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AirPlus Travel Management Study: emerge un cauto ottimismo

AirPlus Travel Management Study: emerge un cauto ottimismo

AirPlus Travel Management Study, la ricerca annuale sullo stato dei viaggi d’affari condotta da AirPlus International, quest’anno ha coinvolto circa 1.000 travel manager e oltre 2.200 viaggiatori d’affari in 24 Paesi: dalle risposte emerge il cauto ottimismo con cui gli intervistati guardano al 2017: il 33% dei travel manager nel mondo prevede infatti una crescita nel volume delle missioni rispetto all’anno precedente, mentre solo il 10% teme possa esserci una contrazione. I travel manager italiani hanno una visione ancor più positiva per l’anno in corso: il 37% si attende un aumento dei viaggi, mentre la percentuale di chi prevede una riduzione si ferma al 2%. Il 60% ritiene che non ci saranno variazioni.

La trasformazione digitale in atto sta investendo tutti i settori aziendali determinando nuove opportunità: anche il settore dei pagamenti assiste all’emergere di nuovi strumenti e nuovi provider. Per quanto riguarda i pagamenti effettuati prima della trasferta, lo strumento più utilizzato resta il bonifico, scelto in Europa dal 51% dei travel manager e in Italia dal 42% (41% a livello globale). Assistiamo però anche alla rapida crescita di modalità più moderne: si tratta nello specifico delle carte lodge (carte aziendali ad addebito centralizzato) e delle carte di credito virtuali. Dalla ricerca emerge come in Italia la loro adozione abbia registrato un importante incremento rispetto alla media europea e addirittura mondiale: le carte lodge sono utilizzate dal 40% dei travel manager intervistati italiani contro il 28% di quelli europei e il 23% a livello globale. Le carte di credito virtuali vengono invece scelte dal 28% dei nostri travel manager, mentre sono il 14% gli intervistati europei e l’11% quelli mondiali a farne uso.

Nel pagamento delle spese on-trip gli strumenti più in uso sono invece le carte di credito aziendali, scelte nel 71% dei casi a livello europeo (e nell’83% dei casi in Italia). Seguono i contanti, di cui fa uso il 42% dei travel manager in Europa e il 47% in Italia (45% a livello mondiale), e le carte personali dei viaggiatori, indicate come opzione percorribile dal 50% dei travel manager europei (38% in Italia e 45% a livello mondo). Nel caso del contante – il cui utilizzo da parte dei viaggiatori è persino cresciuto rispetto all’anno precedente segnando un +7% sia a livello europeo che globale e un +3% in Italia – le preferenze potrebbero essere imputabili all’aumento di trasferte in luoghi remoti, dove si teme che le carte non vengano accettate e alla paura di non disporre di un plafond sufficiente.

Nonostante le complessità di gestione e la scarsa sicurezza che lo caratterizza, l’anticipo di contante resta infatti una pratica diffusa anche per i travel manager. Solo il 38% degli intervistati (il 33% in Italia, il 44% in Europa) afferma che la propria azienda non anticipa più contante per i viaggi d’affari.

Uno dei dati più evidenti che emerge dal confronto con quelli dell’anno precedente riguarda la rapida crescita delle carte di credito virtuali, utilizzate allora da meno dell’1% dei travel manager, mentre ora sono l’11%; in Europa la percentuale di coloro che dichiarano di farne uso sale a ben il 14%. Il balzo di oltre 10 punti percentuali in un solo anno indica chiaramente il grande potenziale di questi strumenti: la possibilità di controllare nel dettaglio le modalità di utilizzo di ogni numero di carta (53%), la sicurezza (49%) e la facilità d’uso (51%).

Cresce anche la percentuale di travel manager disposti a utilizzare sistemi di pagamento forniti da provider di nuova generazione come Apple, Google e PayPal: sono ora il 19% al mondo (e il 18% in Italia). Il dato suggerisce che le aziende che spendono di più in viaggi siano maggiormente in sintonia con i viaggiatori, che hanno un’opinione estremamente positiva dei nuovi provider: solo il 14% dei viaggiatori d’affari dichiara di non essere favorevole ad utilizzarne i servizi. In Italia la percentuale dei contrari è ancora più bassa (10%). Le aziende che viaggiano molto puntano quindi alla “consumerizzazione” dei propri programmi, offrendo ai business traveler la possibilità di utilizzare servizi B2C.

Per quanto riguarda i viaggiatori, un altro dato importante che emerge dall’AirPlus Travel Management Study è la loro propensione per il mobile payment: il 44% dei business traveler dichiara di effettuare già pagamenti da dispositivo mobile, anche se la metà di loro lo fa esclusivamente per motivi personali. Sotto questo punto di vista, il mondo corporate si dimostra quindi in ritardo rispetto a quello consumer. Occorre però tenere presente che la diffusione dei pagamenti su dispositivo mobile non è affatto uniforme; esistono anzi differenze macroscopiche tra le varie aree geografiche. Sono le economie emergenti ad avere adottato con maggiore prontezza questa tecnologia e a trainare questo segmento di mercato: vi fanno ricorso il 91% dei viaggiatori cinesi, il 75% degli indiani e il 65% dei brasiliani. L’Europa è più riluttante; qui solo il 28% dei viaggiatori effettua pagamenti da mobile. Gli Italiani, pur essendo lontani dalle percentuali asiatiche e sudamericane, si dimostrano più ricettivi dei cugini europei: il 44% dei viaggiatori nostrani dichiara di effettuare acquisti da mobile.

Pubblicato il 13 aprile 2017

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