri quadri ideato dall&amp;#039;architetto Giulio Cappellini interamente realizzato con materiali ecosostenibili. Il padiglione verrà anche utilizzato da C4C nella mostra che vedrà esposti foto e video creati ed inviati da giovani da tutto il mondo“Oggi, il rapido cambiamento dei social media – ha affermato Clini - costituisce un&amp;#039;eccellente opportunità per un dialogo e un sostegno globale.&amp;nbsp; Con una eccezionale coalizione di partner, Connect4Climate amplifica le voci locali, permette ai policymaker di ascoltare e imparare dalle innovazioni locali, e aiuta a mettere insieme cittadini sensibili ai problemi dell’ambiente da ogni parte del mondo”.“Per&amp;nbsp; trasmettere soluzioni chiare sul climate change – ha sottolineato il presidente della World Bank, Jim Yong Kim - abbiamo bisogno di ascoltare e di ingaggiare un più vasto&amp;nbsp; e diversificato pubblico. Questa inusuale collaborazione tra pubblico e privato&amp;nbsp; ha come obiettivo il raggiungimento dello scopo specifico di stimolare nuove conversazioni con personalità di rilievo provenienti da un’ampia varietà di discipline, e di far intendere come attività imprenditoriali e design sostenibile possano influenzare e cambiare il comportamento per mitigare il climate change.”“Noi vediamo la sostenibilità come un’opportunità, non come un costo – ha spiegato Andrea Boragno, direttore e presidente di Alcantara - Condividere i nostri obiettivi e valori, collaborando con Connect4Climate della World Bank, è del tutto naturale per Alcantara, non solo per il nostro impegno per l’eco-sostenibilità, ma anche perché il nostro desiderio è di costruire una piattaforma di dialogo consistente che possa stimolare a ri-pensare, ri-progettare, rinnovare.”Tutti gli eventi si terranno al Temporary Museum for New Design presso Superstudio Più, Via Tortona 27 a Milano e saranno trasmessi in livestreaming da Televisionet.tv all&amp;#039;indirizzo&amp;nbsp; www.connect4climate.org/blog/alcantaradialogues  </description>
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        <dc:creator>Andrea Crocioni</dc:creator>
        <title>Prove di Smart City per Expo 2015</title>
        <link>http://www.mymarketing.net/index.php?art_id=2498</link>
        <description>A poco più di 750 giorni dall&amp;#039;apertura della manifestazione, Expo 2015 e Telecom Italia, in collaborazione con il mensile Domus, lanciano &amp;#039;Digital Ideas for Expo City 2015&amp;#039;, il concorso di idee rivolto al mondo della progettazione e del design che ha l’obiettivo di individuare soluzioni innovative in grado di incidere positivamente sul territorio e sulla vita delle persone. Presentata venerdì scorso a Milano, nell&amp;#039;ambito della seconda tappa di Expovisions (serie di appuntamenti organizzati da Expo 2015 e dall&amp;#039;azienda di tlc che delineano il percorso di avvicinamento all&amp;#039;evento), l&amp;#039;iniziativa selezionerà tre progetti che potranno essere messi in atto nell’ambito della Digital Smart City di Expo Milano 2015, la città intelligente, digitalizzata e sostenibile che Telecom Italia, in qualità di Global Service Partner dell’Esposizione Universale, concorrerà a realizzare.“E&amp;#039; fondamentale dar vita a un evento in grado di essere connesso con il territorio che lo ospita, senza barriere, tanto che il modello sarà quello del Salone del Mobile. Anche noi avremo un Expo e un Fuori Expo”, questo l&amp;#039;auspicio dell&amp;#039;ad di Expo Milano 2015, Giuseppe Sala. E &amp;#039;Digital Ideas for Expo City 2015&amp;#039; va proprio nella direzione di un forte coinvolgimento della &amp;#039;comunità&amp;#039;: studenti e professionisti del mondo della progettazione e del design sono chiamati a presentare idee legate all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali applicabili agli spazi urbani e domestici per rendere più intelligente, efficiente e sostenibile la vita nelle città. In particolare, le proposte progettuali dovranno prevedere l’utilizzo di almeno una componente tecnologica di Telecom Italia scelta tra le soluzioni di Cloud Computing della Nuvola Italiana (l’insieme di risorse informatiche rese disponibili attraverso la Rete di connettività a banda larga) e la NFC (Near Field Communication), la tecnologia in radiofrequenza a corto raggio che consente lo scambio di informazioni tra Sdispositivi posti in prossimità. Le proposte dovranno fare riferimento ai seguenti ambiti: Smart City, con possibile utilizzo nel contesto delle Isole digitali, vere e proprie aree multiservizi all&amp;#039;interno dell&amp;#039;arredo urbano, concepite come contenitori aperti di App e servizi tecnologici evoluti, che spaziano dalla ricarica di utenze ai pagamenti con dispositivi mobili, alle informazioni turistiche; Mobile Application, l’insieme di applicazioni mobili sviluppate per Expo Milano 2015 che consentiranno la fruizione dell’evento in modalità coinvolgente e immersiva per i visitatori reali e virtuali; Digital Home &amp;amp; Office + Smart School, ovvero i servizi digitali per il monitoraggio e la gestione automatizzata delle case e degli edifici, in ambiente privato e professionale, e delle soluzioni per l’informatizzazione del sistema scolastico. Le proposte potranno essere presentate attraverso il sito www.domusweb.it fino al 30 agosto 2013.“La sfida che lanciamo oggi” ha dichiarato Marco Patuano, ad di Telecom Italia, “è quella di ripensare le città a partire dalle nostre abitazioni, dall&amp;#039;ambiente lavorativo, dagli spazi urbani che viviamo quotidianamente o nei quali vorremmo vivere, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie. Parliamo tanto di infrastrutture, ma dobbiamo lavorare sul lato degli applicativi, andando a operare su piattaforme che devono soddisfare bisogni di cui i cittadini non sono ancora del tutto consapevoli. Expo rappresenta un&amp;#039;occasione imperdibile per dar vita a questo nuovo ecosistema digitale”.Andrea Crocioni</description>
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        <dc:source>MyMarketing.Net</dc:source>
        <title>USA: Real Time Bidding is Taking Off</title>
        <link>http://www.mymarketing.net/index.php?art_id=2493</link>
