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Pubblicato: 25 Novembre 2013

From Text to Voice Messaging

Stiamo superando anche i messaggi di testo, quelli che, grazie a sms, chat di Facebook o di Whatsapp, sono ormai diventati i più comuni modi di conumicare. Forse è ancora troppo presto per dirlo: fatto sta che, secondo l'ultimo sondaggio realizzato da AstraRicerche per conto dell'applicazione che dei messaggi vocali il suo punto di forza, WeChat, questi ultimi vengono di gran lunga preferiti al puro e semplice text messaging.

Il motivo fondamentale per inviare messaggi testuali risiede nella loro comodità (più del 77%), al secondo posto vi è la gratuità, tallonata dalla possibilità di comunicare anche quando si è impegnati; tuttavia, spesso questi ultimi nascondo qualche scomodità. I messaggi di testo possono portare con sé problemi come quello di non essere capiti: essere fraintesi, infatti, è capitato al 75% degli utilizzatori di SMS o messaggistica istantanea sotto i 35 anni di età. Secondo la ricerca, gli italiani sono insoddisfatti dal text messaging proprio per i suoi limiti testuali: il 70% crede sia impossibile esprimere emozioni mentre, tra i giovani fino a 25 anni, il 58% trova difficile comunicare pensieri lunghi usando il testo e il 60% è convinto sia alto il rischio di malintesi perché manca il tono della voce. “La messaggistica testuale ha portato rilevanti vantaggi agli utenti, ma non ha saputo mantenere quel contatto umano che la voce ha sempre dato” commenta Enrico Finzi, Presidente di AstraRicerche. “La comunicazione via messaggio vocale, invece, consente di capire come sta l’interlocutore, come si sente, ma senza l’impatto e l’impegno di una telefonata. Si confermano, quindi, i pregi del ‘messaggino’ (gratuità, flessibilità e sintesi) e se ne aggiungono di nuovi”.

Quasi due terzi degli intervistati dichiarano quindi la propria preferenza per i messaggi vocali rispetto a quelli testuali: in effetti, ben l’85% preferisce ascoltare la voce dell’interlocutore piuttosto che leggere un suo messaggio di testo. Tra i motivi di tanta disponibilità a passare alla messaggistica vocale, uno spicca in particolare per numero di indicazioni: ascoltare la voce altrui, anche se si tratta solo di un breve messaggio, aiuta a capire come quella persona sta, come si sente (61%). Dall’indagine emergono tre ulteriori motivi per usare i messaggi vocali: per rispondere anche quando non si può digitare, perché si sta guidando, camminando o cucinando (45%: con le donne al 48% e gli under 18 al 53%), perché nei messaggi vocali si possono esprimere emozioni come in una telefonata (41%) e perché il messaggio vocale permette di dire di più rispetto a un messaggio di solo testo (oltre il 39%).

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