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Pubblicato: 26 Ottobre 2017

A scuola di coding

Coding, scuola

La scuola non è più quella di una volta. Per forza di cose, con il passare degli anni anche il sistema scolastico deve imparare a evolversi, ad aggiornarsi. Il digitale ha dato la sua impronta anche lì, essendo diventato ormai necessario per il mondo di oggi e di domani; e in questo senso il sistema scolastico deve dare ai proprio alunni, anche ai più piccoli, gli strumenti per riuscire a integrarsi al meglio.

Proprio per questo le basi del coding sono entrate a far parte delle nozioni insegnate a scuola, soprattutto tra i più piccoli; come nel nuovo progetto lanciato da Clementoni, per i 50 anni del suo famoso Sapientino, nel suo protocollo d’intesa con il MIUR e con l’Università La Sapienza di Roma, grazie al quale scuole, ragazzi e insegnanti di un po’ tutta Italia hanno beneficiato della nuova generazione di robot Sapientino. I risultati di questo progetto sono stati presentati ieri a Milano.

 

  1. 50 anni di Sapientino
  2. Il MIUR e il protocollo d’intesa
  3. I risultati del progetto

 

50 anni di Sapientino

I 50 di una delle linee di giocattoli più famose in Italia li ha raccontati Giovanni Clementoni, AD e figlio di Mario Clementoni. “I 50 anni che compie Sapientino sono l’occasione perfetta per ripercorrere la storia della nostra azienda. Mio padre ha rivoluzionato il mercato del gioco vedendo quest’ultimo non solo sotto l’aspetto morfologico, come un qualcosa di unicamente ludico, ma anche come un contenitore di strumenti didattici che aiutano la crescita del bambino. Sapientino è proprio questo, non un giocattolo definito in quanto tale ma un “contenitore”; e ormai dal 1967 portiamo avanti questa filosofia. Azienda in questi anni ha declinato poi questi aspetti in tutti i suoi prodotti, cercando il massimo equilibrio tra l’aspetto ludico e quello didattico”.

“I bambini di oggi affrontano materie nuove rispetto a quelle canoniche” continua l’AD, “quelle di anche solo pochi anni fa. L’obiettivo di Sapientino è quello di interpretare il ruolo di media, attraverso cui molti aspetti didattici possono entrare nella vita dei più piccoli. Obiettivo è anche quello di approfondire argomenti innovativi, come il coding, una materia che è diventata di primaria importanza all’interno del mondo scolastico”.

“In questo senso, da una parte esiste l’esigenza di un nostro approccio scientifico, assolutamente necessario in questo contesto; dall’altra abbiamo il dovere di assolvere certi compiti nei confronti dei consumatori e della nostra azienda. Tutto ciò sfocia in questo protocollo di intesa con il MIUR, maturato con un progetto di ricerca con l’Università La Sapienza di Roma, che ha indagato come i prodotti Sapientino impattino sulle conoscenze dei ragazzi”.

Coding, scuola

Il MIUR e il protocollo d’intesa

La naturale evoluzione della filosofia di Clementoni è sfociata nel protocollo d’intesa “Per la promozione dello sviluppo delle competenze digitali e della diffusione della didattica digitale”, siglato con il MIUR e coadiuvato, soprattutto per la parte di ricerca e raccolta dei risultati, dall’Università La Sapienza di Roma. Il Protocollo è nato nell’ambito del Piano Nazionale per la Scuola Digitale, il programma strategico discusso dal 2007 e messo in atto dal MIUR a partire dal 2015, indirizzato all’innovazione della scuola italiana e a un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale.

Il progetto di studio condotto da Clementoni e MIUR ha messo a disposizione di 58 Istituti Comprensivi e 3 associazioni educative appartenenti a 12 regioni italiane il Robottino educativo parlante DOC e altri strumenti a esso legati, per supportare gli insegnanti nell’attività didattica, trasmettendo agli alunni (2.911 in tutto, di età compresa tra i 5 e gli 8 anni, con 58 classi prime, 51 seconde, 7 terze, 1 quarta e 38 sezioni di scuola dell’infanzia) i rudimenti del coding. Per condurre un progetto di ricerca dalla provata validità scientifica, Clementoni ha coinvolto un team di ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale “A. Ruberti” dell’Università La Sapienza di Roma, affinché seguisse e analizzasse l’attività nelle sue varie fasi, entrando nelle scuole.

Coding, scuola

I risultati del progetto

“La nostra ricerca ha cercato di capire come l’uso dei robot in ambito scolastico” ha affermato Luca Iocchi del dipartimento di ingegneria informatica, automatica e gestionale dell’ateneo”. Tutti i dati sono resi molto significativi grazie all’estensione dei numeri resi possibili da Clementoni: hanno partecipato allo studio, infatti, quasi 3000 bambini di 60 istituti, 163 insegnanti e 600 robot”. L’obiettivo del progetto è stato quello di indagare l’importanza dell’introduzione del coding per favorire lo sviluppo di competenze fondamentali (legate a orientamento, lateralità, colori, logica, capacità di narrazione) nella scuola dell’infanzia; e per migliorare il consolidamento di concetti base di discipline curricolari nelle classi di I, II e III elementare.

Nello specifico, ai bambini di 5-6 anni è stato fornito un questionario con domande di logica, orientamento nello spazio o legate a concetti prescolari quale la distinzione destra/sinistra, mentre agli studenti in età scolare sono stati somministrati tre questionari divisi per discipline (matematica, geometria, geografia). Il Robottino educativo parlante DOC svolgeva il ruolo di alleato degli studenti per la risoluzione dei quesiti. Il processo di ricerca è stato supportato dalla produzione di materiale didattico (e un vero e proprio tutorial online) per gli insegnanti e per gli animatori digitali, così da facilitarli nell’utilizzo più adeguato del robottino DOC.

Coding, scuola

Il team di ricercatori della Sapienza ha preso parte ai primi test in aula e ha prodotto un bilancio delle competenze, in entrata e in uscita, degli alunni che hanno partecipato allo studio e anche del feedback da parte degli insegnanti. I ricercatori hanno confrontato i punteggi ottenuti dagli alunni nelle varie discipline senza il supporto di DOC e quelli ottenuti con il supporto di DOC. Il bilancio finale dei test è decisamente positivo: è stato rilevato infatti che, su 38 domande dispensate, ben il 76% ha ottenuto un punteggio finale migliore di quello iniziale e, inoltre, la percentuale di studenti che hanno ottenuto il punteggio massimo è aumentata, passando dal 19% al 25% per i questionari di Matematica I e dal 17% al 25% per quelli di Matematica II. Tali risultati supportano la “doppia natura” di DOC, un giocattolo che costituisce anche un valido sostegno per il bambino nell’apprendimento di competenze fondamentali e nello studio delle materie scolastiche principali.

I 163 insegnanti intervistati in merito all’uso del robot in classe hanno dichiarato che l’esperienza del progetto ha permesso loro di scoprire un nuovo strumento, che hanno valutato positivamente perché pratico e semplice da usare, oltre che accessibile.
Gli insegnanti hanno potuto disporre anche di una piattaforma digitale contenente video tutorial e informazioni legate all’uso del robottino, utili per fornire idee sul suo utilizzo e raggiungere obiettivi formativi. In più, l’immersione nel progetto e l’usabilità di DOC hanno permesso a tutti gli insegnanti, anche ai non esperti di tecnologia (che hanno fruito di un corso di formazione ad hoc nei test preliminari della ricerca), di avere un primo approccio facilitato al coding.

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