        <description>L&amp;#039;advertising online va all&amp;#039;asta. Sembra essere questo il futuro del comparto virtuale della pubblicità: si scrive RTB, si legge Real Time Bidding, cioè &amp;#039;offerta in tempo reale&amp;#039;. Come emerge dall&amp;#039;analisi targata eMarketer sui possibili scenari futuri della comunicazione pubblicitaria online.Nel 2011, il settore RTB ha fatto registrare meno di un miliardo di dollari spesi dagli inserzionisti americani; l&amp;#039;anno scorso i miliardi erano due, e quest&amp;#039;anno la società americana prevede che gli addetti ai lavori spenderanno ben 3,26 miliardi di dollari. Le percentuali, con la maturazione del mercato, si stanno ovviamente abbassando; tuttavia eMarketer prevede, fino al 2017, crescite in doppia cifra, che quell&amp;#039;anno si attesteranno al 14%; nel 2011 l&amp;#039;incremento era stato del 149%, l&amp;#039;anno scorso del 98%, quest&amp;#039;anno del 74%. Il giro d&amp;#039;affari rimane comunque in crescita: nel 2017 l&amp;#039;istituto americano prevede un spesa, da parte degli inserzonisti a stelle e striscie, di quasi otto miliardi e mezzo di dollari, un miliardo in più dell&amp;#039;anno precedente e oltre due miliardi e mezzo in più del 2015.Quanto conta, nel mercato totale adv, l&amp;#039;RTB? Analizzando le analisi delle stime provenienti da altre società di ricerca, i sondaggi di alcuni brand, agenzie e gli editori dei media, eMarketer giunge alla conclusione che quest&amp;#039;anno il Real Time Bidding vale il 19% del settore pubblicitario online americano; percentuale che, entro il 2017, salirà fino al 29% del totale. Gli autori della società americana, tuttavia, tengono a precisare che le stime potrebbere essere anche più alte, per via della forte tendenza che questo mercato sta conquistando tra gli inserzionisti; un mercato che potrebbe addirittura porsi come leader della crescita pubblicitaria, risultando il settore trainante dell&amp;#039;intero mercato. Esistono, tuttavia, delle controindicazioni, indicate da parte degli esperti nell&amp;#039;alta complessità delle operazioni, e nella mancanza di contrattazioni tra inserzionisti ed editori, oltre a un timore, da parte di questi ultimi, di essere &amp;#039;cannibalizzati&amp;#039;. Tutto ciò potrebbe essere un deterrente, un ostacolo alla crescito dell&amp;#039;RTB; anche se, dalle stime espresse da eMarketer, nessuno sembra pensarlo davvero.</description>
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        <dc:creator>Fabio Sarpa</dc:creator>
        <title>The Italian Startup Incubator</title>
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        <description>&quot;Un giorno Raffaele Giovine mi chiamò e mi disse: &amp;#039;Ho un&amp;#039;idea&amp;#039;. Era un&amp;#039;idea diversa, alternativa, interessante&quot;. Era l&amp;#039;idea alla base di Noosalab, acceleratore di impresa nato ormai tre anni fa: così ci racconta la genesi di questa realtà italiana Fulvio Zendrini, partner dell&amp;#039;azienda, presentando oggi a Milano una società unica in Italia.&quot;Noosalab non è il solito incubatore d&amp;#039;impresa: noi siamo dei veri e propri acceleratori&quot; tiene a precisare Fulvio Zendrini. &quot;Il nostro obiettivo non è sviluppare idee totalmente nuove e lanciarlo sul mercato&quot; spiega Raffaele Giovine, partner di Noosalab e fondatore di Prezzofelice.it (qui la precedente intervista a Raffaele Giovine). &quot;La nostra realtà prende ispirazione da Rocket Internet, acceleratore d&amp;#039;impresa nato in Germania sei anni fa. Noosalab (Noosa è una spiaggia australiana, ndr) riflette questa voglia di cavalcare l&amp;#039;onda tecnologica, di entrare e uscire dal mercato nel momento giusto, senza lasciarsi travolgere. Possiamo vantare un&amp;#039;ottima conoscenza del mercato, lavorandoci da più di dieci anni, con uno staff di talento e un personale di altissima qualità; lanciando le nostre idee puntiamo ad affermarle in poco tempo, un mese, un mese e mezzo al massimo&quot;. E, parlando della prima apertura alla stampa da parte di Noosalab, Raffaele Giovine spiega: &quot;abbiamo deciso di comunicare oggi, di segnalare ora la nostra presenza per presentarci già con iniziative concrete e funzionanti: Prezzofelice.it è il terzo sito di gruppi d&amp;#039;acquisto in Italia, dietro a due colossi come Groupon (da cui abbiamo tratto ispirazione) e Groupalia; MyBeautyBox, replica italiana della statunitense Birchbox (evoluzione moderna di Avon), prima nel suo genere in Italia; SosTariffe, comparativo di tariffe che, attraverso 5 domande, offre la migliore tariffa riguardo a Adsl, elettricità, gas, etc., per una comprensione e un risparmio straordinari (e che verrà lanciata tra due settimane in pubblicità); e Ovojo (che entro l&amp;#039;estate vedrete in tv), l&amp;#039;azienda che tra di noi ha più potenziale di crescita, che ha preso ispirazione dalla giapponese Rakuten, un aggregatore di offerte e di prodotti per i piccoli negozianti, cosa ancora inesistente per il Made in Italy nostrano&quot;.&quot;Ovojo può vantare un&amp;#039;ottima preparazione per il lancio italiano&quot; afferma, parlando della più promettente azienda Noosalab, Luca Scali, partner del progetto. &quot;Sono state condotte analisi molto accurate, e abbiamo riscontrato una sostanziale somiglianza tra il consumatore giapponese e quello italiano; quindi, visto il successo giapponese di Rakuten, abbiamo deciso di provare questa tipologia di ecommerce anche in Italia&quot;. Luca Scali è anche colui che si occupa di scegliere i progetti migliori. &quot;Selezionare non è sempre facile. Noi puntiamo più alla profondità che all&amp;#039;ampiezza: scegliamo pochi progetti, ma questi devono essere i migliori&quot;. &quot;La nostra rimane una realtà profondamente diversa da quella americana, soprattutto in questi momenti&quot; prosegue Andrea Meregalli, partner Noosalab. &quot;Per noi oggi è impensabile investire 10-15 milioni di euro in una start-up ideata da giovani. Questo progetto è nato, e fino ad oggi è rimasto, low cost; gli investimenti sono minimi, al massimo poche migliaia di euro, e per questo estremamente rigidi e disciplinati. Proprio per questo scegliamo pochi progetti, solo cose sensate e progetti interessanti&quot;.Fabio Sarpa</description>
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        <title>(In)visible Design</title>
        <link>http://www.mymarketing.net/index.php?art_id=2490</link>
        <description>Il design decide di superarsi, di andare oltre se stesso e le sue immagini, esplorando il mondo dell&amp;#039;invisibile. La service design company Logotel ha deciso di indagare questi nuovi possibili scenari nel suo ‘(In)visibile Design, 100 storie dal futuro e oltre’ che si terrà dal 9 al 14 aprile nello spazio Logotel di Milano, in occasione della Design Week.Il corpo centrale della mostra - una raccolta di 26 lavori firmati da designer e artisti internazionali, tra cui progetti, prototipi, installazioni, video, con direzione scientifica di Susanna Legrenzi e Stefano Maffei - è completato da una ricerca per ‘reperti’, una vasta documentazione di case history ibridate da scienza, tecnologia, arte, letteratura, cinema, grafica, che vanno a delineare uno storytelling esteso e trasversale. Il risultato è un modo di leggere il design come strumento per immaginare, sperimentare e discutere il futuro. Ecco alcuni dei tanti originali progetti ospitati all’interno della manifestazione: dalla ‘Wind Map’ di Fernanda Bertini Viegas e Martin Wattenberg (i due guidano il gruppo di ricerca sulla visualizzazione di Google a Cambridge, Massachusetts) che simula il delicato disegno tracciato dai venti che soffiano sugli Stati Uniti, alla ‘Descriptive Camera’ dell’electronic artist Matt Richardson, che esplora le nuove pratiche di narrazione attraverso una normale macchina fotografica in grado produrre una descrizione scritta dell’immagine con le risorse della rete e del crowdsourcing; dalla pellicola sperimentale ‘Surface’ del filmaker Varathit Uthaisri, che partendo da una prospettiva urbana underground