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Pubblicato: 14 Giugno 2018

I brand più influenti in Italia

Domina, ovviamente, la tecnologia

the most influential brand

“Influenza” e “identità”: due pilastri fondamentali per il mondo delle marche, due concetti chiave attraverso cui oggi si snoda l’amore verso i brand. Lo ha sottolineato a più riprese questa mattina Ipsos, durante la presentazione della classifica 2018 dei “The Most Influential Brands”; ovvero i 100 marchi che nel nostro paese (secondo l’opinione di otlre 4mila persone) sono in grado di influenzare le nostre vite.

Questa edizione ha voluto porre l’accento proprio sui concetti di influenza e identità per capire in che modo il brand può rafforzare la propria influenza permettendo ai propri clienti, utenti e consumatori di rappresentare ed esprimere la propria identità. Un tema, quello dell’identità, che sta assumendo un ruolo sempre più determinante per orientare le scelte di consumo. Il consumatore contemporaneo, senza più i forti valori di appartenenza tradizionali, trova nelle marche un nuovo elemento d’identificazione e, in alcuni casi, un vero e proprio facilitatore e alleato nella vita di tutti i giorni. Sono i brand capaci di mettere al centro l’individuo e di rifletterne i valori, quelli che, più di altri, sono anche in grado di ispirarne le scelte.

 

  1. I fattori chiave
  2. Un rapporto paritario
  3. La classifica


I fattori chiave

Cinque, secondo Ipsos, sono i fattori chiave che determinano l’influenza di una marca sulla vita quotidiana dei consumatori: l’engagement (coinvolgimento); la leading edge (innovazione, capacità di far tendenza); la trustworthy (fiducia, affidabilità); la corporate citizenship (impegno e ruolo sociale); e la presence (presenza).

“È importante capire, presi d’esempio questi valori, come le marche possano riuscire a influenzare i consumatori, e come possano riuscire a costruire una relazione solida con questi” afferma in apertura Nicola Neri, AD di Ipsos. “Con la ricerca di quest’anno ci siamo concentrati all’influenza legata all’identità, sia quella strettamente di marca, che quella che i consumatori possono esprimere attraverso le scelte fatte ogni giorno. I brand hanno quindi due strade: o avere una propria identità precisa, definita, oppure essere dei veri e propri contenitori, un modo per dare la possibilità agli affezionati di esprimere se stessi attraerso il marchio”.

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Un rapporto paritario

L’importanza fondamentale per l’azienda di saper creare un rapporto identitario con i consumatori è pienamente confermato dal ranking 2018 dello studio The Most Influential Brands. Se guardiamo la classifica da questa prospettiva, notiamo che spiccano le realtà che offrono servizi il più possibile personalizzati e/o personalizzabili e che danno alle persone ampia libertà di scelta, rispondendo in modo rapido e puntuale ai loro bisogni.

“Essere influenti significa essere scelti, perché noi compriamo marchi che riflettono i nostri valori” ricorda Andrea Fagnoni, Head of Connect Italia del gruppo. “E questo non è assolutamente un passaggio banale, così come non è facile riuscire a essere rilevanti per le persone. I brand che riteniamo influenti lo sono per due principali caratteristiche: “cambiano”, sia loro stessi che noi; e “sono”, hanno un significato per chi li guarda, sono importanti per le esperienze che il consumatore fa ogni giorno. D’altronde, abbiamo scoperto come il 66% degli acquisti fatti verso i brand riflettono i loro valori, e come il per il 62% dei consumatori le marche di cui questi si fidano sono, per loro, importanti”.

 


La classifica

 

La top ten

Se si ragiona in termini di servizi e di capacità di soddisfare velocemente le esigenze, ecco che al primo posto della classifica 2018 compare Amazon; l’online retail divenuto parte integrante delle abitudini di acquisto per molti che, per la prima volta, spodesta il primato di Google. Seguono Whatsapp; Paypal (per la prima volta in top10); Facebook, Apple; Microsoft e YouTube; e chiudono Samsung e IKEA.

Due le new entry nella Top 10 2018: PayPal al quarto posto e IKEA al decimo. La società di pagamento digitale dal non aver mai fatto parte della classifica, entra con forza nel ranking, segno probabile di quanto la facilitazione dei processi quotidiani sia valore oltremodo determinante dell’influenza delle marche. IKEA, invece, si attesta come unico brand non tech e non di servizi che riesce a raggiungere per la prima volta la Top 10. Il colosso svedese si dimostra ancora una volta maestro nello storytelling incentrato sulla libertà di scelta che diventa espressione della propria identità.

 

the most influential brand

 

Il comparto food

Fuori dai dieci, per la prima volta, tutte le aziende del comparto Food che rimangono comunque nei posti alti della classifica generale grazie al grande valore che in Italia si attribuisce ancora al settore alimentare e la capacità di tali brand, si pensi a Nutella, Parmigiano Reggiano, Ferrero, Barilla, Grana Padano, nell’aver costruito negli anni un forte legame identitario (e nazionale) con i consumatori. Non a caso questi brand performano in maniera molto alta sulle dimensioni del Trustworthy (fiducia e affidabilità) e della Corporate Citizenship (impegno e ruolo sociale).

 

Il mondo dell’entertainment

Il mondo dell’Entertainment merita una riflessione a parte perché emblema di come stia cambiando in maniera radicale il modo di fruizione da parte dei consumatori. Finita ormai l’era dei palinsesti fissi, il settore tv e dei nuovi servizi ad esso collegati è in continua evoluzione, impegnato in maniera quasi spasmodica nell’offrire un servizio il più possibile personalizzato, ampio, esclusivo e disponibile in qualsiasi momento. Simbolo di queste rapide trasformazioni e della capacità di rispondere puntale alle esigenze dell’utente è la scesa in campo di Netflix che, nel giro di un solo anno, ottiene un avanzamento da record: se nella classifica 2017 il famoso portale di streaming era all’ottantesima posizione, nel 2018 si attesta al 26°. Un balzo in avanti di ben 60 posizioni che non fa altro che sottolineare “l’affaticamento” delle reti tradizionali a tenere il passo. Un’altra crescita significativa, sempre restando nel settore del consumo di entertainment, è quella di Spotify, piattaforma streaming musicale che registra un salto in avanti di quasi 30 posizioni rispetto al 2017.

 

I social network e la Gen Z

Ci sono infine i social network che dopo aver cambiato in maniera così profonda e netta il modo di comunicare, confrontarsi e informarsi si relazionano in maniera del tutto nuova alle generazioni più giovani. Se si osserva la classifica The Most Influential Brands 2018 in base alle fasce di età, emerge in maniera inequivocabile come i più giovani (la cosiddetta generazione Z, tra i 15 e i 22 anni) seguano decisamente altre logiche. La GenZ è infatti la prima ad essere cresciuta con i social e la classifica lo rispecchia. Tra i giovannismi Whatsapp è al primo posto, Amazon solo al terzo, dopo Google, Facebook scende al quinto, mentre compare con forza Instagram, social network non presente nella Top 10 delle altre fasce di età prese in considerazione. Ed è proprio il social network delle immagini per eccellenza che registra un notevole salto in avanti passando dal 33° posto della classifica generale alla sesta posizione nella classifica della GenZ, confermandosi uno dei i social network preferiti tra i giovanissimi.

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