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Pubblicato: 12 Febbraio 2014

Italia quinta per il suo ‘Made In’

L'Italia ha il quinto 'Made In' in assoluto: lo svela la classifica stilata da FutureBrand, società di consulenza globale del Gruppo Interpublic, in occasione di uno studio che ha indagato la reputazione che i Paesi hanno nel vissuto dei consumatori di tutto il mondo. Il report di FutureBrand 'Made In', realizzato prendendo in esame 140 Paesi, premia la solida reputazione dei paesi esaminati  grazie al punteggio ottenuto nelle sei categorie di prodotto prese in esame: Fashion, Personal Care & Beauty, Food & Beverage, Automotive, Electronic Goods e Luxury.

Alle spalle degli Stati Uniti, primi classificati grazie alla solidissima reputazione della produzione interna, troviamo Francia, Germania, Giappone e Italia e altri quindici Paesi ancora. Da otto anni, FutureBrand pubblica uno studio dedicato al branding applicato ai Paesi (CBI – Country Brand Index), che stila la classifica dei Paesi in base alla loro forza ed efficacia nel proporsi come marchi. Nell’ultima edizione del CBI (novembre 2012), l’Italia occupava il 15° posto, dunque il 5° posto assoluto ottenuto nella classifica 'Made In' testimonia il valore strategico del concetto di 'Paese di origine' nella sua immagine di marca e dei suoi prodotti. Se gli USA ottengono il massimo punteggio nelle categorie Fashion e Personal Care & Beauty, la Francia vince nella categoria Food&Beverage e si posiziona seconda nella categoria Luxury. La Germania primeggia nella categoria Automotive ed è terza per gli Electronic Goods. Il Giappone è primo per l’elettronica e va forte anche nel settore automobilistico. L’Italia ottiene punti soprattutto in tre categorie: Food&Beverage, Fashion e Luxury, è quarta nella categoria Automotive, mentre si posiziona settima nella categoria Personal Care & Beauty ed è decisamente in basso alla classifica in quanto appeal dei suoi prodotti di Elettronica.  “Il nostro auspicio è che questo studio sul concetto di ‘Made In'” spiega Alessandra Iovinella, Managing Director FutureBrand Italia, “com’è ormai per il Country Brand Index, venga utilizzato come strumento per approfondire la conoscenza di come i brand vengono ‘letti’ e interpretati dai consumatori di tutto il mondo e ricavare insight utili a raffinare le strategie di comunicazione da mettere in atto.”

Dando uno sguardo ravvicinato alle perfomance dell’Italia nelle 6 categorie, si scopre che i brand italiani del Food&Beverage devono cedere il primo posto ai brand francesi, probabilmente perché in base alle opinioni degli intervistati questi ultimi, specie nel settore dei vini, esercitano un richiamo maggiore. Tuttavia, la seconda posizione dell’Italia in questa categoria costituisce una conferma di quanto da 8 anni il Country Brand Index sostiene, e cioè che sul cibo e l’esperienza che se ne ha, l’Italia è il benchmark mondiale. L’Italia è nuovamente seconda, questa volta alle spalle degli Stati Uniti, nella categoria Fashion, ma davanti alla Francia. La lettura di questo dato si spiega con la presenza massiccia di big brand americani nel segmento high-street e high-end della moda (Gap, Nike, Donna Karan, Calvin Klein etc), citati spontaneamente dagli intervistati. Nella categoria Luxury, l’Italia con i suoi numerosi brand si posiziona terza, alle spalle di Francia e Svizzera. Il primo posto della Svizzera in questa categoria è data dalla presenza di brand svizzeri che hanno saputo rafforzare il concetto di lusso trasversalmente a diversi segmenti di mercato, pensiamo all’orologeria con Rolex, Omega, Longines, Tag Heuer, Vacheron Constantin, al caffè con Nespresso, alla cosmesi con La Prairie, i sigari con Davidoff, la gioielleria con Chopard. Nel settore dell’Automotive l’Italia è quarta, un buon risultato che la pone dietro a USA, Germania e Giappone. Nella categoria Personal Care & Beauty il nostro Paese è 7° e 10° nella categoria Electronic Goods dove tradizionalmente non vantiamo brand forti e riconosciuti. “Mi pare un buon risultato per l'Italia” aggiunge Silvia Barbieri, Head of Strategy di FutureBrand Italia. “Userei questo strumento per guardare avanti e avere una prima indicazione delle potenzialità che potrebbero ancora crescere. Per esempio, credo che abbiamo la sostanza e la forza potenziale di superare la Francia nel Food&Beverage e di attaccare insieme alla Francia il primato della Svizzera nel lusso. Nelle altre categorie ritengo che l’Italia occupi una posizione che rispecchia le sue forze”.

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