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Pubblicato: 10 Giugno 2015

I viaggiatori del futuro

Viaggiare, entro pochi anni, non sarà più lo stesso; e questo non solo per le nuove tecnologie, ma per le motivazioni che spingeranno le persone ad andare in giro per il mondo. Entro il 2030 saranno oltre 1,8 miliardi coloro che viaggeranno fuori dai confini nazionali ogni anno, 700 milioni in più rispetto al totale dei viaggiatori di oggi: lo sottolinea il report Future Traveller Tribes 2030, commissionato da Amadeus a Future Foundation, che rivela le abitudini, i trend e i comportamenti d’acquisto del viaggiatore del futuro.

Saranno sei le tribù pronte a viaggiare per il globo, ovvero cluster ben identificati da una visione e comportamenti condivisi. Si va dai Forzati del Viaggio, cui si contrappone il comportamento opposto dei Cacciatori di Gratificazioni, ai profili dei Puristi Culturali, ai Viaggiatori Etici, ai Fan della Semplicità fino agli Accumulatori di Esperienze Social. Rispetto a una precedente rilevazione, sempre condotta da Amadeus, le tribù si sono affinate, aggiornate e aumentate di numero, visto che solo nel 2007 le Travellers Tribes erano: Senior Dinamici e Pendolari Cosmopoliti, Clan Globali e Top Manager.

Le sei le tribù emergenti entro il 2030
Entrando più in profondità nelle analisi effettuate sui viaggiatori del futuro, si scoprono le sei tribù dai tratti marcati e peculiari. Viaggiatori che entro la fine del prossimo decennio acquisteranno e realizzeranno esperienze di viaggio quasi interamente sulla base della condivisibilità, o di quanto “capitale” generano, nel mondo dei social network. Un’altra tipologia privilegerà invece una totale semplicità e libertà dal doversi occupare dei dettagli del loro viaggio, cercando di fare ogni cosa possibile da remoto, e da terze parti. Allo stesso tempo, un gruppo specifico emergerà con un desiderio di fare esperienze più edonistiche, indulgenti e “must-have”.

Sono questi i segmenti che saranno prominenti nel settore travel nei prossimi quindici anni, scoperti seguendo un approccio psicografico piuttosto che demografico:

Accumulatori di Esperienze Social: struttureranno le loro vacanze quasi unicamente in funzione dell’audience che possono raggiungere online, facendo forte affidamento sulle recensioni e raccomandazioni per validare le loro decisioni. Un nuovo mercato si sta aprendo basato su “esplosioni” di punteggio su Klout, e pieno di momenti volutamente adatti a rientrare nelle timeline degli amici sui social, o “feed-friendly”;

Puristi Culturali: considereranno il processo organizzativo di una vacanza come un’opportunità per immergersi in una cultura diversa – tutt’altro che comoda – dove il godimento effettivo dipende dall’autenticità dell’esperienza;

Viaggiatori Etici: baseranno i loro piani di viaggio su questioni di tipo morale, per esempio la minimizzazione del loro impatto ambientale, o l’impegno per migliorare la vita degli altri. Improvviseranno spesso o aggiungeranno attività di volontariato, sviluppo comunitario o attività eco-sostenibili.

Fan della Semplicità: preferiranno offerte pacchetto, cercando di evitare il più possibile la gestione in prima persona dei dettagli di viaggio. Le vacanze per questa tribù rappresentano un raro momento della vita per coccolarsi nella certezza di essere al sicuro nello svago.

Forzati del viaggio: saranno guidati da un obiettivo specifico, che si tratti di viaggio personale o di lavoro, e dovranno rispettare vincoli di tempo e di budget; cercheranno il supporto della tecnologia per rendere l’esperienza il più possibile fluida, minimizzando stress e imprevisti.

Cacciatori di Gratificazioni: sono unicamente interessati ai viaggi di piacere. Molti desiderano fortemente qualcosa che rappresenti un premio straordinario, un’esperienza memorabile, una gratificazione per le energie impiegate nella vita lavorativa.

