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Pubblicato: 31 Luglio 2014

I papà 2.0

Non sarà più solo la donna ad occuparsi dei figli: secondo l'ultima ricerca commissionata da Huggies a Marketing Management, la percezione delle mamme sui comportamenti dei rispettivi mariti/compagni sta sempre più evolvendo, individuando così una nuova generazione di padri che accolgono in modo paritario l'accudimento del proprio figlio, nonostante continuino a esistere delle differenze basilari nei ruoli.

Attraverso un questionario sono state così indagate 17 attività che riguardano le quattro sfere principali della gestione del bambino: nutrizione, sonno, igiene/pulizia, gioco/svago. Ciò ha consentito di analizzare la percezione delle mamme sui comportamenti dei rispettivi mariti/compagni. Oggi i padri, rispetto ai loro colleghi di trenta o quarant’anni fa, vivono più intensamente il loro ruolo di genitori, non si tirano indietro quando si tratta di giocare con il figlio (mediamente lo fanno 21,5 giorni al mese), di intrattenerlo mentre mangia (20,4 giorni al mese), di mettergli il pigiama (16,3 giorni al mese) e portarlo a letto (19,2). Assieme ai bambini i nuovi papà guardano anche i cartoni (18,6 giorni al mese) e lo fanno con spirito collaborativo e con grande coinvolgimento emotivo. Certamente l’attività meno praticata è quella di lavare i vestiti (2,4 giorni al mese), con una quota rispondenti del 79% che dichiara di “non farlo mai”: lavare i vestiti è ancora pieno appannaggio della mamma, così come il centro decisionale riguardo alle attività che il bambino conduce resta sempre stabilmente “la mamma” (per quanto i papà si occupino di più dello svago del bimbo/a).

Se quindi riguardo le faccende domestiche la collaborazione dei papà appare significativa (1,5 ore al giorno), sembrerebbe ancora insufficiente: il minor riconoscimento proveniente dalle mamme potrebbe essere dovuto ad un bisogno “non pienamente soddisfatto” di una maggior collaborazione. Particolarmente curioso è che sul piano emotivo/affettivo, i “nuovi papà” ricordano la prima parola del bambino (75%). Questa attitudine aumenta al diminuire dell’età del papà (77%) e al crescere del suo livello di istruzione (79%). La “prima parola” maggiormente pronunciata resta comunque “mamma” (56,4% dei casi). I dati dell’indagine promossa da Huggies mostrano che nonostante certi stereotipi rimangono impressi nella cultura italiana, gli uomini si stanno ritagliando un ruolo sempre più complesso e consapevole che li vede protagonisti delle dinamiche familiari dove la collaborazione risulta essere uno dei tasselli fondamentali.

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