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Pubblicato: 27 Gennaio 2017

Local SEO: solo il 40% dei negozi è ben rintracciabile

local seo

Di pari passo con la diffusione degli strumenti e delle abitudini d’uso del mobile, cresce rapidamente anche il numero dei consumatori che fanno ricorso a motori di ricerca geolocalizzati per trovare all’istante – sullo smartphone – ristoranti, supermercati, e negozi di ogni tipo. In Italia, però, sono ancora molto numerose le attività commerciali che non utilizzano questa opportunità per incrementare i propri fatturati.

Il report Local SEO per le catene italiane, realizzato nel mese di dicembre da Instilla, agenzia di SEO e conversion marketing, su 27.690 store di 42 catene sparse in tutta Italia ha dimostrato che la Local SEO (Local Search Engine Optimization) non è sfruttata appieno nel nel nostro paese: il 60% dei negozi e delle catene analizzate non ha posto in essere attività efficaci finalizzate a rendersi visibile online e rispondere in maniera adeguata alle ricerche locali degli utenti.
Non è facile calcolare la perdita di fatturato dovuta a tale carenza, ma tutto fa ragionalmente ritenere che si tratti di una perdita consistente: basti pensare che 2015 gli utenti italiani hanno effettuato 700 milioni di ricerche da smartphone e da altri dispositivi mobile, e che l’86% di queste aveva l’intento di trovare prodotti o servizi nella proprie immediate vicinanze.

Uno degli errori più comuni commessi dalle aziende consiste nell’inadeguata gestione del proprio account Google MyBusiness, servizio che permette ad aziende e professionisti di mostrare la propria attività sulle mappe di Google (con annessa una relativa scheda informativa). L’analisi mostra infatti che solo 9 delle 42 aziende analizzate hanno effettuato le operazioni necessarie per ottimizzare la propria scheda, compilandola con le informazioni locali rilevanti (orari di apertura, indirizzo, numero di telefono, ecc.).
“L’utente mobile è per definizione un utente “che si muove” e deve ottenere il risultato più utile nel minor tempo possibile. Per questo motivo i motori di ricerca devono mostrare risultati situati nelle vicinanze dell’utente o nell’area geografica che l’utente è intenzionato a visitare”, sottolinea Alessandro Manzi, SEO specialist di Instilla. “Logica conseguenza del quadro descritto dal Report è che le catene analizzate non riescono a sfruttare appieno i benefici della Local SEO, grazie alla quale riuscirebbero a trarre vantaggio dalle ricerche locali aumentando così la propria presenza online e di conseguenza i potenziali clienti”.
La bassa digitalizzazione non è però una caratteristica limitata alle catene commerciali italiane: nel report Startup SEO, realizzato anch’esso da Instilla nell’aprile scorso era stato evidenziato che, su 10 siti di start up italiane, 3 non erano funzionanti. Tra gli elementi analizzati in quel caso vi erano in particolare la velocità del sito web, la responsiveness (ovvero la capacità del sito di adattarsi graficamente a un dispositivo mobile) e una serie di altri elementi on-site in grado di impattare sul posizionamento del sito tra i risultati di ricerca.

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