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Pubblicato: 8 Aprile 2016

Internet of Thing: proiezioni 2020 secondo Schneider Electric

Schneider Electric, azienda specialista globale nella gestione dell’energia e dell’automazione, ha presentato lo studio “IoT 2020 Business Report”, analizzando il percorso che porterà le grandi aziende, entro il 2020, a servirsi delle tecnologie Internet of Things nel business. 
Basato sui risultati di una recente ricerca condotta su scala globale, il report ha coinvolto 3.000 business leader in 12 paesi inclusa l’Italia, ed è stato arricchito dall’esperienza diretta di Schneider Electric nelle soluzioni IoT e dai feedback raccolti da clienti e partner: la previsioni in esso contenute rappresentano perciò  una guidaall’evoluzione del mercato nei prossimi anni.
 
L’IoT e la “rivoluzione” digitale in azienda e nelle città
Man mano che le aziende espanderanno e approfondiranno i loro programmi di digitalizzazione fino a includervi tutta l’impresa, l’Internet of Things prenderà sempre più il centro della scena. Questa nuova ondata di trasformazione sarà abilitata da nuovi sensori “connessi” disponibili a costi più abbordabili, intelligenza e controllo integrati negli oggetti, reti di comunicazione più veloci e ubique, infrastrutture cloud, funzionalità di data analytics evolute.
Pensando a quale sia la value proposition dell’IoT, molte aziende indicano come vantaggi chiave l’efficienza e il risparmio sui costi. Ma accedere ai dati – e in particolare a dati che prima non erano sfruttati – e poterli tradurre in informazioni per agire, come è possibile proprio grazie all’IoT, porterà anche a una grande trasformazione del servizio ai clienti e darà nuove opportunità di costruire fedeltà al brand/ai servizi e soddisfazione.


l’IoT accetta le sfide ambientali e sociali.

L’Internet of Things aiuterà i paesi e le loro economie a rispondere alle sfide per il pianeta, fra cui il riscaldamento globale, la scarsità di acqua, l’inquinamento. La ricerca identifica infatti come vantaggio chiave offerto dall’IoT alla società nel suo complesso la possibilità di usare meglio le risorse. Di concerto con il settore privato, le amministrazioni locali e nazionali potranno abbracciare l’IoT per accelerare e ottimizzare le iniziative per tagliare le emissioni di gas serra, in linea con l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale sotto i 2 gradi raggiunto con l’accordo di 196 paesi all’ultimo COP21.
Inoltre, così come la Rivoluzione Industriale, la nascita di Internet e la mobility hanno portato evoluzione, innovazione e maggiore ricchezza, egualmente avverà l’IoT. Aziende e amministrazioni locali potranno creare nuovi servizi abilitati dalle tecnologie IoT ed emergeranno nuovi modelli di business.
Saranno le economie emergenti, ; in particolare, ad avere l’opportunità importante di sfruttare rapidamente i vantaggi dell’IoT senza avere sulle spalle il peso dell’ammortamento di infrastrutture preesistenti: essenzialmente saltando una fase. Non acaso, secondo McKinsey, il 40% del mercato mondiale delle soluzioni IoT sarà generato da paesi in via di sviluppo.


 

L’IoT e l’open computing

L’IoT promuovrà un approccio al computing aperto, interoperabile e ibrido, e stimolerà la collaborazione fra gli attori del settore IT e I governi per creare standard di architettura globali in grado di affontare la questione cybersecurity.
Mentre le soluzioni IOT cloud-based conquisteranno popolarità, nessuna singola architettura di computing avrà il monopolio. L’IoT fiorirà fra diversi sistemi, a livello edge e on premis, come parte di offerte cloud privato o pubblico. Rendere l’IOT disponibile in ambienti di computing eterogenei aiuterà gli utenti finale ad adottare le soluzioni IoT nel modo più adatto alle loro esigenze critiche di business e di sicurezza; allo stesso tempo consente a chi abbia infrastrutture tecnologiche legacy un percorso logico e gestibile per evolvere, permettendo una trasformazione graduale.

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