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Pubblicato: 26 Ottobre 2018

#BreadstickDay: per 7 italiani su 10 i grissini sono un must have

I risultati dell'indagine promossa da Espresso Communication per Vitavigor

grissini

Nata negli Stati Uniti, la Giornata del Grissino celebra tradizione e gusto di questo prodotto tipico della cucina italiana nato tra il XXIV e il XXVII secolo. Una prelibatezza famosa nel mondo le cui proprietà sono promosse da professori e nutrizionisti. Amati dai vip e proposti da chef stellati e food blogger, i grissini non possono mancare a tavola per il 68% degli italiani, soprattutto durante aperitivi (79%) e cene (76%) abbinati a salumi (81%) e formaggi (69%).

È quanto emerge da un’indagine promossa da Espresso Communication per Vitavigor, storico marchio dei grissini di Milano che ha scelto di celebrali chiedendo di condividere sui social il proprio abbinamento preferito con l’hashtag #BreadstickDay, su circa 2000 italiani tra i 18 e i 55 anni attraverso un monitoraggio online su social, blog, forum e community, coinvolgendo un panel di 20 esperti tra docenti, nutrizionisti e chef stellati, per capire le ragioni del loro successo.

“L’amore per il grissino non ha confini, anche a Milano ci siamo specializzati nella sua produzione”, spiega Federica Bigiogera, Marketing Manager di Vitavigor“. Da 60 anni i nostri prodotti sono amati da grandi e piccini in tutto il mondo, dal Canada all’Australia, tanto che perfino i personaggi Disney della famiglia di Topolino hanno scelto di arrivare sui nostri Vitastick”.

  1. Il ‘ruolo’ del grissino nella storia
  2. Da dove arriva l’amore per i grissini?
  3. I grissini e gli abbinamenti più amati
  4. Il grissino ha conquistato anche gli chef più stellati
  5. Grissini e vino: il binomio perfetto


Il “ruolo” del grissino nella storia

Da Napoleone Bonaparte, che non badava a spese per farsi inviare quintali di “Petits bâtons de Turin”, al Re Carlo Felice, che sgranocchiando disturbava la platea del Teatro Regio, passando per Luigi XIV, che redarguiva i cuochi di Versailles incapaci di imitarli fino a Vittorio Amedeo II, che guarì grazie a loro. Fin dal Rinascimento il successo dei grissini è stato inarrestabile e oggi milioni di persone in giro per il mondo non possono farne a meno: per celebrarli negli Stati Uniti è stato perfino fondato il Breadstick Day.

Una popolarità così forte da spingere il celebre Jimmy Fallon a farsi accompagnare da Post Malone a provare l’all you can eat di grissini proposto da una catena di ristoranti americana, come riportato da People. L’amore delle celebrities per i grissini non si ferma qui: il Daily Mail ha pubblicato una foto di Jessica Biel mentre sta per divorare un grissino nel corso degli ultimi Critics’ Choice Awards a Hollywood, mentre nel corso dei mondiali di Russia è diventato virale un video riportato dal Mirror che ritrae il bomber inglese Alan Shearer che canta “All night long” impugnando un grissino.


Da dove arriva l’amore per i grissini?

Tra i prodotti della cucina italiana più celebri e diffusi all’estero, il grissino è amato dal 68% degli italiani, che non possono resistergli a casa (66%) come al ristorante (74%), soprattutto per aperitivi (79%) e cene (76%). Tra gli abbinamenti più apprezzati quelli con salumi (81%), formaggi (69%) e salse (58%), mentre la qualità più ricercata in un grissino è la croccantezza (77%).

Ma quali sono le ragioni culturali della popolarità dei grissini? “Se dobbiamo individuare le ragioni dell’amore degli italiani per il grissino l’unica risposta possibile è: perché è italiano, ed è percepito come tale”, spiega Antonella Campanini, docente di Storia della cucina e delle Culture alimentari presso l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Cuneo. “Non abbiamo tuttavia certezze storiche risalenti alla sua creazione. Molti studiosi ritengono che l’inventore sia un fornaio piemontese, Antonio Brunero; non c’è però concordia sulle ragioni dell’invenzione. C’è chi ritiene che sia stato creato per favorire la digestione di un rampollo di casa Savoia dalla salute cagionevole; altri pongono l’accento sulla necessità di essere sicuri che il pane, in un periodo di peste, fosse sufficientemente cotto per scongiurare il propagarsi dell’epidemia. In ogni caso ci troviamo nell’Italia del XVII secolo. Una storia comprovata del grissino però non è ancora stata scritta”.