trasforma le azioni umane e gli oggetti di strada in beat che si fondono armoniosamente in una composizione audiovisiva, allo svelamento di gestualità, posture e ritualità che emergono con l’uso delle tecnologie digitali del docente e ricercatore Nicolas Nova fino all’innovativa tecnica di ‘Le Whaf’, pensata da uno dei food designer più quotati a livello internazionale come Marc Bretillot assieme al fondatore di &amp;#039;Le Laboratoire’, David Edwards, che consente di riassaporare ogni singolo sapore di un cocktail sotto forma di ‘nuvole di aromi’. &quot;Dopo il tema della collaborazione esplorato l&amp;#039;anno scorso con la mostra ‘Making Together’&quot; spiega Cristina Favini, strategist &amp;amp; manager of Design Logotel e project &amp;amp; content manager dell&amp;#039;iniziativa &quot;quest&amp;#039;anno vogliamo dare un segnale forte su come oggi, e sempre più in futuro, il cambiamento passa attraverso trasformazioni sottili, impercettibili, invisibili appunto. Accade nella nostra vita quotidiana, privata o professionale, così come nel contesto socio-economico di larga scala, sempre più complesso. E il design, specie nella dimensione intangibile del servizio, è una risorsa proprio per far accadere ciò che ancora non esiste, per dare forma a ciò che ancora non ne ha una&quot;.Per maggiori informazioni: http://www.invisible-design.it/
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        <dc:date>2013-03-29T00:00:00+01:00</dc:date>
        <dc:source>MyMarketing.Net</dc:source>
        <title>Happy Easter!</title>
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        <description>L&amp;#039;aggiornamento del sito riprenderà martedì 2 aprile.</description>
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        <dc:date>2013-03-26T00:00:00+01:00</dc:date>
        <dc:source>MyMarketing.Net</dc:source>
        <dc:creator>Fabio Sarpa</dc:creator>
        <title>False Is not a Problem</title>
        <link>http://www.mymarketing.net/index.php?art_id=2478</link>
        <description>Il mondo dei falsi e della merce &amp;#039;taroccata&amp;#039; non è solo un danno, almeno per i grandi brand. Questo il quadro che emerge dai risultati de L’impatto delle contraffazioni sulle aziende moda di alta gamma. La ricerca presentata all&amp;#039;Università Bocconi di Milano nei giorni scorsi rivela infatti che, al di là del danno economico - di circa 3 miliardi di euro per il triennio 2008-2010 per il solo settore di &amp;#039;Abbigliamento e accessori&amp;#039; - c&amp;#039;è un ritorno ampiamente positivo in termini di brand loyalty. La survey condotta da Elisabetta Merlo, docente di Storia economica all’Università Bocconi, è stata condotta su un campione di consumatori reali con riferimento a due brand del lusso, composto da 1.140 individui, di cui il 73,6% donne e provenienti da vari paesi europei. E i dati svelano come per il grande brand questo fenomeno non si riveli solo dannoso: la ricerca condotta dall&amp;#039;università milanese ha infatti svelato che, in presenza di falsi, il punto di vista del consumatore si modifica: se, per esempio, per una piccola borsa da donna di marca nota i consumatori che costituiscono il campione della ricerca sono disposti a pagare 210 euro in assenza di contraffazione sul mercato, in caso di presenza di falsi la cifra sale a 350. Al contrario, il fenomeno della contraffazione si rivela molto negativo per il piccoli marchi: in caso di assenza di prodotti contraffatti la borsa viene valutata, ad esempio, 175 euro; in presenza di questi, solamente 75. La reazione emotiva relativa al possesso di un prodotto originale, tuttavia, non di discosta da quella relativo al prodotto falso. I ricercatori, utilizzando il Customer Based Brand Equity, il modello che fornisce un punto di vista unico sul valore del brand e sulle modalità con cui costruirlo, hanno rivelato che il valore medio registrato dai consumatori di solo falso in relazione a percezioni ed emozioni è pari rispettivamente 4.64 e 3.21, quello dei consumatori di solo autentico è uguale a 4.34 e 3.46. Questo dato mostra come le sensazioni relative alla grande marca non siano veicolate al possesso del prodotto originale; anzi, anche in presenza del falso, il consumatore riceve emozioni e percezioni relative al brand. Infine, una digressione storica della professoressa Merlo mostra come il fenomeno della contraffazione non sia affatto moderno: già nel XIII secolo l’affermazione dei tessuti fiorentini sul mercato internazionale fu agevolata dal fatto che vennero spacciati per i più famosi panni fiamminghi. Nel 1600, invece, una stoffa di produzione milanese veniva mandata ad Amsterdam e da qui rinviata a Milano, dove veniva venduta con l’appellativo ‘Olanda’ che ne accresceva il valore. Si può quindi dire che, ora e da diversi secoli, marca e contraffazione siano due facce della stessa medaglia e che storicamente livelli fisiologici di contraffazione sono stati funzionali alla diffusione della moda.</description>
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        <dc:date>2013-03-20T00:00:00+01:00</dc:date>
        <dc:source>MyMarketing.Net</dc:source>
        <dc:creator>Antonino Pintacuda</dc:creator>
        <title>Crowdfunding for Villa Arconati</title>
        <link>http://www.mymarketing.net/index.php?art_id=2469</link>
        <description>[Guarda il servizio su Televisionet.tv]
Uno dei gioielli del patrimonio architettonico lombardo rivive grazie ad un importante piano di restauro che ha il suo motore nell’inedita attività di raccolta fondi attivata grazie alla sinergia tra la Fondazione Augusto Rancilio, la Sovrintendenza ai Beni Culturali&amp;nbsp;e con l&amp;#039;indispensabile sostegno di Istituzioni, Imprese, Fondazioni e Privati Cittadini. Il quartier generale dell&amp;#039;operazione è il nuovo sito internet www.villaarconati.it realizzato e cuore della comunicazione della Villa e della prossima raccolta fondi, che, grazie ad una piattaforma di crowdfunding, coinvolgerà chiunque voglia sostenere i lavori in atto diventando così ‘Amico di Villa Arconati’Proprio il crowfunding è il punto nevralgico del Progetto Villa Arconati, un piano di riconversione culturale che vede protagonisti le arti, l’ambiente e il territorio, in una prospettiva internazionale, che punta a coinvolgere una delle piu&amp;#768; importanti ‘ville di delizia’ della Lombardia per renderla fin d’ora un polo di produzione culturale, d’informazione e di educazione al servizio del territorio anche in vista di Expo 2015.Il progetto è stato presentato ieri alla Triennale di Milano con la partecipazione della Direzione Regionale dei Ministero dei Beni Culturali, il Distretto Culturale integrato Supermilano, il Comune di Bollate, la Regione Lombardia, la Provincia di Milano, la Fondazione Cariplo, il Politecnico di Milano. È già in via di definizione un calendario di visite guidate alla Villa di nuova concezione, dedicato agli abitanti del territorio,&amp;nbsp; alle scuole, agli spettatori del Festival musicale e a tutti coloro che ne faranno richiesta. E dalla collaborazione con il Politecnico di Milano prendono forma i progetti di Villa Arconati Lab, come quello realizzato dai 60 studenti della sede di Bovisa per la valorizzazione della Villa e del Borgo dal punto di vista architettonico e stilistico. Un altro progetto è stato invece presentato, per la collaborazione dell’Università Cattolica. Antonino Pintacuda@toninopintacuda</description>
