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Pubblicato: 23 Settembre 2013

Bring In Your Parents at Work!

Per far capire ai propri bambini che lavoro facessero mamma o papà, un tempo erano i genitori a portarsi i figli al lavoro. Oggi avviene esattamente il contrario: nell'epoca dei mestieri digitali sono spesso i genitori a non raccapezzarsi sul lavoro dei propri figli. E proprio per questo è nata la 'Bring In Your Parents Day' di LinkedIn, un evento mondiale che avrà luogo giovedì 7 novembre 2013, nato per colmare il gap generazionale tra le due generazioni.

Il tutto nasce grazie a un sondaggio condotto dal social network lavorativo in cui emerge che un genitore italiano su tre (33%) ammette di non comprendere a fondo in cosa consista il lavoro del figlio, e quindi di non poterlo consigliare in ambito lavorativo. Solo, dunque, un genitore su dieci (10%) ammette di conoscere solo il ruolo o il settore di appartenenza del lavoro del figlio; di contro, il 41% dei genitori è convinta che possa essere utile, per lo sviluppo della carriera dei loro figli, avere una comprensione maggiore del loro lavoro in modo da dare i giusti suggerimenti, maturati grazie all'esperienza nel proprio lavoro. E proprio in quest'ottica si colloca questa iniziativa di LinkedIn, che propone un incontro tra genitori e figli sul posto di lavoro, in modo da favorire un naturale scambio di idee e una maggiore comprensione reciproca. Detto questo, quasi 9 genitori su 10 (89%) sono comunque orgogliosi dei risultati lavorativi ottenuti dai figli, nonostante non capiscano fino in fondo cosa facciano, tanto che 7 genitori su 10 vorrebbero saperne di più.

“Con tutte le nuove professioni nate negli ultimi anni, è comprensibile che molti genitori non abbiano un’idea chiara di che cosa facciano i propri figli al lavoro ogni giorno”, ha dichiarato Pat Wadors, Vice President of Talent di LinkedIn. “Abbiamo creato l’iniziativa Bring In Your Parents Day in modo che i genitori dei professionisti di tutto il mondo possano avere un’idea del lavoro dei figli e che questi ultimi, a loro volta, possano imparare delle esperienze dei genitori”. Restano, comunque, lavori più oscuri di altri per gli intervistati durante la ricerca: nella classifica dei dieci meno compresi dai genitori, occupa il primo posto l'attuario (incompreso dall'83% degli intervistati), seguito dall'user interface designer (76%) e dal data scientist (anche questo al 76%). Seguono, in ordine, il revisore contabile (74%), il social media manager (61%), il Redattore aggiunto (56%), il Radio producer (55%) e il Team manager sportivo (50%). In ultima posizione, infine, si collocano il personal assistant (al 48%) e il PR manager (46%).

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