I viaggiatori più dinamici apparterranno a un mix delle tribù descritte: da qui l’importanza per gli operatori del settore travel di analizzare con duttilità e acume i loro clienti attuali e potenziali, al fine di proporre un’esperienza di viaggio personalizzata e davvero efficace dal punto di vista delle vendite e della soddisfazione dei clienti. Dal report inoltre emerge un interessante trend, trasversale rispetto alle varie tribù: una crescita proporzionalmente più accentuata dell’interesse verso i beni esperienziali, rispetto ai prodotti materiali. Una tendenza che sottolinea il nuovo carattere del viaggiatore del futuro, guidato dai più svariati intenti – umanitari, legati ai social network, etici, finalizzati al relax o ad obiettivi più precisi – legati dal file-rouge dell’esperienza arricchente in se stessa. Lo stile di viaggio, le caratteristiche della tribù, sono il motore che spinge a preferire una certa modalità o preferenza di viaggio o destinazione.

Il nuovo customer journey delle tribù di viaggiatori
Secondo una ricerca di Oxford Economics commissionata da Amadeus, nel 2025 la spesa globale per beni materiali ammonterà a 1.000 miliardi di dollari all’anno, mentre la spesa per beni esperienziali avrà un’impennata che toccherà 1.800 miliardi di dollari. Una crescita proporzionalmente più veloce che evidenzia il nuovo stile di consumo al quale il viaggiatore non è affatto estraneo. Un dato rilevante per le compagnie dotate di visione a lungo termine che possono valorizzare l’importanza di offrire un’esperienza di viaggio più ricca, completa e personalizzata ai propri clienti. Il report Future Traveller Tribes 2030 sottolinea le aspettative sempre più alte da parte del viaggiatore iperconnesso: un’esperienza senza soluzione di continuità, con proposte ad hoc sui suoi gusti saranno una colonna portante dell’offerta. Il viaggio comincia prima e finisce in un tempo più dilatato rispetto a quanto avveniva in precedenza. Con l’avvento delle tecnologie digitali e la possibilità di profilare i viaggiatori tramite l’uso dei big data, proporre una seduta in un centro benessere, tracciare i livelli di gradimento, emettere coupon mirati sono solo alcune modalità che gli operatori del settore hanno a disposizione per intercettare, assecondare e consolidare un rapporto di dialogo con il viaggiatore.

Conoscere le peculiarità delle sei tribù significa anche essere in grado di anticipare le loro scelte e offrire prodotti specifici in tempo reale per le loro esigenze durante il processo del “traveller journey”. Secondo la profilazione del report di Future Foundation, ad esempio, la tribù dei puristi culturali sarà interessata a immergersi pienamente nella realtà locale, rinunciando alle proprie abitudini in favore di quelle locali. Di conseguenza, il livello di personalizzazione richiesto sarà piuttosto basso, a differenza dei viaggiatori etici, i quali hanno ben saldi i propri principi riferiti all’ecosostenibilità o ad un particolare tipo di nutrizione, che cercheranno di mantenere anche durante un viaggio fuori dalle mura del proprio Paese d’origine. Per questi ultimi viaggiatori si può leggere la correlazione con la necessità di avere un alto livello di informazione. Si tratta di informazioni molto preziose per le compagnie, che possono riferirsi alle infografiche e dati rilasciati da Amadeus. In ultima istanza, il report Future Traveller Tribes 2030 porta a considerare elementi che saranno di grande importanza per la gestione del viaggio dal lato della tecnologia: i punti di contatto con i clienti saranno multipli e necessari in funzione di un’assistenza in modalità continuativa e fluida. Vi saranno poi nuovi canali di vendita che emergeranno: strumenti atti a ispirare, come smartphone, tablet e maschere per la fruizione della realtà virtuale che offriranno esperienze immersive e verranno utilizzati come strumenti di scoperta. Gli strumenti atti ad informare, invece, saranno evoluti in smartwatch, occhiali per la realtà aumentata e robot di servizio.

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