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        <dc:date>2013-03-20T00:00:00+01:00</dc:date>
        <dc:source>MyMarketing.Net</dc:source>
        <title>Falling in Love on the Net</title>
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        <description>Nel corso dell’ultimo decennio gli utenti Internet sono stati preda di un tornado di eccitazione da social network, restando in contatto e condividendo con amici, conoscenti e quasi tali sui social network più all’avanguardia in termini di tecnologia online. Questi siti innovativi e, ammettiamolo, lungimiranti (che al tempo della loro nascita erano conosciuti con un unico nome, “Web 2.0”) hanno radicalmente cambiato il modo in cui usiamo il World Wide Web, accediamo alle notizie, ci divertiamo ed interagiamo con i nostri simili. Hanno preso il posto delle prime chat room in Internet e si sono affermati come il metodo d’elezione per incontrare nuova gente e mantenere i contatti con conoscenti ed amici tramite il computer.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Come molti di voi sapranno, in linea di massima i social network prevedono la creazione di un profilo, il caricamento di foto o video e i post di messaggi sui profili degli altri utenti, sui quali chiunque conosciate può fare a sua volta commenti. Sebbene queste funzionalità base consentano praticamente forme infinite di divertimento, la messaggistica online, proprio grazie alla sua intrinseca natura istantanea, rappresenta la maggiore attrazione. Alla nascita dei social network, gli utenti di questi siti hanno espresso più che chiaramente il loro desiderio di un servizio di chat da potere utilizzare tramite il loro network preferito. In men che non si dica l’instant chat è diventata una funzionalità standard che oggi, per certi versi, ha preso il posto dei più tradizionali programmi di IM e delle email.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La chat online è al giorno d’oggi una componente così importante della nostra quotidianità da godere di una popolarità ancora maggiore degli sms. Grazie alla diffusione su larga scala degli smartphone, e alle tariffe di Internet mobile ormai alla portata di tutti, gli utenti scelgono oggi servizi di chat come WhatsApp per comunicare in modo più veloce ed efficiente, creando senza alcun problema anche chat di gruppo. La tecnologia attualmente disponibile è arrivata a livelli tali che social network e chat online sono ormai un’entità unica e nulla fa pensare ad un cambiamento a breve termine.Questo articolo è stato scritto da Barry Cooke. Barry è uno stimato consulente in materia di usabilità nel settore della telefonia mobile che lavora in questo campo da più di 15 anni in diverse aree del settore, dalle applicazioni per incontri online ai settori finanza e viaggi. </description>
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        <dc:date>2013-03-19T00:00:00+01:00</dc:date>
        <dc:source>MyMarketing.Net</dc:source>
        <title>Liguria, an italian wikibrand</title>
        <link>http://www.mymarketing.net/index.php?art_id=2464</link>
        <description>Ascoltare i turisti per fare turismo. È questo il concetto, semplice ma rivoluzionario, messo in campo dalla regione Liguria, che, attraverso la strategia di marketing per il turismo dell’Agenzia In Liguria presentata a Milano dall’Assessore Turismo e Cultura della Regione Liguria Angelo Berlangieri, punta alla costruzione di un proprio wikibrand, un brand che affermi, nel contesto italiano, le bellezze e le eccellenze di una delle più belle regioni nostrane.Nell&amp;#039;era del 2.0, la regione non può non puntare al cuore del turista attraverso il web. Lo studio Giaccardi &amp;amp; Associati ha realizzato, infatti, un piano media basato 
sui social network che comprende la gestione della pagina Facebook, che 
attualmente conta oltre 28mila fan; il potenziamento e lo sviluppo della
 presenza su Twitter, il coinvolgimento della comunità degli &amp;#039;instagramers&amp;#039;, l’uso di Pinterest, con una strategia di comunicazione 
interamente orientata al target donne e il blog &amp;#039;La Liguria Racconta&amp;#039; 
che, online dal mese di settembre, rappresenta lo strumento principale a
 sostegno della promozione turistica nel mercato nazionale e 
internazionale. L’obiettivo è quello di sviluppare il blog come 
piattaforma aperta e partecipata per lo storytelling del brand Liguria.Alla Conferenza Regionale del turismo dello scorso ottobre è 
stato sottoscritto da centinaia di operatori liguri il Manifesto dei 
valori e delle finalità del turismo, che nasce con lo scopo di affermare
 e far crescere in tutta Europa l&amp;#039;importanza del turismo come asset di 
crescita e sviluppo economico e sociale. Possono 
ancora sottoscriverlo, sul blog, www.liguria.ilturismochevorrei.it, tutti coloro che credono 
veramente nell’importanza del turismo come fattore di crescita 
economica, sociale ed ambientale ed individuano nel turismo, specie in 
questa particolare fase attraversata dalle economie mondiali, forse 
l’unico fattore di crescita sostenibile ad oggi esistente. Blog che si fa anche punto di riferimento per il turista in visita nella bella regione: attraverso la piattaforma è infatti possibile, per chiunque, proporre idee e temi di confronti, un tassello fondamentale nell&amp;#039;ottica del wikibrand.</description>
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        <dc:date>2013-03-19T00:00:00+01:00</dc:date>
        <dc:source>MyMarketing.Net</dc:source>
        <title>A ottobre debuttano gli Internet Days</title>
        <link>http://www.mymarketing.net/index.php?art_id=2463</link>
        <description>È arrivato il momento per le aziende italiane di ripartire. L&amp;#039;opportunità migliore è nel web. Per questo la business unit di Marketing Multimedia, DigitalEvents, lancia gli Internet Days. “Siamo nel pieno di una terza rivoluzione industriale”, spiega infatti Roberto Silva Coronel, amministratore delegato di DigitaEvents, presentando l&amp;#039;evento. “Come per le altre rivoluzioni è stata necessaria una fase di &amp;#039;sperimentazione&amp;#039;, ma ora è giunto il momento di stimolare la ripresa delle aziende italiane grazie alle opportunità offerte da internet. Per fare questo abbiamo pensato a un nuovo evento, indipendente e orizzontale, in grado di far convergere anche le imprese più distanti dalle innovazioni tecnologiche insieme alle aziende che su internet hanno fondato il loro successo. Quello che Steve Jobs definiva &amp;#039;unire i puntini&amp;#039; diventa per noi l’esperienza che vogliamo trasferire con Internet Days, consentendo una contaminazione che aiuterà le figure manageriali preposte all’innovazione di pensare ‘out of the box’. Per questa prima edizione&quot; conclude Silva Coronel &quot;ci siamo