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Pubblicato: 28 Marzo 2017

La generosità degli italiani

Dash

Dash ha commissionato la ricerca sociologica “Per chi aggiungi un piatto a tavola?” con l’obiettivo di indagare, per la prima volta , la vera predisposizione degli Italiani sui temi di condivisione, convivialità e aiuto verso gli altri. La ricerca del brand offre anche interessanti spunti di riflessione relativi alle dinamiche di aiuto e condivisione. Tra i molti ed interessanti risultati, si evince che per gli italiani convivialità e solidarietà rappresentano oggi un vero e proprio stile di vita: il 92% pensa infatti che consumare pasti insieme rappresenti il modo migliore per conoscere le persone, l’89% aggiunge volentieri un coperto in più a tavola all’ultimo momento per un amico o un parente e l’87% vive con gioia la condivisione di un pasto con qualcuno. Parlando invece di solidarietà, il 77% condivide l’idea che tutti dovrebbero offrire un pasto a chi ne ha bisogno mentre l’83%  ritiene che essere solidali sia ormai uno stile di vita diffuso e consolidato. L’aiuto, in tutte le sue forme, rappresenta, dunque, un valore non più riconducibile a paradigmi religiosi, ma piuttosto alle caratteristiche intrinseche del vivere la collettività e di conseguenza un atteggiamento che gli italiani considerano proprio.

 

Millennials, Generazione X, Baby Boomers: generazioni a confronto
In generale gli italiani si descrivono come un popolo molto dedito al volontariato, ma se la popolazione adulta dei Baby Boomers (56-75 anni) più tradizionalmente associa il concetto di solidarietà semplicemente ad un gesto di donazione economica, i Millennials (18-35 anni) mostrano, invece, una maggior propensione all’aiuto concreto offerto con attività di volontariato svolte in prima persona. La Generazione X (36-55 anni) ha una posizione intermedia e si divide equamente tra chi è più impegnato nell’offrire il proprio tempo agli altri e chi preferisce contribuire all’aiuto del prossimo con donazioni di denaro o di oggetti dismessi.

 

Condividere un pasto con gli altri: valori ed emozioni degli italiani
Esplorando più in dettaglio il significato della condivisione di un pasto, dalla ricerca Dash emerge quanto quest’ultimo abbia una forte valenza sociale, sia nel caso in cui a tavola si siedano amici o parenti, sia che si tratti di persone sconosciute. Il 50% degli intervistati afferma infatti che il pasto rappresenta per definizione un momento di convivialità e condivisione (87%). Una convivialità in grado di produrre emozioni molto positive come felicità (44%), soddisfazione (38%) e gioia (35%). Le stesse emozioni vengono descritte anche da coloro che hanno invitato una persona in stato di necessità alimentare alla propria tavola (59%) e che per quel gesto hanno provato umanità (31%), soddisfazione (25%) e felicità (22%). Un italiano su tre, infatti, è a conoscenza di una situazione di difficoltà nel consumare il pasto con regolarità da parte di un conoscente; uno su 5 ne conosce addirittura più di una. Si tratta quindi di un fenomeno molto diffuso e che coinvolge in modo trasversale tutte le generazioni. Al Sud e nelle Isole la conoscenza di persone in difficoltà tocca il 40% della popolazione. La risposta degli italiani è molto coerente: quasi 6 persone su 10, con frequenza e modalità differenti, hanno offerto un pasto a chi non ne avrebbe avuto uno a fine giornata. Questa forma di solidarietà e generosità coinvolge soprattutto le persone più giovani (Millennials e Generazione X), le regioni meridionali e le Isole.

 

Gli italiani tra volontariato e donazioni: gesti, comportamenti e parole usate
Dai dati finora emersi, la solidarietà risulta essere un tema di crescente importanza nell’immaginario collettivo degli italiani che hanno una netta percezione dei mutamenti economici e sociali della società di oggi. La ricerca commissionata da Dash conferma quanto i comportamenti e le opinioni degli italiani, su questo importante tema, evidenzino un quadro molto nitido dei valori associati a tutte le attività di aiuto, condivisione e sostegno degli altri. Emerge, infatti, in maniera molto chiara quanto gli italiani siano un popolo che ha nel proprio DNA la solidarietà: il 41% degli intervistati dichiara di svolgere qualche attività di  volontariato (il 15% lo fa regolarmente), l’80% ha effettuato una donazione in denaro nell’ultimo anno spinto da una propensione alla solidarietà e l’85% invece ha regalato generi di prima necessità a persone bisognose. Interrogati poi sul significato che la solidarietà ha per ciascuno di loro, gli italiani intervistati vi associano prevalentemente il concetto di “aiuto”. Ma la solidarietà non è solo un gesto di aiuto tangibile e concreto verso chi ha bisogno. C’è chi la definisce “condividere con le
persone che hanno bisogno non solamente beni materiali ma anche comunicazione ed emozioni”, e chi le attribuisce un “impegno sociale e morale che tutti gli esseri umani devono prendere in considerazione” perché la solidarietà sostanzia “la vera essenza dell’uomo”.

 

Gli italiani si reputano i più generosi d’Europa
Dalla ricerca emerge un ulteriore interessante aspetto: la percezione diffusa riscontrabile dai risultati raccolti è che il numero di persone che hanno bisogno di aiuto per i generi di prima necessità, ed in particolare quelli alimentari, sia in aumento nell’ultimo anno. Lo pensano quasi 8 italiani su 10, e soprattutto coloro che appartengono alla generazione dei Boomers (84%). A fronte di questa consapevolezza, gli italiani valutano in modo molto positivo la propria attitudine alla generosità verso gli altri ed il 41% ritiene di essere più generoso e solidale con gli altri rispetto ad altri paesi europei, mentre il 40% invece pensa
che l’Italia sia allo stesso livello di altre nazioni in quanto a comportamenti solidali. E’ una generosità che fa stare bene: l’emozione provata dopo aver donato un pasto a chi ha bisogno infatti produce sensazioni di umanità (31%), soddisfazione (25%), felicità (22%), carità (17%) e fratellanza (15%).

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