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Pubblicato: 6 Ottobre 2014

Il lavoro ai tempi del #SocialRecruiting

I social contano, sempre di più, nel mondo del lavoro. Non solo però per chi cerca un impiego, come sottolinea la quarta edizione della ricerca “Il lavoro ai tempi del #SocialRecruiting” pubblicato dal Gruppo Adecco: i risultati emersi dalla ricerca evidenziano che i social media sono, e saranno sempre di più, il nuovo mercato del lavoro, ma gli effetti di questa rivoluzione non sono ancora del tutto chiari sia per chi cerca sia per chi offre lavoro.

A livello globale, i risultati mettono in evidenza che i social media giocheranno sempre di più un ruolo chiave nel processo di ricerca e selezione. Secondo la ricerca, infatti, nel 2013 più della metà delle attività di selezione è avvenuta su Internet (53%) e nel 2014 si prevede che il trend continui a crescere fino 61%. In Italia la ricerca è stata condotta su 7.597 candidati e 269 selezionatori: il 67% dei candidati intervistati ha confermato di usare i social network per cercare lavoro (erano il 53% nel 2013). Linkedin è il canale più utilizzato con il 41%, seguito da Facebook con il 23%. Sempre nell’ultimo anno, il 56% degli intervistati ha diffuso il proprio CV attraverso i social media e il 7% ha trovato lavoro grazie ai social (erano rispettivamente il 30% e il 2% nel 2013). Contrariamente alle aspettative, la selezione sui social media non è più una prerogativa di candidati altamente qualificati; infatti, la maggior parte dei profili ricercati sono quelli non manageriali. Tra i settori più social emergono le vendite (che seleziona sul web il 54,2% dei profili), l’amministrazione e finanza (45,8%) e il marketing (40,8%).  

Lo studio conferma l’importanza della reputazione dei candidati sui social media e come i recruiter ricorrano ai social network per valutarla. Nella ricerca attraverso i profili dei potenziali candidati, i selezionatori controllano in primo luogo le precedenti esperienze di lavoro, ma anche riconoscimenti professionali e successi, nonostante queste sezioni siano spesso trascurate nei profili di chi cerca lavoro. I recruiter cercano anche informazioni sulla personalità dei candidati. Infatti, un quarto degli intervistati (25,5%) ammette di aver rifiutato un candidato a causa dei contenuti o delle foto pubblicate sul suo profilo. Particolare attenzione è anche rivolta ai commenti postati, soprattutto quelli che possono violare i regolamenti universitari o del posto di lavoro. Tuttavia, la maggioranza dei candidati in cerca di occupazione spesso sottovaluta la rilevanza professionale dei profili personali.

Un altro aspetto significativo è l’importanza che le relazioni online ricoprono nella selezione e nella ricerca di lavoro. Chi ha una rete più “ricca” ottiene risultati migliori in termini di contatti con i recruiter e maggiori possibilità di assunzione. Infatti, i candidati con una buona rete online hanno maggiore successo rispetto a quelli con una buona rete offline. “Su questi aspetti la ricerca Adecco può essere d’aiuto”, spiega Silvia Zanella, Global Social Media & Online Marketing Director del Gruppo Adecco. “L’importanza della selezione attraverso i social media è oggi un aspetto molto importante e continuerà ad esserlo in futuro. Adecco può aiutare coloro che stanno cercando un lavoro ad ottenere il massimo attraverso un uso corretto dei social network e di fornire ai recruiter gli strumenti migliori per svolgere le loro ricerche sui social media”.

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