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Pubblicato: 30 Aprile 2013

How Attractive Is Your City?

Si parla di 'cruscotti' in vista di Expo 2015. Nulla a vedere con le auto: è 'socio-economico' quello messo a punto dal Centro Studi Assirm e da Gian Carlo Blangiardo – professore ordinario di demografia all’Università Bicocca – che insieme hanno dato vita allo IAL, l'Indicatore di Attrattività Locale.

A partire dai dati resi disponibili da fonti pubbliche –  come quelli Istat o dei Ministeri della Finanza e dell'Economia – lo IAL è in grado di fotografare le caratteristiche economiche, demografiche e sociali di un territorio e valutarne, così, la competitività. Il 'cruscotto socio-economico' è composto da nove parametri, più uno riassuntivo: reddito mediano, divario ricchi/poveri, percentuale degli abitanti con obbligo scolastico non conseguito, percentuale degli abitanti in possesso del diploma, età media della popolazione, indice della variazione popolazione 2006-2010, indice variazione famiglie 2006-2010, attrattività migratoria ed eterogeneità. L'obiettivo è quello di mappare, entro il 2014, tutti i comuni lombardi, in vista del grande evento milanese del 2015, l'Expo; il Centro Studi Assirm calcolerà fino ad allora ogni mese lo IAL di dieci comuni della regione.

“Il Centro Studi e Formazione Assirm” dichiara Umberto Ripamonti, Presidente Assirm, “prendendo spunto dal paradosso globale della nostra epoca evidenziato dal futurologo John Naisbitt, secondo il quale più si diffonde la globalizzazione, più contano i singoli territori, ha elaborato un agile strumento per misurare la capacità attrattiva dei singoli territori, a partire dal livello amministrativo comunale. Lo IAL è uno strumento che aiuta a comprendere le caratteristiche di un territorio e valutarne la competitività, in un momento in cui la competitività è la vera sfida con cui si devono confrontare tutti i territori”. “L’obiettivo dello IAL” aggiunge Alessandro Amadori, Direttore del Centro Studi Assirm, “è quello di costruire una graduatoria di attrattività dei comuni italiani, rispetto al loro livello di benessere e alle potenzialità di sviluppo che possiedono e mappare così i comuni virtuosi che possano fungere da esempio per il resto del Paese in un contesto difficile come quello che stiamo attraversando”. (F.S.)

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