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Pubblicato: 30 Giugno 2017

L’Europa e la mania del vinile

Vinile

Il vinile, dopo molti anni bui, soppiantati dapprima da musicassette e cd, e poi dal supporto digitale, sta tornando finalmente. Negli ultimi mesi sono stati diversi gli annunci del grande ritorno dei supporti a 45 e 33 giri: i dati più recenti descrivono infatti il 2016 come un anno che ha chiuso in positivo, con addirittura i vecchi supporti che hanno superato, in termini di vendite, i download digitali. Il vinile sta quindi veramente tornando? In questo senso idealo ha analizzato i dati sul tema dai suoi principali portali europei per fotografare la situazione dal punto di vista dell’econsumer e capire se davvero si può parlare di una ripartenza in questi ultimi anni. I numeri raccolti tracciano un quadro che racconta dell’impatto delle nuove abitudini di acquisto dei consumatori digitali (e dei nuovi canali di vendita offerti dall’ecommerce) nel rilancio di un supporto tradizionale che attrae appassionati, nostalgici, puristi e “cultori della vera musica”.

 

Il primo dato riguarda l’interesse manifestato dagli utenti verso il vinile in generale. Secondo i numeri analizzati, tra il 2015 e il 2016 l’interesse è aumentato circa dell’80%. Non solo, se il trend si mantenesse costante, questo numero, entro fine anno, potrebbe arrivare ad un +110%, se confrontiamo l’anno appena trascorso con il 2017.  idealo ha voluto indagare anche sui generi che più di altri alimentano la vinil-mania4. Il risultato è un’interessante panoramica che vede il rock come genere più diffuso, con il 33,1% sul totale dei vinili disponibili. Segue il pop, con il 19,1%; buon piazzamento anche per il genere alternative, con l’8,7%; quote più basse per il jazz, attorno al 6%; troviamo poi i dischi per gli amanti di metal & hard rock (5,3%), di musica classica (3,9%), di elettronica & dance (3,5%) e di hip hop & rap (3,4%). Percentuali più basse per gli ultimi posti della classifica, occupati da blues e musica country (rispettivamente con il 2,9 e il 2,7%). Interessano di più i vecchi album o quelli di artisti più vicini nel tempo? Secondo idealo, la top 3 dei dischi più gettonati vede, al primo posto, gli album che si rifanno all’universo musicale degli anni Ottanta (con il 29,4%); a seguire, le produzioni quasi contemporanee, del primo decennio del 2000 (con il 26,3%); terzo posto per quelle che fanno riferimento agli Anni Settanta, con il 13,5%.

 

Ci sono alcune idee che riguardano poi le modalità di ascolto dei dischi in vinile: secondo molti, uno dei plus è legato al fatto che questi supporti fisici sono in grado di riprodurre un suono più “caldo”; secondo altri, chi compra dei vinili oggi raramente lo fa per ascoltarli: la molla che fa scattare l’acquisto è l’idea di avere un oggetto da collezione, da conservare piuttosto che da “far suonare” su un giradischi. I dati di idealo sono a favore della prima ipotesi: mostrano infatti che un prodotto come il giradischi sta generando un interesse sempre maggiore nei consumatori digitali. Per il periodo 2015-2016 si parla di un trend positivo, in Europa, del + 28,2%. Questa tendenza sembra essere in continua crescita e i numeri mostrano una situazione particolarmente interessante per l’Italia: se il paragone tra lo scorso anno e quello in corso mostra, sempre a livello europeo, un +18%, nella sola penisola italiana l’interesse verso i giradischi sembra essere aumentato del 70,10% dalla metà del 2016 ad oggi. È interessante osservare poi come, sia per i vinili, sia per i giradischi, si registrino picchi di interesse di una certa importanza soprattutto nel periodo pre-natalizio. Le ultime cifre rivelate dall’indagine riguardano il “B-side” del tema, ovvero gli shop che mettono a disposizione vinili sui portali europei di idealo. Anche il loro numero è aumentato del 10,5% tra il 2015 e il 2016. Se si considera poi la quantità di negozi attivi nei primi sei mesi del 2016 a confronto con il numero di quelli attivi da inizio 2017 ad oggi, l’aumento appare ancora più significativo, visto che sfiora il +27%.

 

“Dalla nostra ricerca abbiamo riscontrato un reale aumento dell’interesse da parte degli utenti europei verso il mondo del vinile, nel senso più ampio possibile” ha commenta Fabio Plebani, Country Manager di idealo per l’Italia. “Il mondo della tecnologia e di internet ha portato ad una rivoluzione senza precedenti negli ultimi decenni, con la diffusione della musica su supporti digitali, i cambiamenti nelle abitudini di ascolto e la nascita di piattaforme dedicate e servizi in streaming; è interessante vedere come quello stesso mondo è capace di contribuire oggi ad un rilancio dei vecchi supporti fisici, e anche dei sistemi per ascoltarli. L’ecommerce, forse ancor più in questo settore che in altri, si rivela una risorsa in termini di offerta, un amplificatore delle informazioni e un moltiplicatore delle possibilità. Non solo dal punto di vista del consumatore, che può avere accesso a titoli e ad album di qualunque tipo ed epoca, magari introvabili o difficili da reperire tramite i canali tradizionali, ma anche per i negozianti. Ci auguriamo che i negozi di dischi che scelgono il commercio digitale come canale di vendita e fonte di nuove opportunità siano sempre di più e che continuino ad aprirsi all’universo dell’ecommerce per raggiungere un numero sempre maggiore di appassionati, anche al di là dei loro confini”.

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