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Pubblicato: 6 Dicembre 2012

La guerra dei giocattoli

Nella lotta all'ultimo scontrino che si giocherà questo Natale tra ecommerce e store tradizionali, un ruolo di primo piano lo giocherà il settore dei giocattoli. Il dono natalizio per eccellenza resiste meglio degli altri settori ai colpi della crisi. Come conferma una recente ricerca di Confcommercio l'86,3% degli italiani non rinuncerà a fare acquisti e al primo posto fra i destinatari figurano proprio i familiari, destinatari del 50,2% dei regali.

Sempre più carrelli perdono fisicità e diventano digitali. Come si può arginare questo fenomeno e, soprattutto, come deve cambiare il modo di relazionarsi con i clienti da parte dei negozianti? Osservando le tendenze già in atto, emerge che i clienti sono sempre più tecno-smaliziati. Con un corredo di device tecnologici sono pronti a confrontare prezzi e offerte. Quindi l'esperienza d'acquisto va ripensata alle sue basi, per incantare un'utenza col portafoglio sempre più leggero.
Come emerge dallo studio del portale Nostrofiglio.it svolto in collaborazione con nielsen, già 7 madri su 10 si muovono con sicurezza tra le maglie della Rete web. Il Natale 2012 vedrà poi incrementarsi la percentuale di chi utilizzerà il proprio smartphone per i propri acquisti natalizi, scelta condivisa dal 15% del campione intervistato da TNS per una ricerca eBay. Il 13% lo farà direttamente dall'iPad. I vantaggi dell'ecommerce spaziano dall'ampiezza del catalogo ai sistemi di comparazione dei prezzi, passando per la velocità di consultazione e la facilità di ottenere feedback in tempo reale attraverso forum e social network.

I retail tradizionali devono “puntare sulla costruzione di una nuova relazione con il cliente investendo sul proprio personale di vendita – spiega Laura Bartolini, presidente e manager of Education della service design company Logotel – quest'ultimo, acquisendo nuovi skill deve trasformarsi in una sorta di consulente per l'acquisto capace, da un lato, di intercettare i valori del cliente proponendo soluzioni a lui congeniali e dall'altro di educare alla scelta, assicurando il meglio dei prodotti e la sicurezza del loro uso”. Deve cambiare tutta l'esperienza d'acquisto, arricchendosi di momenti di vero e proprio storytelling: “Il racconto efficace di un prodotto ne aumenta il valore e ne giustifica l'acquisto, aggregando intorno a sé un'esperienza densa di immaginari con cui il cliente può entrare in relazione. – continua Laura Bartolini -In questo modo il punto vendita si trasforma: da luogo in cui acquistare un prodotto diventa un veicolo di storie capaci di orientare le scelte”.

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