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Pubblicato: 25 Febbraio 2013

Il viaggiatore 2.0

Un viaggiatore nuovo, un viaggiatore 'online'. Un viaggiatore che prima di partire per la propria meta, si documenta, parla, discute, chiede. Si tratta del nuovo trend del turismo, che vede come prima protagonista la rete, strumento con la quale, prima di mettersi per strada, il viaggiatore 2.0 si informa. Si sono quindi moltiplicate, per riuscire a seguire questo trend, tantissime community, che vengono incontro alla sete di turistica conoscenza della nuova generazione di viaggiatori. Logotel, service design company, mostra come cambiano le strategie del turismo nell'era della rete.

Non più agenzie tradizionali. E' il booking online, sono le prenotazioni fatte via internet quelle che sempre più stanno conquistando importanti fette di mercato. Il 'turismo fai-da-te' sta, in modo sempre più importante, prendendo piede: risparmio, convenienza e auto-organizzazione sono i punti cardine di questo nuovo trend, che permette al turista di evitare interi e costosi pacchetti-vacanze, optando per un'organizzazione divisa tra viaggio, alloggio, etc. Nascono in quest'ottica numerosissimi portali che vengono incontro a questa tipologia di esigenze: Airbnb, ad esempio, si è specializzato nel trovarti l’alloggio, Skyscanner ti assiste in ogni fase del viaggio senza caricare spese aggiuntive, Wanderfly agisce in base alle esigenze dei clienti, e Trablr addirittura aiuta a costruire viaggi condivisi.

Ma anche i social network stanno sempre più assumendo un ruolo chiave nell'organizzazione dei propri viaggi. La condivisione delle informazioni sulle mete desiderate tramite raccomandazioni, suggerimenti e opinioni diventa un passaggio obbligato nell'organizzarsi le proprie vacanze. Blog e social media occupano in ruolo di primo piano, ma anche le community possono offrire un contributo importante, “perché  lavorando sulla customer experience del cliente, prima, durante e dopo il viaggio, sono in grado di favorire esperienze gratificanti” spiega Giuliano Favini, amministratore delegato di Logotel; “se la sensazione che si riceve attraverso queste piattaforme risulta positiva, il cliente non esita a passare alle fasi successive di un percorso che alla fine sfocia nella prenotazione”.

Tantissime le community che si sono sviluppate proprio per venire a questo importante trend turistico. Tra gli esempi più felici di community consumer troviamo Gidsy.com, un sito a metà strada fra il social network e la guida alla Lonely Planet. Altro caso di successo è MyBuggy, una community rivolta ai travellers nata con l'obiettivo di fornire una piattaforma per la condivisione di foto, video, esperienze e racconti di viaggio; Geobeats è, invece, una particolare piattaforma community di video sharing per la condivisione di video esclusivamente turistici. Weldorado, dedicata alle agenzie di viaggio partner di Welcome Travel Group, è un esempio di business community, un luogo che, nella migliore tradizione social, consente di instaurare una rete di relazioni orizzontali tra colleghi. Ma esistono anche Inside Airfrance, una community organizzata dagli stessi dipendenti della compagnia, e Bitcommunity, luogo di incontro virtuale tra domanda e offerta: attivo tutto l’anno, concentrato sul target B2B e sul trade, in dialogo costante con i social network.  “Mettere piedi una community per il comparto turistico è un progetto complesso” conclude Guliano Favini, “e significa lavorare sulla progettazione di un palinsesto da veicolare quotidianamente ai partecipanti, puntando sull’interazione attiva e su contenuti di qualità”.

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