I grissini e gli abbinamenti più amati

Il grissino è amato quindi da gran parte degli italiani, ma come viene gustato?

  • l’abbinamento più apprezzato è quello con i salumi (81%);
  • molto gettonati sono anche gli accostamenti con formaggi (69%);
  • salse (58%);
  • creme spalmabili (55%);
  • vini e drink (36%);
  • carni bianche o rosse (33%);
  • verdure (28%);
  • pesce (15%);
  • sottoli e sottaceti (13%);
  • ma anche da soli (44%).

Dal pranzo (54%) alla cena (76%), fino ai momenti dello snack a metà mattina o metà pomeriggio (64%) e all’aperitivo (79%) il grissino è apprezzato durante tutta la giornata. Nella lotta tra la varietà più classica e quella insaporita, ad esempio da rosmarino, impasti speciali e spezie, prevale ancora il gusto classico, con percentuali rispettivamente del 54% e 46%. Tra le qualità più ricercate in un grissino infine spicca la croccantezza (72%), seguita da gusto (66%), ingredienti naturali (57%), la leggerezza o scarso contenuto di grassi (49%) e l’assenza di additivi chimici e OGM (40%).


Il grissino ha conquistato anche gli chef stellati

Il grissino inoltre è consigliato anche dagli chef stellati. Viviana Varese, chef di Alice Ristorante di Milano titolata con una Stella Michelin propone dei grissini realizzati solo con farina, lievito, zucchero, olio e sale per accompagnare la propria celebre ceviche: “Dopo aver marinato le cipolle al lampone e cristallizzato la menta, passare i datterini in una macchina passa-pomodoro e regolare di sale”, spiega la chef Varese. “Frullare e setacciare metà dei lamponi per ottenere una salsa. Porre l’altra metà in un abbattitore rapido di temperatura o in un freezer; una volta congelati schiacciarli con l’aiuto di un batticarne per sgranarli. Pelare la yucca, tagliare delle fettine di 1 mm di spessore e friggere in olio di semi di girasole. Tagliare la ricciola in cubi da 1.5 cm per lato, aggiungere il peperone, il peperoncino rocoto e 20g di cipolla tritati finemente. Condire con succo e buccia di lime, rum, sale, olio e la menta in foglie grandi tagliata a julienne. Versare 2 cucchiai di passatina di datterini sul fondo di un piatto. Aggiungere 4/5 gocce di salsa di lamponi, la ricciola condita e la cipolla marinata. Completare con menta fresca, menta cristallizzata e lampone ghiacciato”.


Grissini e vino: il binomio perfetto

Ma non è tutto, i grissini si sposano perfettamente anche con la degustazione dei vini: “I grissini sono immancabili nella degustazione del vino – rivela Francesca Negri, giornalista, autrice del libro “Vino pret-à-porter” e blogger di Geishagourmet.com – che suggerisco l’accostamento con un Critone della cantina Librandi (Calabria), che prende il nome dell’allievo prediletto di Socrate, è un uvaggio di Chardonnay (90%) e Sauvignon Blanc (10%). Leggero, minerale, fresco e sapido, ma anche profondo e persistente è perfetto per l’aperitivo e in abbinamento ai nostri grissini, a formaggi freschi e anche a pesce crudo. In alternativa li accosterei a dell’Anna della cantina Tiefenbrunner (Alto Adige): 100% Pinot Bianco, che presenta un intenso bouquet floreale con sentori fruttati che ricordano mele mature. In bocca è possente e ben proporzionato, il finale lungo e persistente, vellutato, fresco e vivace. Perfetto con piatti di pasta, insalate di pollo e tartare”.

 

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