fissati l’obiettivo ambizioso di raggiungere le 10mila presenze, confidando nell’interesse e nell’attualità dei temi trattati”.L’evento, il cui pay off è &amp;#039;Business on the Net&amp;#039;, si terrà a Milano presso MICO in una due giorni, 2-3 ottobre 2013, durante la quale verrano affrontati molteplici focus: Web Marketing, Digital Tools, Digital PR, Social Media Marketing, Web &amp;amp; APP Dev, Smart Device, Mobile, Internet of Things. Sono inoltre previsti momenti di formazione, workshop, sedute plenarie e sessioni di networking fra i partecipanti. Fiore all’occhiello dell’evento sarà l’Innovation Gallery, un’area nella quale saranno presentati - proprio come in una galleria d’arte - i progetti, i prodotti e i servizi più innovativi sia nazionali, sia internazionaliUn Advisory Board, presieduto da Layla Pavone e coordinato da Pietro Cerretani, garantirà la qualità dei contenuti e degli interventi, definendo il format dell’evento e supervisionando i risultati delle ricerche presentate da istituti di ricerca, università e società di consulenze. “Con Layla Pavone stiamo lavorando affinché la trasparenza, l’apertura e la contaminazione e il coinvolgimento siano gli strumenti di lavoro per costruire un evento e un progetto che possa creare valore e dare risposte in termini di crescita alle imprese italiane”, commenta Pietro Cerretani, coordinatore Advisory Board di Internet Days. Partner dell’iniziativa aziende del calibro di Google, Facebook, PayPal, Microsoft e Amazon (quest’ultima ancora da confermare), segno tangibile che quando ci si muove sul terreno della formazione e del &amp;#039;fare cultura&amp;#039;, si catalizza l’interesse di chi detiene le risorse. A supporto dell’evento partirà prossimamente una campagna di comunicazione on e offline curata da Performedia, la business unit di Marketing Multimedia dedicata alla pianificazione media.</description>
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        <dc:date>2013-03-18T00:00:00+01:00</dc:date>
        <dc:source>MyMarketing.Net</dc:source>
        <dc:creator>Paola Maruzzi</dc:creator>
        <title>Affordable Art Fair Milano</title>
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        <description>Nel pomeriggio inoltrato di domenica 10 marzo centinaia di visitatori sono in coda per entrare al Superstudio Più di via Tortona. Ancora poche ore e Affordable Art Fair,&amp;nbsp;mostra-mercato&amp;nbsp;alla sua terza edizione milanese, chiuderà i battenti, dopo quattro giorni di febbrile lavoro.Ad aver richiamato l&amp;#039;attenzione di così tante persone, per lo più under 40, è il format fieristico nato nel 1999 da un&amp;#039;idea del gallerista inglese Will Ramsay, cioè ripensare il collezionismo d&amp;#039;arte contemporanea in chiave low cost, formula ormai divenuta internazionale e il cui giro d&amp;#039;affari annuo è di circa 33 milioni di euro.All&amp;#039;ingresso incontriamo il padrone di casa, Marco Trevisan. Sebbene sia presto per un bilancio puntuale, il giovane curatore dell&amp;#039;edizione italiana è certo di aver fatto di nuovo centro e incrocia le dita affinché vengano superati i numeri dell&amp;#039;anno scorso, vale a dire “12 mila visitatori e un fatturato di 1,2 milioni di euro. Nel tempo è cresciuto anche l&amp;#039;appeal verso le gallerie estere, oggi a quota 25 su un totale di 70 ospitate, un bel segnale per la manifestazione”. Intanto il pensiero corre già al prossimo ottobre, quando la versione nazionale di Aaf tornerà a Roma. “Nonostante la crisi, gli italiani rispondono bene ma siamo lontani dai livelli di Londra, dove si registrano oltre 30 mila presenze”.Prospettive di miglioramento a parte, sono due gli elementi che non passeranno di moda: la politica &amp;#039;sfacciata&amp;#039; del prezzo trasparente, che vieta agli artisti di non superare la soglia dei 5 mila euro e di esporre il cartellino accanto a ogni opera, e il taglio informale della messa in scena (angolo bar, workshop per bambini e qualche cane al guinzaglio rendono la visita una passeggiata). Più che il low cost, si comincia a capire che la vera trovata sta nell&amp;#039;aver ricamato attorno all&amp;#039;evento-brand un marketing &amp;#039;cool&amp;#039;, ammiccante e senza eccessi, di tendenza ma non pop a tutti i costi. Il business dell&amp;#039;abbordabilità non è, quindi, giocare a ribasso con la qualità artistica bensì abbattere la barriere, portando quella nicchia di estimatori, comunemente tagliati fuori dal circuiti elitari delle gallerie, a spendere ben volentieri per un pezzo unico.“Per il terzo anno consecutivo, in Inghilterra Affordable Art Fair è stato premiato come CoolBrand, assieme ad altri pezzi da novanta come&amp;nbsp;Apple, Nikon, Prada e Sony Music” ricorda Trevisan. Ad aver riconosciuto la presa commerciale del fondatore Will Ramsay è Blackberry che, qualche anno fa, l&amp;#039;ha voluto come testimonial per un&amp;#039;operazione pubblicitaria internazionale.&amp;nbsp;A&amp;nbsp;proposito di campagne, anche quella multi soggetto per l&amp;#039;evento milanese ha incarnato alla perfezione la leggera provocazione del format: &amp;#039;Get art not therapy&amp;#039; e &amp;#039;Get art not sex&amp;#039; sono alcuni dei claim delle affissioni. “Il budget in comunicazione è stato di 100 mila euro . Non ci siamo appoggiati a nessuna agenzia, abbiamo fatto tutto internamente” spiega Trevisan, anche se in via Tortona si mormora che ci sia lo zampino di alcuni creativi di spicco del panorama milanese che, però, hanno scelto di rimanere dietro le quinte. Visa, Opel, Eberhard Switzerland Cheese Marketing Italia sono, infine, gli sponsor che complessivamente hanno messo sul piatto circa 50 mila euro. Paola Maruzzi</description>
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        <dc:date>2013-03-13T00:00:00+01:00</dc:date>
        <dc:source>MyMarketing.Net</dc:source>
        <title>Ricette per il rilancio</title>
        <link>http://www.mymarketing.net/index.php?art_id=2459</link>
        <description>È questo il momento di prendere decisioni. Servono scelte importanti, in questo scenario di crisi, per riuscire a risollevare le imprese del nostro paese. Si è parlato di questo ieri a Milano all&amp;#039;incontro &amp;#039;Scelte di mercato. Contesto economico e decisioni di impresa per il rilancio della domanda&amp;#039;, promosso in occasione dell’Assemblea Annuale di IBC (Industrie Beni di Consumo), l’associazione che raggruppa oltre 30 mila industrie produttrici di beni di consumo. I protagonisti dell&amp;#039;incontro hanno esposto le più importanti questioni e le possibili soluzioni per accrescere la domanda nel nostro paese, poichè, “in termini reali, la crisi ci sta riportando ai livelli socio-economici e di consumo di due decenni fa” sostiene Aldo Sutter, presidente dell&amp;#039;Associazione. “E quel che è peggio, le imprese si muovono in uno scenario di aspettative decrescenti, dominate da note di pessimismo”. “Ci vediamo costretti a sottolineare la scarsa attenzione delle istituzioni statali al comparto manifatturiero, nonostante l&amp;#039;Italia sia il secondo paese &amp;#039;produttore&amp;#039; in