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Pubblicato: 18 Luglio 2011

Google, nuvole e sicurezza

L’architettura cloud è un ventaglio virtualmente infinito di servizi in continua evoluzione. Il 66% delle aziende intervistate dall’Osservatorio Cloud & ICT as a Service al Politecnico di Milano valuta il cloud “un trend rilevante che le imprese devono comprendere per far evolvere il loro modello di impresa”. Il 12% lo ritiene addirittura “la nuova rivoluzione che cambierà il nostro modo di fare IT”. Questo è lo scenario che è emerso lo scorso maggio dal convegno “Cloud & ICT as a Service: fuori dalla nuvola!”. Sulla stessa scia Luca Giuratrabocchetta, Country Manager Italia di Google Enterprise, che ha definito all’ultimo Osservatorio Anfov – l’associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione, il cloud computing “un nuovo ciclo di sviluppo dell’informatica”. Una nuova tecnologia che ha conquistato anche Apple che ha iniziato la fase di beta testing del suo servizio iCloud.

Giuratrabocchetta ha presentato le soluzioni di cloud computing specifiche per le aziende che sono già state adottate dalla Banca di Pistoia, la Camera di Commercio di Monza e Brianza, Fracarro Radioindustrie, l’Istituto per il Commercio Estero, Permasteelisa, Roberto Cavalli e da Salmoiraghi & Viganò.

In buona compagnia di più di tre milioni di aziende utenti nel mondo. E al settore R&D di Mountain View sono già al lavoro su altre tecnologie “100% Web” che consentiranno alle aziende di migrare nella nuvola. Tra cui spicca il Chromebook, il primo notebook targato Google, che non ha nessuna necessità di installare software in locale con una spesa media in manutenzione di 21 euro al mese, che si riduce a 15 euro per le scuole.

All’osservatorio sul cloud computing organizzato da ANFoV hanno partecipato anche rappresentanti di IDC Italia, ITALTEL, Oracle, Ipanema Technologies, Akamai, CA Technologies che hanno discusso anche degli importanti problemi relativi alla sicurezza e alla riservatezza dei dati aziendali. Uno degli argomenti più dibattuti che rappresenta una delle più grandi resistenze alla migrazione sulla nuvola. Secondo Giuratrabocchetta Google Apps for Business offre uno standard di sicurezza garantito da tecnologie continuamente aggiornate come certificano SAS70 TypeII e Fisma.

Per quanto riguarda la riservatezza dei dati, Big G garantisce la massima protezione secondo le migliori garanzie contrattuali in Europa e in Italia. Proprio Google infatti è stata inoltre una delle prime aziende ad ottenere la certificazione cosiddetta di Safe Harbour con cui viene attestato il rispetto delle norme europee e americane sulla privacy.

Antonino Pintacuda

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