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Pubblicato: 14 Aprile 2014

Gli italiani e lo shopping razionale

Se lo shopping è una questione di 'cuore', l'ultima edizione del 'Global Lifestyle Monitor',  l’osservatorio di Cotton Council International (CCI), l’ente di promozione del cotone americano, che su base biennale rileva gusti, preferenze e comportamenti d’acquisto dei consumatori italiani, ha svelato come gli abitanti del paese stiano imparando a usare sempre più la 'testa'. Sta crescendo, infatti, l'attenzione alle offerte per non rinunciare alla qualità, sintomo di un italiano che, nonostante la crisi, continua a spendere, e lo fa in modo intelligente.

Nonostante, quindi, prospettive finanziarie positive solo per il 21% degli italiani, l'amore per lo shopping non conosce sosta: al 76% degli italiani piace fare acquisti (e il 38% lo ‘adora’). Sbancano sempre di più gli articoli di elettronica (24%) e le scarpe (14%), ma l'abbigliamento (33%) rimane comunque il vero re dello shopping. I posti più gettonati per questa tipologia di acquisti rimangono i negozi delle catene (dove il 25% degli italiani compra la maggior parte dei capi) e i retailer specializzati (dove il 23% degli italiani compra la maggior parte dei capi), anche se i negozi indipendenti continuano ad avere grande importanza nello shopping italiano (il 17% vi acquista la maggior parte del proprio guardaroba), soprattutto se confrontati con USA o paesi del nord Europa, dove il ruolo del negozio indipendente è sempre più marginale. Il fattore chiave nella scelta del punto vendita è’ il prezzo, secondo il 25% degli italiani, seguito dall’assortimento (per il 17,5%) e dalla presenza di offerte speciali (per il 13,4%). La ‘caccia all’affare’ sembra diventato un vero sport nazionale, con il 96% degli italiani che almeno qualche volta acquista con almeno il 20% di sconto.

La ricerca delinea quindi un consumatore che fa prevalere la ‘ragione sul sentimento’, con il 72% che non acquista d’impulso ma in modo pianificato. Fare affari sì, ma non a scapito della qualità: il 60% è infatti disposto a pagare di più per avere capi di qualità. Ma cos'è la qualità per gli italiani? Il 50% ritiene che i capi siano di qualità superiore se fatti 100% di fibra naturale, ma anche la durata (32%) e la manifattura (35,9%) rimangono elementi chiave. Il 63% degli italiani si preoccupa del contenuto di fibra nei capi che acquista, il 77% controlla sempre o quasi sempre l’etichetta per scoprirne la composizione, e il 60% è disposto a pagare di più per capi fatti in fibra naturale come il cotone piuttosto che fatti con fibre sintetiche. Il cotone resta, in effetti, una grande passione italiana: quasi la metà (48%) lo ritiene la fibra migliore per i capi che indossa più spesso e la grande maggioranza (75,5%) classifica come tessuti di qualità quelli realizzati in cotone. Quale sorta tocca invece ai capi che non si indossano più? Per la prima volta lo si è chiesto agli italiani, e risulta che il 49% ne fa donazione in beneficenza, il 17,3% li regala o ‘passa’ a qualcuno, il 13% li ricicla per diversi usi, ben il 12,4% li tiene comunque nell’armadio e solo il 4,3% se ne libera gettandoli nella spazzatura.

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