Europa” prosegue il presidente. “Per questo, come Associazione, appoggiamo il Progetto Confindustria per l&amp;#039;Italia, benché non possiamo fare a meno di esprimere il nostro totale disaccordo con l&amp;#039;ipotesi di aumentare la tassazione indiretta sui consumi, che andrebbe ad abbattersi su un settore già in pesante sofferenza, avrebbe un sicuro effetto inflazionistico e innescherebbe una spirale di ulteriore riduzione dei consumi. Le ventilate riduzioni della pressione fiscale diretta sui redditi più bassi non basterebbero a riequilibrarne gli effetti negativi. Questa è una posizione che condividiamo con Centromarca e Federalimentare. Appare invece urgente l&amp;#039;attivazione di politiche di sostegno della domanda interna, con iniziative a ogni livello, coinvolgendo tutti i player delle filiera”. “Benché le stime previsionali indichino che nei prossimi anni l&amp;#039;Italia avrà sostanzialmente un azzeramento del deficit primario”, ha confermato Enrico Giovannini, presidente Istat, “avendo inserito in costituzione l&amp;#039;obbligo del pareggio di bilancio e tenendo conto della spesa al servizio degli interessi sul debito pubblico, per poter destinare – come auspicabile -&amp;nbsp; risorse sufficienti al rilancio della domanda e più in generale del sistema economico nazionale, avremmo bisogno di un avanzo primario pari a 6 o 7 punti di PIL. Assurdo pensare di ottenerlo da un ulteriori appesantimenti fiscali, o da aumenti esponenziali del prodotto interno, che anzi veleggia sui livelli (in valore assoluto) del 2000, mentre in quota pro-capite è arretrato a valori delle prima metà degli anni &amp;#039;90”. Giovannini ha quindi affermato che la scelta si restringe: o si rimuovono i vincoli di bilancio, o si incide sensibilmente sulla spesa corrente. “Non c&amp;#039;è molto tempo”, ha ammonito, “stiamo registrando un &amp;#039;balzo&amp;#039; degli italiani nella deprivazione (quando non nella povertà), in misura mai rilevata da quando esistono le serie storiche”. Occorre essere attenti anche alle azioni di sostegno della domanda, per non &amp;#039;esportarne i benefici&amp;#039; come è accaduto - ha esemplificato il presidente Istat - con gli incentivi al fotovoltaico, che si sono tradotti in un trasferimento di risorse ai produttori di pannelli cinesi e tedeschi.Alberto Grando, prorettore per lo sviluppo dell&amp;#039;università Bocconi, ha invece focalizzato alcuni megatrend che stanno disegnando il percorso di sviluppo delle imprese. &amp;#039;Dove&amp;#039; competere spiega il 96% della crescita, contro il &amp;#039;come&amp;#039; competere che ne pesa solo il 4%. “E il dove va inteso”, ricorda Grando, “nell&amp;#039;accezione di ambiti geografici, mercati, target di clienti e simili”. E se alla fase di delocalizzazione produttiva sta facendo seguito un&amp;#039;onda di &amp;#039;reshoring&amp;#039; (il 37% delle grandi imprese americane prevede di riportare in patria la produzione, in tutto o in parte) sull&amp;#039;onda dell&amp;#039;incremento del costo del lavoro, della logistica e dei trasporti, un altro grande trend è determinato dall&amp;#039;andamento demografico. “Nel 2050 i membri della cosiddetta classe media saranno quasi tre miliardi, per lo più localizzati nei paesi oggi emergenti. Sulla spinta inarrestabile dell&amp;#039;urbanizzazione si formeranno megacity in cui si concentrerà la popolazione: nel 2025 nell&amp;#039;area tra Delhi e Mumbay, ad esempio, abiteranno oltre 200 milioni di persone. E Seul da sola genererà oltre il 50% del Pil coreano. Saranno le città e non gli Stati a guidare la creazione di valore”. La &amp;#039;base&amp;#039; attuale della piramide dei consumatori attiverà logiche proprie di consumo, con paradigmi totalmente diversi da quelli a cui siamo abituati. Le imprese dovranno pertanto dare risposte nuove, preparandosi a sviluppare innovativi e differenti concept di prodotto.</description>
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        <dc:date>2013-03-11T00:00:00+01:00</dc:date>
        <dc:source>MyMarketing.Net</dc:source>
        <title>L&amp;#039;arte in 37mm</title>
        <link>http://www.mymarketing.net/index.php?art_id=2456</link>
        <description>Un mondo di arte in meno di quattro centimetri. È questo &amp;#039;Mondi (im)possibili The Pins&amp;#039;, il contest lanciato dall’associazione culturale restART, dell’Istituto Superiore di Monza: contest che premierà chi, attraverso una semplice pin di soli 37 millimetri di diametro, riesca ad abbattere tutti i confini artistici finora conosciuti.Il contest, lanciato oggi, premierà chi riuscirà a racchiudere &amp;#039;il mondo in una pin&amp;#039;, un soggetto sicuramente non facile per una rappresentazione artistica. L&amp;#039;idea è nata da Giancarlo Cazzaniga, neo Presidente dell’Associazione, che ha preso il timone dell’associazione nel mese di febbraio. “L’Associazione ha come obiettivo la valorizzare e la difesa della presenza nella cultura e nella società di tutte le libere espressioni artistiche” afferma il neo-presidente, “che sono dato profondamente caratterizzante del nostro paese e valore irrinunciabile per la compiuta realizzazione di ogni individuo. L’associazione restArt crede che l’arte debba essere diffusa e accessibile a tutti i livelli ed è per questo motivo che attraverso Mondi (im)possibili The Pins chiede ai creativi di misurarsi in un contest internazionale ideando pins artistiche”. Tra le prime attività poste in essere dal nuovo direttivo c’è appunto il contest internazionale che ben concretizza le linee dell&amp;#039;associazione; &amp;#039;condivisione, partecipazione, visibilità&amp;#039; i valori chiave dell&amp;#039;associazione, valori che si riflettono nell&amp;#039;organizzazione di questo contest.L’iniziativa è gratuita e rivolta a tutti i creativi di ogni età e nazionalità: i concorrenti devono necessariamente iscriversi e inviare tramite il form presente sul sito entro il 15 maggio 2013 5 pins del diametro di 37 mm, immaginando mondi nuovi e alternativi. Una giuria composta da 7 esperti del mondo dell’arte e della comunicazione selezioneranno 500 pins e le prime 35 accederanno alla votazione finale. I vincitori saranno 3 e riceveranno un premio di 500 euro il primo, 350 euro il secondo e 150 euro il terzo. Oltre alla tematica creativa sia del mezzo che del contenuto artistico, il contest ha voluto sottolineare l&amp;#039;importanza (anche artistica) della &amp;#039;rete&amp;#039;, filoconduttore dell’intera iniziativa, dalla modalità di iscrizione alla comunicazione e promozione del contest.</description>
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        <dc:date>2013-03-07T00:00:00+01:00</dc:date>
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        <title>Esponiamoci: l&amp;#039;antidoto creativo</title>
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        <description>La creatività? Può essere un
ottimo antidoto alla crisi economica per l&amp;#039;Italia. Basti pensare che il nostro
Paese è quarto al mondo per esportazione di beni creativi, come rivelano i dati
di Unctad (United
Nation Conference on Trade and Development).
