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Pubblicato: 11 Luglio 2013

Agcom: la società italiana ai tempi della rete

Quanto conta Internet in Italia? Luci e ombre si sovrappongono nel rispondere a questa cruciale domanda, fondamentale per lo sviluppo dei servizi nel nostro paese. Come mostrano i dati esposti direttamente al Parlamento dal presidente di Agcom Angelo Marcello Cardani, che in una lunga relazione fa il punto dello stato di diffusione del web nel bel paese.

Luci e ombre, dunque. I dati dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ci mostrano, infatti, come il nostro paese si posizioni quarto nella non felice classifica di web-analfabeti (37,2% contro una media Europea, relativa ai 27 paesi, del 22,4%). Contemporaneamente il popolo italiano è quello che ha la più alta frequenza d'accesso a Internet (oltre il 91% accede regolarmente ogni giorno, contro la media europea del 79%), e sono ben 38 milioni gli italiani che dichiarano di accedere da qualunque luogo e device. Tuttavia, sostiene il presidente Agcom, l'accesso alla rete non favorisce l'ampia gamma di utilizzo delle attività online. Esiste una doppia velocità nello sviluppo digitale: una (troppo) grossa parte della popolazione è ai margini del web, andando a comporre un quadro multiforme in cui reddito, istruzione ed età fanno da discrimanti principali. Nel 2012 solo il 49% delle famiglie aveva una connessione a banda larga (dato che balza al 71% considerando solo quelle con un minorenne in casa); le classi d'età che più hanno utilizzato Internet nel corso dello scorso anno sono quelle comprese tra i 15 e i 19 anni (il 5% della popolazione); e, sotto i 15 anni, oggi possiamo trovare sulla rete ben 8 milioni di utenti, i cosidetti 'nativi digitali' (13% della popolazione).

La relazione di Cardani ha evidenziato quindi come in pochi anni l'Italia possa passare, anche solo per inerzia, da paese non completamente web-alfabetizzato a completamente digitale. Cosa che, purtroppo, non sono riusciti a fare mercati e politica in questi ultimi anni, complice anche la crisi. Il web potrebbe quindi rivelarsi l'ancora di salvezza per le imprese, grazie alle nuove frontiere dei mercati online e allo sviluppo potenzialmente illimitato dei servizi. “Il web è uno strumento di servizio e scambio di merci, ma anche una piattaforma di comunicazione e interazione sociale in cui si intrecciano diritti individuali (di espressione, all’informazione, alla privacy) con le garanzie proprie di un mezzo di comunicazione di massa (pluralismo, parità di accesso, legalità). Questi aspetti sono di vitale importanza per Agcom, istituzione i cui valori fondanti si basano sull’essere Garante delle comunicazioni” scrive il presidente Agcom nella sua relazione. “Altrettanto importante è l’impatto della rete sulle imprese e le amministrazioni pubbliche, soggetti per i quali l’uso di servizi e applicazioni in rete significano competitività ed efficienza. L’impulso economico della digitalizzazione è importante quanto l’alfabetizzazione e lo sviluppo sociale. Reti a banda larga, ecommunications, ICT mostrano significativi potenziali di sviluppo ed impatto sulla crescita, come ribadito dall’Unione Europea nella strategia per la crescita. La digitalizzazione genera nuovi investimenti e posti di lavoro; la disponibilità di nuove infrastrutture e servizi ICT aumenta efficienza e produttività degli utilizzatori (imprese e pubbliche amministrazioni); Internet veloce stimola lo sviluppo di applicazioni e contenuti, alimentando mercati nuovi”.

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