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Google acquisisce la divisione smartphone di HTC

Google acquisisce la divisione smartphone di HTC

Ancora Google, ancora un’acquisizione in ambito hardware smartphone. Dopo Motorola, Big G ha annunciato un particolare accordo per l’acquisizione di HTC, o meglio la sua divisione smartphone (quella che ha seguito il colosso americano nella progettazione e nello sviluppo di Pixel). Essenzialmente, Google ha comprato il personale di HTC (duemila dipendenti sui quattromila di HTC), e lo ha fatto per 1,1 miliardi di dollari.

 

“Questi futuri colleghi sono persone fantastiche con cui abbiamo già avuto modo di lavorare per la linea di smartphone Pixel e non vediamo l’ora di vedere cosa potremo fare insieme come team unico”, ha affermato Rick Osterloh, il responsabile dell’hardware di Google; “l’accordo include anche una licenza non esclusiva sulla proprietà intellettuale di HTC”.

  1. Le difficoltà di HTC
  2. Il nuovo vecchio corso mobile di Google
  3. Pixel
  4. HTC continuerà a fare smartphone

 

Le difficoltà di HTC

L’azienda di Taiwan è da diverso tempo in difficoltà economiche. Nonostante le buone vendite del top di gamma U11, HTC ha registrato, nel Q2 del 2017, una perdita netta di 64,23 milioni di dollari. In totale, i primi 6 mesi del 2017 sono stati molto duri: 131,32 i milioni di dollari di perdita netta, con gli utili per azioni calati a 7,8 centesimi di dollari (nel Q2, contro gli 8 del Q1), con un margine lordo sceso al 13,7%. Il gruppo non è stato capace di opporsi in maniera efficace alla crescita esponenziale di Samsung, Apple e dei brand cinesi. Un punto reso ancora più evidente dai lontani dati del 2011/2012, quando HTC era il terzo produttore mondiale di smartphone. Anche per questo si sono rincorse, negli ultimi mesi, continue voci su una possibile acquisizione da parte di un colosso del settore, Google e Samsung su tutti.

 

Il nuovo vecchio corso mobile di Google

Questa è, per Google, la seconda acquisizione all’interno del mondo smartphone. Risale al 2011 l’acquisto, infatti, di Motorola Mobility per una cifra poco inferiore a quella odierna (12,5 miliardi di dollari). “Insieme creeremo una fantastica user experience atta a migliorare l’intero ecosistema Android, a beneficio di tutti i consumatori, partner e sviluppatori ovunque”, dichirava allora il CEO Larry Page. Una storia d’amore iniziata col piede giusto: Motorola subito dopo aprì, sotto la direzione di Big G, una fabbrica americana, in grado di fornire un’importantissima capacità di personalizzazione del suo Moto X. Già a gennaio 2014, però, Google concluse la sua esperienza vendendo il marchio a Lenovo per una piccola parte del prezzo originario (2,91 miliardi). Ora il colosso statunitense sembra deciso a riprovarci.

Google acquisisce Motorola

Pixel

Quella con HTC non è, comunque, una collaborazione recente. Già prima dell’acquisizione di Motorola il nome di Google e quello di HTC erano accostabili sotto la voce “partnership”. L’HTC Dream fu infatti il primo smartphone Android ad essere venduto negli Stati Uniti, e questo accadeva già nel 2008. Nel corso degli anni l’azienda taiwanese avrebbe aiutato moltissimo Google a produrre diversi smartphone, compresi alcuni della linea Nexus. L’acquisizione arriva questo settembre dopo un anno di collaborazione all’insegna del progetto Pixel: dopo l’esperienza Motorola Mobility, infatti, Google per diversi anni ha rinunciato a produrre direttamente smartphone, fino ai prodotti, lanciati l’anno scorso, Pixel e Pixel XL, progettati da Big G e prodotti nelle fabbriche HTC.

Pixel

HTC continuerà a fare smartphone

Nonostante l’acquisizione da parte di Google, HTC continuerà a esistere e a creare i propri smartphone. I soldi versati nelle casse del gruppo Taiwanese serviranno per rimettere in sesto le casse dell’azienda e per riuscire a proseguire le attività, sia sul fronte smartphone (che HTC continuerà a produrre, nonostante l’emigrazione dei talenti verso Google), sia nello sviluppo dei visori per la realtà virtuale, sui quali HTC ha puntato tantissimo negli ultimi anni.

Pubblicato il 25 settembre 2017

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