E anche a livello europeo l&amp;#039;importanza economica dei settori culturali e
creativi è rilevante: secondo Eurostat, nell&amp;#039;Unione Europea rappresentano il
3,3% del Pil e danno lavoro a 6,7 milioni di persone. Numeri questi che sono in
grado di condizionare positivamente il ciclo economico di un Paese, favorendo
anche un&amp;#039;inversione di rotta. Ed è questa premessa che ha spinto l&amp;#039;agenzia Take
a lanciare Esponiamoci, un’iniziativa
che mira a valorizzare la passione per l’arte contemporanea di chi della
creatività ha fatto un mestiere: i pubblicitari.&amp;nbsp; L&amp;#039;operazione ha coinvolto artisti che ricoprono una
posizione professionale in ambito advertising per lanciare un evento in grado
di valorizzare la passione per l’arte contemporanea e la capacità di
concretizzarla in idee e proposte. L&amp;#039;iniziativa
si compone di due momenti. In primis gli artisti-pubblicitari
selezionati in questi giorni hanno l’opportunità di esporre le loro opere
all’interno dello stand di Esponiamoci ad
Affordable Art Fair, la fiera d’arte contemporanea in programma a Milano
dal 7 al 10 marzo. In un secondo
tempo le opere saranno in mostra presso la nuova sede milanese di Take, in occasione dell’inaugurazione degli uffici che
dovrebbe avvenire nella prossima primavera.“Il notevole interesse
suscitato dalla nostra iniziativa e la qualità delle opere ricevute confermano
come l’arte e la creatività possano essere anche uno strumento per incontrarsi,
confrontarsi e magari far nascere nuove forme di collaborazione - spiega Marco Di Marco, Ceo di Take - A
livello più generale, la creatività credo sia uno dei punti di forza
dell’Italia e ritengo si debba investire molto sulla nostra capacità di
‘produrre bellezza’, che da sempre ci contraddistingue”. </description>
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        <dc:date>2013-03-07T00:00:00+01:00</dc:date>
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        <title>Women: a Recipe for Crisis</title>
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        <description>Via Sarfatti 25 dedica la cover-story del numero di marzo all&amp;#039;agenda delle donne. Non scrive &amp;#039;di&amp;#039; donne, ma le fa scrivere, sono infatti le stesse docenti dell&amp;#039;ateneo a raccontare in dieci punti l&amp;#039;Italia di oggi.Rosanna Taricone, direttore del Cergas, centro di ricerche sulla gestione dell&amp;#039;assistenza sanitaria e social della Bocconi, pone l&amp;#039;accento sull&amp;#039;importante tematica della salute: il sistema sanitario si prende una cospicua parte dei soldi che versiamo, restituendoci fin troppo spesso servizi non all&amp;#039;altezza della situazione. Un nuovo sistema è necessario, sia da parte delle autorità, ma anche da parte dei cittadini, veri beneficiari di un sano sistema sanitario. Un sistema incapace rispetto al valore italiano è anche quello che denuncia Magda Antonioli, direttore del Master in economia del turismo. In questa chiave, sviluppare l&amp;#039;organizzazione, &quot;organizzare un sistema organizzativo tra poli culturali, una sorta di network capace di sviluppare una competitività di sistema&quot; sarebbe la soluzione.Il tema dell&amp;#039;immigrazione è affrontato da Alessandra Fogli, associate professor presso il dipartimento di economia. La proposta della bocconiana è quella di introdurre &quot;anche in Italia lo ius soli, ovvero concedere la cittadinanza ai figli dei cittadini stranieri nati in Italia, perchè oggi il paese ha bisogno di forze nuove, giovani, ancora immuni da localismi e favoritismi&quot;. Antonella Trigari, anche lei associate professor presso il dipartimento di economia bocconiano, vede nella più equa divisione del congedo parentale, in caso di figli in arrivo, la chiave per aumentare l&amp;#039;occupazione femminile, che purtroppo, nel nostro paese, fa registrare numeri piuttosto bassi. Anche Paola Profeta, professore associato di economia pubblica, pone l&amp;#039;accento sulle pari opportunità, da introdurre prima di tutto nel mercato del lavoro; un passo mentale più che economico, perchè &quot;finchè una vera cultura delle parità di genere non entrerà nel dna di istituzioni e persone, i passi avanti non saranno mai abbastanza&quot;. Federica Bandini, direttore del Master NP&amp;amp;Coop della SDA Bocconi, chiede più riconoscimento al Non Profit, &quot;non un costo per il paese, bensì un sistema che offre servizi di interesse pubblico e collettivo in maniera efficiente ed efficace&quot;. Come? &quot;Primo, aumentando i tetti per detrazioni e deduzioni fiscali per le donazioni. Secondo, adattando la legge Fornero e le leggi sul lavoro a contesti piccoli come quelli del terzo settore. Terzo, con incentivi alla cooperazione internazionale, e quarto, &amp;#039;dando le gambe&amp;#039; all&amp;#039;impresa sociale&quot;. &quot;Il patrimonio culturale è la vera risorsa del nostro paese&quot;. La vede così Paola Dubini, direttore del centro ASK, Art, Science e Knowledge dell&amp;#039;ateneo milanese, che pone al centro del suo intervento scritto la rivalutazione del nostro patrimonio artistico, meritevole di un più ampio e attento investimento. Il problema dell&amp;#039;energia è invece la chiave per Valentina Bosetti, direttore vicario pro tempore dello Iefe, l&amp;#039;istituto di economia e politica dell&amp;#039;energia e dell&amp;#039;ambiente bocconiano. &quot;Bisogna tassare quella sporca&quot;, per un maggior incasso da parte dello stato, ma soprattutto per incentivare le aziende ad attuare politiche green e ad utilizzare energie rinnovabili. Una politica più a sostegno delle PMI è invece l&amp;#039;appello al nuovo governo di Marina Puricelli, team leader piattaforma PMI e family business della SDA Bocconi: &quot;a volersi accontentare, basterebbe che il nuovo governo lasciasse lavorare i piccoli e micro imprenditori, facendo una politica industriale che parta dalla conoscenza di queste realtà e tenga conto delle loro esigenze&quot;. Infine, Paola Cillo ed Emanuela Prandelli, professori associati presso il dipartimento di management e tecnologia Bocconi, professano un maggiore sostegno a idee e innovazione. &quot;Oggi abbiamo cominciato a riconoscere nell&amp;#039;innovazione una leva fondamentale per riuscire a sopravvivere in tempo di crisi&quot;. Un&amp;#039;innovazione che deve essere premiata anche in tempi bui, perchè, si sa, è nei momenti peggiori che l&amp;#039;uomo da prova di sè.</description>
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        <dc:date>2013-03-04T00:00:00+01:00</dc:date>
        <dc:source>MyMarketing.Net</dc:source>
        <dc:creator>Delegazione Puglia AISM</dc:creator>
        <title>Marketing territoriale al bando</title>
