stay

updated!

Vuoi rimanere sempre aggiornato

sulle news di MyMarketing.net?

* Campi obbligatori

Cliccando su "Iscriviti" dichiaro di aver letto e accettato l'Informativa Privacy

stay updated!

Pubblicato: 12 Febbraio 2014

Il profilo dei Food e-Vangelist

Si chiamano Food e-Vangelist, e oggi sempre più guidano le scelte alimentari delle aziende. Lo rileva Ketchum nel suo ultimo studio internazionale Food 2020, che ha indagato gli stili di vita e le abitudini alimentari dei consumatori. Dal sondaggio spicca un particolare sottoinsieme di influenzatori, denominato appunto Food e-Vangelist, che oggi sta determinando un forte impatto a livello globale sui temi più caldi in campo alimentare.

I Food e-Vangelists sono un sottoinsieme della cosiddetta popolazione dei Food Involved, cioè di quegli individui che sono soliti dedicare regolarmente del proprio tempo personale per coinvolgere in conversazioni sul cibo (sia online che di persona) condividendo e raccomandando prodotti e alimenti. Gli e-Vangelist si attivano nella stessa direzione ma con una maggiore propensione nell’incoraggiare cambiamenti di comportamento; questi ultimi rappresentano circa il 22% del totale del campione analizzato nei vari mercati. Questo gruppo di consumatori è più giovane di coloro che sono disimpegnati in tema alimentare (il 48% dei Food e-Vangelist sono sotto i 35 anni) e rispetto alla loro giovane età godono di una sicurezza economica con entrate sopra la media. Attraverso il globo i Food e-Vangelist generano circa 1.7 miliardi di conversazioni sul cibo ogni settimana; in alcuni Paesi, rappresentano un significativo segmento della popolazione: come in Italia, dove sono più di 1/3 della popolazione, o in Argentina e Cina dove rappresentano 1/4 circa di essa.

I Food e-Vangelist sono tipicamente giovani donne, molto attive online, finanziariamente stabili, con famiglia (un gruppo che è anche comunemente osservato nel food marketing). Ciò che però risulta unico è che questo gruppo non è definito dal suo profilo demografico ma dai suoi giudizi e visioni così similari, dove però le consuete pratiche del marketing non riescono ad avere effetto su di loro. In Italia sia i Food Involved che i Food e-Vangelist tendono a essere più donne rispetto alla media globale: sono orientati all’azione, si assumono responsabilità, hanno sete di informazioni su ogni aspetto relativo al cibo e ai prodotti alimentari e influenzano gli altri condividendo i loro punti di vista. Oltre 2/3 dei Food e-Vangelist afferma che farebbe ricerche on line per farsi meglio un’idea rispetto a notizie  su alimenti messi al bando, più di 1/3 si prendono regolarmente del tempo per raccomandare e criticare marchi e prodotti alimentari e condividere le loro opinioni con gli altri, sia offline che online.

Le aziende alimentari possono guadagnarsi la fiducia dei Food e-Vangelist grazie alla ricerca e all’innovazione di prodotti capaci di rispondere ai loro 'criteri salutistici', fornendo la massima trasparenza rispetto l’intera filiera produttiva e offrendo prodotti più accessibili per le famiglie bisognose. Sono tre gli elementi che fanno sì che i Food e-Vangelist sostengano, acquistino più prodotti o siano disposti pagare di più: innanzitutto, più salute, con oltre la metà dei Food e-Vangelist (54%) che vorrebbe che le aziende dessero priorità alla produzione di alimenti salutari più disponibili nel futuro; il secondo elemento consiste nella trasparenza, con ancora il 54% della categoria che pretende informazioni sugli ingredienti del prodotto in etichetta (incluso l’origine, il processo e le tecniche di produzione, il nome dell’azienda agricola o del fornitore, ecc.); infine, il 40% dei Food e-Vangelist afferma che per raccomandare un’azienda ad amici e familiari, è necessario che essa garantisca l’accesso a prodotti di qualità anche alle famiglie bisognose

newsletter

* Campi obbligatori

newsletter

* Campi obbligatori

MyMarketing.net