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Pubblicato: 31 Ottobre 2013

In Italy We Trust

La fiducia cresce anche tra gli italiani, che si dimostrano molto più speranzosi nel futuro rispetto allo scorso trimestre: lo fotografa la 'Global Survey sull’indice di fiducia dei consumatori e sulle intenzioni di spesa', l'ultima ricerca Nielsen, che ha indagato,  tra il 14 agosto e il 6 settembre 2013, le aspettative dei consumatori e dei lavoratori italiani (ed europei) per i prossimi mesi.

L’indice di fiducia in Italia si attesta a quota 47, + 6% rispetto al trimestre precedente (41), dato in linea con la rilevazione dello stesso periodo nell’anno 2012 (46). Gli italiani si dimostrano più fiduciosi rispetto al secondo trimestre ma rimangono comunque vigili. Il 97% degli intervistati si dichiara consapevole del periodo di recessione (-2% rispetto al trimestre precedente). Allo stesso tempo, 8 italiani su 10 (81%) dichiarano di aver modificato il proprio comportamento di spese:‐3% rispetto al terzo trimestre 2012, in linea con il dato diffuso nel secondo trimestre 2013, in controtendenza rispetto al Vecchio Continente (in questo caso 6 cittadini su 10 segnalano di aver cambiato le proprie abitudini in termini di spesa). I principali tagli dei consumatori del Bel Paese si registrano nei pasti fuori casa (-5% rispetto al trimestre precedente), seguiti dalle spese per abbigliamento (-8% rispetto al trimestre precedente). L’acquisto di generi alimentari registra + 1% tra il secondo e il terzo trimestre, mentre l’intrattenimento fuori casa (-9% rispetto al trimestre precedente).

La propensione al risparmio degli italiani vede una crescita del 3% rispetto al secondo trimestre (40%). Si registra un aumento della percentuale di italiani che dichiarano di non riuscire a risparmiare nulla: 29% nel terzo trimestre, +6% rispetto alla rilevazione dello stesso periodo dello scorso anno; la media europea è 21%. Analizzando le principali destinazioni di spesa dopo quelle essenziali, al primo posto si attestano le vacanze, dato in contrazione rispetto alla rilevazione dello stesso periodo 2012 (25%, -4% 2013/2012). Al secondo posto si segnala l’abbigliamento al 23%, dato in linea con la rilevazione del 2012, ma -2% rispetto al trimestre precedente. L’Europa nel confronto con il dato italiano evidenzia un differenziale positivo dell’8% (31%). La voce intrattenimento fuori casa (19%) riporta un + 5% rispetto alla rilevazione dello stesso periodo dell’anno precedente. +2% rispetto alle spese per la manutenzione della casa, confrontando la rilevazione del trimestre precedente ma dato in linea con la rilevazione 2012. Gli italiani si presentano meno interessati rispetto alla media UE per quanto riguarda investimenti in prodotti di tecnologia (11% vs 17%), un dato negativo sia rispetto al secondo trimestre 2013 (-2%) che dello stesso periodo dell’anno precedente (-3%).

Tornando alle prospettive di ripresa, gli italiani vedono con più fiducia il loro futuro: + 15% dei cittadini del Bel Paese rispetto al trimestre precedente considerano fattibile l’uscita dalla crisi nei prossimi 12 mesi (il Fondo Monetario Internazionale stima un + 0,7% del PIL italiano nel 2014); per il 50% degli intervistati (-7% rispetto al secondo trimestre 2013) invece l’Italia rimarrà in recessione. La media europea inquadra una visione più pessimista: per il 60% dei rispondenti la crisi non avrà termine nel 2014. In ambito occupazione le aspettative degli italiani restano negative per l’88% del campione intervistato: un segnale positivo si coglie in quanti considerano “eccellenti+buone” le proprie prospettive lavorative, con un +5% rispetto al trimestre precedente. Sempre sul fronte occupazione, la sicurezza del posto di lavoro resta la prima preoccupazione: 30% degli intervistati con un + 4% rispetto al secondo trimestre e un + 15% comparando con la media europea. L’instabilità politica si attesta al sesto posto rispetto al rank dei fattori che preoccupano gli italiani; un dato in linea con lo stesso periodo dell’anno scorso, preceduto dalla salute al quinto posto.

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