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        <description>Se per marketing territoriale si intende &amp;#039;l’insieme delle azioni collettive poste in atto per attirare in uno specifico territorio nuove attività economiche e produttive, favorire lo sviluppo delle imprese locali e promuovere un’immagine favorevole&amp;#039; (L. Textier, J.P. Valle, &amp;#039;Le marketing territorial et ses enjeux&amp;#039; Revue Francaise de Gestion1992), la Regione Puglia può essere considerata un mirabile esempio in tal senso. Nell’area meridionale della penisola, il brand Puglia è infatti sinonimo di sviluppo turistico e di sviluppo economico, grazie agli interventi regionali degli ultimi anni che l’hanno portata alla ribalta dello scenario nazionale e internazionale soprattutto grazie alla costruzione di un efficiente modello mediatico di promozione del territorio (dal portale turistico regionale www.viaggiareinpuglia.it alla piattaforma www.pugliaevents.it) e ai numerosi bandi per favorire le start up imprenditoriali giovanili, molte delle quali sono poi divenute imprese di successo.Il comune denominatore è quindi il rilancio dell’impresa nel territorio, indipendentemente dal suo settore di appartenenza, in particolare delle PMI che costituiscono risorsa preziosa e che sono messe in ginocchio dal particolare momento storico-economico. Fa specie dunque osservare che una linea di mero assistenzialismo volto solo ad alimentare demagogie di breve periodo e del tutto inefficace nella generazione di valore sul medio e lungo tempo sia predominante nella pubblicazione di bandi e nell’esercizio di varie azioni di sviluppo. Ultimo esempio è quello per &amp;#039;Interventi a favore delle PMI nel settore del commercio&amp;#039; i cui termini per&amp;nbsp; la presentazione delle domande di ammissione al finanziamento si aprono oggi. Un bando che prevede una disponibilità di risorse pari a&amp;nbsp; € 6.579.387,24 di cui € 1.000.000,00 riservati a interventi presentati da associazioni di imprese. La relativa lettura riserva stile e contenuti rivelatori che lasciano perplessi i potenziali partecipanti: alcuni paragrafi denotano mancanza di chiarezza espositiva o l’intento di sostenere realtà che sono fuori mercato o incapaci di reggere il passo per incapacità gestionale, per deficit di conoscenze dei flussi economici e degli stili di acquisto e di consumo.Di seguito alcuni esempi:1) infrastrutture specifiche aziendali (sic!);2) acquisizione di software e infrastrutture destinati alla creazione di siti e-commerce e che consentano la gestione completa di una transazione o di un ordine fino alla gestione del pagamento (eppure i servizi di pagamento online per ragioni di sicurezza sono per lo più assicurati da colossi del settore in grado di garantire venditore e consumatore mettendoli al riparo dal ‘borseggio elettronico’);3) per i progetti di e-commerce sono ammesse le spese per l’acquisto di strumenti e programmi per la gestione dei pagamenti e servizi logistici connessi alle infrastrutture informatiche e spese per l’acquisto di software specifici per la gestione delle varie transazioni on-line e per i sistemi di sicurezza della connessione di rete (vale la medesima considerazione del punto precedente);4) progetti di promozione e comunicazione limitatamente ai programmi presentati dalle associazioni di cui all’articolo 3.1, lettera d) (riservati cioè alle sole Associazioni di impresa). Molto altro si potrebbe (e si potrà) aggiungere per commentare un testo che appare debole nella sua prospettiva di sviluppo, fragile nel suo impianto, fuori frequenza nella sintonia tra prodotto e mercato giacché punta a una dotazione degli strumenti (alcuni dei quali già disponibili gratuitamente con i software open source). Spiace constatare che nulla cambia così nella cultura di sostegno all’impresa che ancora non tiene in alcun conto un autentico orientamento al mercato (nessun riferimento a ricerche a monte per capire l’utilità del commercio elettronico per un esercizio di vicinato, o attività di SEM e SEO e altre attività di web marketing che consentano ai beneficiari di ottenere traffico e fare business piuttosto che dotarsi di costosi soprammobili). L’AISM pugliese ha preso l’impegno di favorire la diffusione e la crescita di una vera cultura di marketing che smascheri incompetenze e privilegi e aiuti le imprese a comprendere che i tempi consentono l’affermazione delle attività economiche solo transitando attraverso il fiuto imprenditoriale e le conoscenze manageriali. Il resto è spreco che, al Sud in particolare, nessuno può più permettersi. Per scaricare la versione integrale del bando clicca qui.Delegazione Puglia AISMwww.aism.org email: delegazione.puglia@aism.org</description>
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        <dc:date>2013-02-28T00:00:00+01:00</dc:date>
        <dc:source>MyMarketing.Net</dc:source>
        <title>i&amp;deg;change, un concorso per l&amp;#039;ambiente</title>
        <link>http://www.mymarketing.net/index.php?art_id=2445</link>
        <description>E&amp;#039; partito il 1° marzo &quot;i°change&quot;, concorso globale per i cambiamenti climatici. Il progetto è stato presentato il giorno coclusivo della fashion week 
milanese: sul palco dell&amp;#039;importante appuntamento è stata infatti annunciata, sotto la 
supervisione del ministro dell&amp;#039;ambiente Corrado Clini, la partnership 
tra la Camera Nazionale della Moda Italiana (che vede in Mario Boselli 
il suo presidente) e Connect4Climate, l’iniziativa di 
cooperazione globale sulle tematiche inerenti comunicazione e 
cambiamenti climatici, promossa da World Bank, Ministero dell’Ambiente e
 GEF Global Environment Facility.&amp;nbsp; In particolare il concorso mira a coivolgere studenti delle università e delle scuole di comunicazione di tutto il mondo: per vincere il contest è sufficiente realizzare un video di 30&amp;#039;&amp;#039; che abbia, come tematica principale, i cambiamenti climatici. Il video vincitore diventerà lo spot principale di Connect4Climate, riceverà riconoscimenti di alto livello durante tutti i suoi principali eventi, e sarà promosso in modo prominente sulle proprie piattaforme di social media. I vincitori riceveranno inltre un riconoscimento ufficiale durante il GrandPrix Advertising Strategies che si terrà a Milano a maggio 2013. Il progetto è stato lanciato da TVN Media Group in collaborazione con C4C e i principali media network e le istituzioni 
accademiche che si occupano di comunicazione. Connect4Climate è nato nel settembre 2011&amp;nbsp; con l’obiettivo di incrementare la consapevolezza riguardo alle cause e alle conseguenze dei cambiamenti climatici attraverso attività di comunicazione, supporto operativo, sensibilizzazione e capacity building. Il progetto è cresciuto nel tempo ed è diventato oggi il programma in cui integrare le attività della Banca Mondiale nel settore della comunicazione sui cambiamenti climatici. Tra i risultati di maggior rilievo raggiunti finora dall’iniziativa figurano la realizzazione di numerosi eventi, un network Facebook di oltre 360.000 utenti, la creazione di una comunità globale che comprende più di 140 organizzazioni tra cui agenzie delle Nazione Unite, università (Luiss, Yale, MIT ecc), organizzazioni non governative e settore privato, ed il recente evento ”Connecting for Climate: Technology, Creativity and Action” svoltosi nel giugno del 2012 presso il Newseum di Washington ed organizzato in partnership con MTV e Global Environment Facility.Maggiori informazioni sul concorso &amp;#039;i°change&amp;#039; sono disponibili qui.</description>
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