Pubblicato: 27 dicembre 2017

Gli italiani e l’immigrazione, tra timori e accoglienza

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Immigrati sì, immigrati no. In occasione della giornata internazionale dei diritti dei migranti che celebrata il 18 dicembre, Doxa passa al setaccio l’atteggiamento degli italiani nei confronti del fenomeno “immigrazione” scoprendo che quasi 8 connazionali su 10 sono “molto o abbastanza preoccupati”. Con differenze pressoché nulle tra le diverse aree geografiche o, ancora, tra città grandi, centri medi e piccoli comuni. L’unica categoria in cui si registra un livello inferiore di preoccupazione è quella rappresentata da chi ha una scolarità elevata (laureati): 64%, contro una media nazionale del 78%.

 

  1. Sì all’accoglienza
  2. Profughi, immigrati regolari e clandestini
  3. Questione di sicurezza

 

 


Sì all’accoglienza

Ma lo spirito d’accoglienza non è in discussione: per 7 italiani su 10 chi scappa da guerre e terrorismo “va accolto”. E nelle grandi città, sopra i 100 mila abitanti, la percentuale dei favorevoli sale al 75%. Non solo. È curioso notare come alla domanda su un eventuale ordine del Prefetto di ospitare dei migranti nel proprio quartiere, il livello di preoccupazione scende al 45% su base nazionale. Anche in questo caso, molto più “aperti ad ospitarli” risultano i laureati (26% di tasso di preoccupazione), ma anche i giovani (41% i “preoccupati” under 35) e i residenti nelle grandi città (40% nei centri con oltre 100.000 abitanti, contro il 48% dei piccoli comuni fino a 10.000). Che lo spauracchio nei confronti di chi viene da lontano sia legato a un luogo comune?

 


Profughi, immigrati regolari e clandestini

Per l’80% degli italiani va fatta una netta distinzione tra profughi e immigrati regolari (da una parte) e clandestini (dall’altra). Con un picco dell’87% tra i residenti delle regioni del Nord-Est. E ancora: per il 44% dei connazionali “gli immigrati rappresentano una risorsa per il nostro Paese”. Una convinzione che pervade il 49% degli intervistati tra i 35 e i 54 anni d’età ossia la fetta più ampia della popolazione attiva italiana. Curioso? A quanto pare no. Risulta infatti piuttosto contenuta l’idea secondo cui gli immigrati rappresentano una minaccia per l’occupazione. A pensarlo è meno di un italiano su tre. Con una differenza però piuttosto marcata tra Centro/Nord e Sud+Isole (30% vs. 39%).

 


Questione di sicurezza

A conti fatti il vero tasto dolente per gli italiani sul tema immigrazione risulta essere la questione sicurezza. Il problema più sentito su scala nazionale infatti è quello relativo all’ordine pubblico con il 60% del totale intervistati «molto o abbastanza preoccupato». Solo i 15-34enni sembrano avvertire meno tale timore: in quella fascia d’età la preoccupazione scende al 50%. Mentre tra i 35-54enni il livello d’allarme sale al 64%. I più preoccupati sul fronte sicurezza sono gli abitanti del Nord-Est con un picco del 69%. E quelli dei centri urbani di taglia «media» ossia dai 10.000 ai 100.000 abitanti: 66%. Mediamente elevato infine risulta essere il livello di preoccupazione circa la diffusione di malattie dettata dalla presenza degli immigrati sul nostro territorio: la teme il 49% del campione, con forti differenze fra gli intervistati con laurea (25%) e quelli con licenza media inferiore (60%).

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